CINQUEPERCENTO

Testo di Raffaele Guzzon

Zozketaren emaitzak gure bioko linkean argitaratuta”. Sto passeggiando per Spaccanapoli in un pomeriggio di febbraio, un insperato sole scalda le ossa, attorno un vociare diffuso nella bella e malinconica lingua partenopea. Rumori, odori, luce mediterranea.
Badakigu urteetako itxaronaldiak min ematen duela”. Sto passeggiando per Spaccanapoli e invece di godermi fascino del decadente barocco che mi circonda, sto tentando di tradurre … “Ez irabazteko aukera: 95%”.

Cinque-per-cento. In statistica un evento raro, fuori standard ma, in effetti, non impossibile. Dicono che abbiamo il cinque-per-cento di probabilità di infilare una presa USB al primo colpo, o di avere cinque tacche sul cellulare in una cantina, o di pescare al supermercato un avocado perfettamente maturo nel mucchio, oppure che il tizio davanti a noi, sempre al supermercato, non abbia intoppi alla cassa automatica o ancora, di trovare un parcheggio libero davanti alla mia destinazione. Vi è mai capitato? Probabilmente sì. E qui sta il fascio perverso della statistica, l’inconfessabile e puerile speranza degli undicimila-trecento-ottantotto “Eskatzaileak 2026”.

Zegama ametsa da, baina baita estatistika hutsa ere” ci informa laconicamente la pur efficientissima organizzazione, che immagino goda subdolamente nel dare informazioni in una lingua che è parlata sì e no dal tre per cento dei connazionali, figuriamoci degli europei. In pratica hai più possibilità di ricevere l’agognato pettorale che di incontrare qualcuno che capisca che, in effetti, quel pettorale, l’ha ricevuto.

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©MathisDecroux_Zegama

Sto passeggiando per Spaccanapoli nella luce bassa di un tramonto di febbraio e penso che ogni luogo abbia una sua lingua non a caso. La lingua partenopea fa da perfetto sottofondo nella sua musicale eleganza, ma non per questo meno impenetrabile per i forestieri, a palazzi patrizi che si schiudono su stretti vicoli rivelando una gloria che fu, una composta e dignitosissima rassegnazione che si riflette negli stucchi scrostati delle decine di chiese barocche, nelle pietà popolari ad ogni angolo.

Aizkorri-Aratz Parke Naturalaren inguruan antolatzen den mendi maratoiaren antolakuntza”. Non ho ben chiaro cosa significhi, ma è di certo il modo migliore per descrivere questa follia che si corre, a maggio, su di una cresta a fil di cielo. In una frase in basco c’è mediamente il 6,5 % di probabilità di trovare una Z o una K, in spagnolo tra lo 0,2 e lo 0,5 %, in italiano anche meno. Z e K, il suono del vento e dei sassi che scricchiolano lassù. Idioma spigoloso di gente ribelle che non si adatta e non si rassegna all’omologazione, un po’ come qui attorno, a Spaccanapoli, o nelle Dolomiti, o in molti altri posti in cui passiamo, a volte, un po’ troppo di corsa.

Sto passeggiando per Spaccanapoli e non capisco nulla, ma è perfetto così e maledettamente affascinante. In fondo sono grato di aver fatto parte di tutto questo, anche solo per il tempo di un “Zozketa”. A proposito, scorrendo la lista dei “Zozketaren emaitzak” gli italiani sono 3. Cioè l’uno-virgola-tre-percento. In bocca al lupo. 

@leo_rsl_Zegama