A cura di Maurizio Scilla
Foto di Filippo Caon
Anche quest'anno la Lavaredo Ultra Trail by UTMB si conferma una delle gare più desiderate del pianeta. Per questa diciannovesima edizione oltre 20.000 runner hanno tentato di conquistare uno dei pettorali disponibili, ma soltanto 6.000 atleti provenienti da 93 nazioni hanno avuto la fortuna di essere sorteggiati.
Da mercoledì a sabato, 5 gare, un mare di emozioni, record battuti, vediamo com’è andata, gara per gara.
Lavaredo 10 K
E’ la gara che inaugura l’evento. Il via mercoledì sera alle 19. Vittoria tra gli uomini per Samuel Demetz vincitore in 39’39”, secondo posto per Federico Vecellio Patis, terzo l’austriaco Barnaby Sellers.
Prima tra le donne in 50’53” Camilla Martignon, seguita dalle paraguaiane Racio Nathalia Gonzales e Randy Martinez.

Lavaredo 20 K
Giovedì è il momento di questa gara che presenta il più aggressivo fra i percorsi, un tracciato che porta gli atleti dal Corso Italia alla Forcella Zumeles, affrontando 1000 m d+ fra single trail spettacolari e ripide salite.
In campo maschile il piemontese Andrea Rostan, favorito alla vigilia, prende il comando fin dalle prime battute e conduce una gara impeccabile, senza mai lasciare spazio agli avversari. Sul traguardo di Corso Italia ferma il cronometro in 1h32’59”, confermando il successo conquistato lo scorso anno. Alle sue spalle conclude Isacco Costa (1h38’08”), autore di una prova in rimonta dopo aver provato a restare in scia del vincitore nelle prime fasi di gara. A completare il podio l’altoatesino Luca Pescollderungg (1h38’38”).
Anche la gara femminile ripete il finale dell'edizione 2025. Anna Hofer impone il proprio ritmo fin dall'inizio, corre in solitaria e chiude in 1h51’55” conquistando la seconda vittoria consecutiva nella 20K. Alle sue spalle termina la slovena Klara Velepec (1h54’55”), mentre il terzo gradino del podio va alla britannica Sonia Samuels (1h56’42”).

Lavaredo 50 K
Venerdì è il momento di questa gara che si corre su un tracciato di 50 km e 2600 m di dislivello. Nella prima parte si percorre la magnifica e selvaggia Val Travenanzes fino a raggiungere Il Col dei Bos (2332 m) per poi scendere al Col Gallina. Qui si ricomincia a risalire fino ai 2400 m del Rifugio Averau (28 km). Dal rifugio con un lungo traverso panoramico si raggiunge il Passo Giau e si supera poi Forcella Giau (34 km 2350m), ultima difficoltà del percorso.
Daniel Pattis e Nadir Maguet impongono sin dal via un ritmo altissimo, restando fianco a fianco fino a Passo Giau. Da lì la gara cambia volto, Pattis progressivamente aumenta il vantaggio, trasformando gli ultimi km in una cavalcata solitaria verso il traguardo e verso il nuovo primato della 50K (4h00’51”). Alle sue spalle conclude “Il Mago”, secondo in 4h06’42”, mentre completa il podio Lorenzo Rota Martir (4h13’20”). Nella top ten, dal settimo al decimo posto, Alex Oberbacher, Michele Meridio, Alessandro Riva e Giacomo Forconi.
Nella prova femminile, come da pronostico, sfida tutta spagnola per buona parte del percorso tra la basca Malen Osa Ansa e Patricia Pineda Cornejo. Nella parte finale Malen Osa allunga e va a chiudere in 4h46’23”. Patricia Pineda Cornejo chiude seconda in 4h49’26”, mentre il terzo gradino del podio va alla slovacca Silvia Schwaiger (5h01’28”). Quinto posto per Martina Cumerlato.
Daniel Pattis commenta così la sua gara “ Siamo partiti veloci io e Nadir, abbiamo staccato subito gli altri. A dire il vero ho fatto un po’ fatica all’inizio, non so se per il caldo, sentivo le gambe dure, ma ho cercato di tenere il ritmo del “Mago”. Dal 25 km ho iniziato a sentirmi un po’ meglio, ho provato quindi a trovare il mio ritmo e più avanti sono riuscito a staccarlo. Sono molto contento di aver battuto il record. Ho provato a stare sotto le 4 ore, non ci sono riuscito, ma va bene così”.
Queste invece le parole del valdostano Nadir Maguet “Tirando le somme sono contento, perché una gara così veloce era un po’ che non la correvo. Nella prima metà abbiamo corso forte, eravamo sotto il record del percorso e c’era un pensiero a quel “sub 4 ore”. Daniel il record l’ha fatto. Quando si è in due ci si spinge al limite, uno salta sempre e questa volta è toccato a me. Nella seconda parte sono andato un po’ in crisi, un po’ di crampetti. Sono contento di come l’ho gestita, è tutto fieno in cascina per le prossime gare. Passato una bella giornata, vissuto delle belle emozioni e ora si pensa già al prossimo obiettivo, la Monte Rosa Walser Waeg by UTMB”.

