HARDROCK 100 - PREVIEW

Testo di Filippo Caon

Foto di Elisa Bessega per RunTrento

 

Non è la Hardrock 100 con la lista partenti più memorabile che ricorderemo – ed è normale sentirne il contraccolpo, due settimane dopo una Western States in cui tutti quelli che dovevano esserci, c’erano – e non tanto per mancanza di livello assoluto, ma più per mancanza di profondità.

Parlare di profondità di livello, in una gara a cui partecipano 140 persone, è sempre piuttosto relativo, ma se di solito sei o sette nomi grossi, negli ultimi anni, ci sono sempre stati, quest’anno arriviamo a malapena a tre. Va così, ce ne faremo una ragione, iniziamo con la preview.

Hardrock 100 Endurance Run non ha bisogno di molte presentazioni: nasce a Silverton, nelle Colorado Rockies, nel 1992 da un’idea di John Cappis, Charlie Thorn e Gordon Hardman, per collegare le quattro storiche città minerarie del San Juan Triangle (Silverton, Lake City, Ouray e Telluride) in un percorso circolare. La gara alterna direzione ogni anno (quest’anno è in senso orario), e in 34 anni è stata vinta dai più importanti atleti che abbiano mai allacciato un paio di scarpe da corsa per correre più di una maratona. Vi risparmiamo l’elenco.

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Dopo più di trent’anni, Hardrock è ancora una gara con un’identità tanto forte e radicata quanto inafferrabile senza andare da quelle parti. Come si diceva altrove: chi deve arrivare a Silverton, in qualche modo, ci arriva sempre. E chi non ci arriva, significa che non doveva arrivarci. Hardrock è una piccola famiglia di persone unite da un amore incondizionato per un territorio e per una comunità. Non c’è quindi da stupirsi se, in un anno come questo, non ci sono tanti grandi nomi. Ma vediamo quelli che ci sono.

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Non saranno in tanti, ma quello che deve esserci c’è: Ludovic Pommeret, dopo avere vinto le ultime due edizioni con record, torna in quella che, ancora più di UTMB, sembra essere la sua gara. Ha battuto il record di Kilian del 2022, che a sua volta migliorava quello di D’Haene del 2021 – insomma è quello da battere. È per la prima volta a Silverton invece Tom Evans – vincitore di Western States nel 2023 e di UTMB nel 2025. È l’ultima importante 100 miglia che gli resta da vincere, e probabilmente lo farà. Al terzo posto mettiamo Jimmy Elam: ha vinto tutte le grandi classiche americane: Miwok, Wasatch, Cascade Crest, Bear, più qualche altra gara nascente ma piuttosto importante per la scena americana, come High Lonesome, nel Sawatch Range. Ha anche un quattordicesimo posto a UTMB nel 2022, che di certo non vale come un primo degli altri due, ma che ad Hardrock basta per fare un podio.

Ludovic Pommeret attraversa Ouray col suo pacer Jim Walmsley

Ludovic Pommeret attraversa Ouray col suo pacer Jim Walmsley

 

Da nominare per rispetto, in partenza anche Jason Schlarb, leggenda dell’ultrarunning americano, Arlen Glick, che non è certo più ai livelli della sua vittoria ad Javelina del 2021, Ryan Smith (terzo dietro a D’Haene e Bowman nel 2021 e anche lui vincitore di High Lonesome) e soprattutto, la voce del trail e American Boy par excellence, Dylan Bowman.

In campo femminile, dopo la lottery, a dicembre, si prometteva come lo scontro definitivo: con Katie Schide e Courtney Dauwalter, per la prima volta sulla stessa linea di partenza in tempi moderni (era già successo a Western nel 2023, quando Schide non era ancora Schide). Invece, Schide si è infortunata a un piede e non parteciperà, mentre Dauwalter nel 2026 ha vinto Chianti ed è arrivata seconda a Cocodona, ma non con una forma paragonabile a quella dei suoi record più importanti. Dopo il 2025, Dauwalter è tornata a essere battibile, quindi si vedrà. Battibile, comunque, non da tante, e questa volta, probabilmente, solo da una: Tara Dower. Ha corso Western States due settimane fa, dove è arrivata sesta, appena dietro a Lotti Brinks, ma è un’atleta che in questi anni ci ha abituati a recuperi improbabili e a performance di altissimo livello su gare e FKT diversissimi tra loro. In una gara con le caratteristiche di Hardrock è difficile capire cosa potrà succedere, e quanto possa pesare uno sforzo del genere sulla performance finale. Anche qui: si vedrà. Chiudiamo con Careth Arnold, vincitrice di TDS, Bear e che arriva da un secondo posto a Canyons 100K nel 2026.

Tara Dower record Appalachian

Tara Dower ha stabilito il Fastest Known Time sull'Appalachian Trail nel 2024