Per la prima volta nella sua storia, Transvulcania adidas 2026 apre al talento keniano: sette atleti d’élite, pronti a sfidare i pendii vulcanici dell’Isla Bonita.
Non è solo un’altra edizione. È un cambio di paradigma per il trail running alle Canarie.

Kenia contro tutti
La delegazione africana punta tutto sulla Classic (24 km) e sull’Uphill, prova valida per la Coppa del Mondo WMRA. Sei atleti arrivano con il Run2gether, progetto sociale che trasforma le vittorie in scuole e opportunità per il Kenya. A loro si aggiunge Joyce Muthoni Njeru (NNormal), numero 1 del ranking WMRA, tre volte campionessa della Coppa del Mondo e regina della Golden Trail Series 2024.
Ma i nomi da ricordare sono molti:
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Philemon Kiriago (948 ITRA): doppio campione del mondo, due volte vincitore della Sierre-Zinal. Nel 2024 ha perso contro Kilian Jornet per appena 1,5 secondi, dopo uno sprint entrato nella leggenda.
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Philaries Eruto Kisang (759 ITRA): regina delle salite, due volte regina della Sierre-Zinal. Sull’Uphill parte già con il numero 1 sulla schiena.
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Richard Omaya Atuya (909 ITRA): dominatore assoluto della WMRA World Cup 2025, capace di vincere gare-icona come Grossglockner e Thyon-Dixence.
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Ruth Gitonga Mwikahi (770 ITRA): attuale vicecampionessa del mondo, eleganza e velocità al servizio della lava.
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Eohantus Njieri (831 ITRA): reduce dalla vittoria alla Grossglockner Mountain Run, pronto a far male sia nella Classic che nell’Uphill.
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Jedidah Chepkemoi Sang: esordiente nel trail, ma seconda alla mezza maratona di Madrid in 1:09:00. Esplosività pura.
Tornano i leoni del vulcano
E mentre i keniani si preparano a scrivere una nuova pagina, due volti noti tornano a reclamare il loro territorio. Dmitri Mitiaev ed Ekaterina Mitiaeva hanno confermato la loro presenza in Ultramaratona. Conoscono ogni pietra, ogni pendenza, ogni trappola dell’isola. E arrivano da favoriti.
Insieme a loro, un parterre che fa tremare i polpacci: Petter Engdahl ed Emelie Forsberg, pronti a trasformare la corsa in spettacolo.
Un duello senza precedenti
Da un lato la potenza esplosiva e l’eleganza della falcata keniana. Dall’altro la resistenza e la tecnica dei maestri europei del trail. Sullo sfondo, i sentieri vertiginosi di La Palma, dove il dislivello non perdona e il ritmo si spezza e si riannoda come la lava antica.
Con questa edizione, Transvulcania si conferma vetrina mondiale: non più solo Europa e Americhe, ma anche l’inesauribile talento dell’Africa orientale.
L’Isla Bonita trema. E corre.