Lavaredo 120 K
Alle 23 di venerdì parte la gara regina con i suoi 120 km e 5800 m+. I trailer sono accolti dalle tradizionali due ali di folla che gremiscono Corso Italia per una delle partenze più iconiche del trail running mondiale. Indimenticabile il passaggio all’alba alle Tre Cime di Lavaredo.
In campo maschile troviamo ben presto un trio al comando, composto da Hannes Namberger (tre volte vincitore) e dagli altoatesini Andreas Reiterer e Tobias Geiser.
I tre percorrono gran parte del tracciato insieme e solo nella discesa finale il tedesco trova l’allungo decisivo che gli regala la vittoria e il record, 11h45’31”, oltre quattro minuti meno del tempo fatto registrare stabilito da Ben Dhiman l’anno scorso.
Per quanto riguarda il secondo posto, Andreas Reiterer e Tobias Geiser, da amici decidono di condividere fatica ed emozioni deli ultimi km. Mano nella mano attraversano il traguardo in 11h55’26”.
Anche la gara femminile regala un confronto di altissimo livello, tra l'australiana Lucy Bartholomew e la nepalese Sunmaya Budha. Per ore è Bartholomew a dettare il ritmo, ma dopo il passaggio a Passo Giau la gara cambia volto. Budha inizia una rimonta impressionante, riducendo progressivamente il distacco fino a raggiungere l'australiana nei pressi del Rifugio Croda da Lago. La nepalese opera il sorpasso decisivo, involandosi verso Cortina. Sul traguardo ferma il cronometro in 13h33’18”, nuovo record che migliora lo storico primato di Caroline Chaverot (13h40’34”), che resisteva dal 2015. Lucy Bartholomew conclude una straordinaria prova al secondo posto (13h34’59”) , mentre al terzo posto si piazza l'irlandese Emma Stuart (14h47’42”). Ottava Cristina Filippini.
Le parole di Andreas Reiterer “ Cosa dire? E’ stata una giornata tanto bella quanto dura. Abbiamo battagliato tutto il tempo io, Hannes e Tobias, la gara si è decisa solo nell’ultima discesa dove Hannes è riuscito ad allungare. Abbiamo staccato Peter Frano quasi subito, io attaccavo in salita, loro ci provavano in discesa ma nessuno riusciva a fare la differenza. Quando Hannes si è avvantaggiato, con Tobi abbiamo deciso di arrivare insieme, di solito me la gioco, ma con Tobi siamo amici, siamo cresciuti quasi nello stesso paese, è stato molto bello arrivare insieme”.
Il commento di Tobias Geiser: “Sono veramente molto contento! All’inizio abbiamo un po’ gestito per vedere come fossero messi gli altri, ma dopo 42 km a Misurina siamo rimasti io, Andreas e Hannes. Abbiamo collaborato, ma ogni volta che ho provato ad attaccare hanno risposto. A Cima Banche abbiamo pensato di prenderci un po’ di tempo per rinfrescarci, ma dopo 30” sono ripartiti, non potevo lasciarli andare, così li ho seguiti. Stessa cosa al Col Gallina. Siamo stati sempre tutti e tre insieme, poi Hannes nel primo tratto di discesa ha attaccato e non siamo riusciti a rispondere. Con Andreas ci siamo parlati e abbiamo deciso di arrivare insieme, è stato un momento speciale per tutti e due. Questo secondo posto alla Lavaredo è un sogno grande che si avvera. Ora devo riposare e poi focus sull’UTMB”.

Lavaredo 80 K
E' l'unica gara in linea della manifestazione, con partenza dalla Val Marzon/Auronzo di Cadore e arrivo nel centro di Cortina. Un vero viaggio nel cuore delle Dolomiti, con il passaggio sotto le pareti nord delle Tre Cime di Lavaredo.
Partenza alle 7 di sabato per questi 80 km e 4600 m+.
A imporsi nella prova maschile è Bart Przedwojewski protagonista di una gara impeccabile. Il polacco impone il proprio ritmo fin dalle prime salite senza lasciare spazio agli avversari, ferma il cronometro in 7h40’30”. Secondo posto per il francese Robin Juillaguet (7h51’31”) e podio completato dall’altro polacco Marcin Rzeszótko (7h58’28”). Quinto Stefan Ungericht.
In campo femminile si impone l'islandese Elísa Kristinsdóttir, che domina la prova chiudendo in 8h59’57”. Alle sue spalle la francese Marie Goncalves (9h12’49”), mentre a regalare un sorriso ai colori italiani è stata Nicol Guidolin, terza in 9h54’26”.