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Re: SUMMITS OF MY LIFE - EVEREST

Messaggioda Corry » 09/10/2019, 12:59

Essere un atleta di livello top vuole anche dire avere margini di sicurezza completamente diversi dalle persone normali.
Probabilmente lui nella zona a rischio ci è passato mettendoci un quinto del tempo di un normale alpinista. Il che vuol dire ridurre al minimo i rischi, che ovviamente in montagna ci sono sempre ma che queste persone riescono a limitare grazie alle loro eccelse capacità fisiche.
Anche io fino a qualche anno fa non riuscivo a capire il perché della ricerca di certe imprese estreme. Però guardando alcuni documentari dove si vedeva la mole di allenamento e la meticolosità della preparazione ho cambiato idea.
Questi non sono pazzi, sono semplicemente extraterrestri. A fare queste cose si assumono gli stessi rischi che ci assumiamo noi umani quando facciamo una semplice ferrata a 3’000 metri ;-)
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Re: SUMMITS OF MY LIFE - EVEREST

Messaggioda mircuz » 09/10/2019, 15:32

Poi questi extraterrestri ci lasciano le penne perché incespicano percorrendo una facile via di discesa...
Non voglio mettere in croce chi fa queste imprese, in fondo è lo stesso spirito che ha fatto progredire la nostra civiltà. Alex Honnold che fa la sua solitaria slegato in Yosemite lo capisco. E' giovane, non ha famiglia.
In altri casi, invece, la responsabilità verso i nostri cari ha un peso maggiore. Certo, non conosco nei dettagli il tentativo che ha fatto Kilian, magari era in sicurezza, come dite voi. Solo volevo rimarcare il fatto che non sempre è giusto indirizzare la nostra ammirazione verso chi si mette in gioco. Qualche volta è migliore chi sa rinunciare, cosa che poi alla fine ha fatto anche lo stesso Kilian.
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Re: SUMMITS OF MY LIFE - EVEREST

Messaggioda lapoderosa » 09/10/2019, 19:17

Io la penso come Mircuz. Se sei responsabile di altre persone tutto cambia. Io ad oggi sono solo mentre mio fratello ha famiglia. Io non lo porterei o lo inviterei mai a qualcosa di rischioso. Poi può sempre succedere ovunque una tragedia ma cercarsela anche no. Ho letto di recente un bel libro di Simon Yates quello dove racconta del suo tentativo alla nord della Eiger e appunto condividevo le sue riflessioni sulla pericolosità di alcune cose in montagna. Sono riflessioni di un uomo maturo che ha fatto le sue cazzate e oggi le può raccontare con la consapevolezza dell'esperienza.
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Re: SUMMITS OF MY LIFE - EVEREST

Messaggioda cianix » 09/10/2019, 20:35

Invece sono convinto che Killian non sia un irresponsabile e tanto meno che releghi in secondo piano la sua famiglia. Nessuno mette in dubbio che certe spedizioni siano pericolose e che a volte portarle a termine richieda, oltre a tutta la preparazione atletica e mentale adeguata, anche un'elevata dose di fortuna; ma qui si sta parlando d'altro.
Questo è ciò che si può leggere sulla sua pagina fb, il resto sono solo illazioni prive di significato, eventualmente quanto e se ha rischiato qualcosa lo può sapere solo lui:
This last month I had been in Khumbu valley spending time with my family, training and climbing. Maj had discover those mountains and culture that @tinaemelie and I love so much. The weather has been very challenging with lots of snow and precipitation. I had some climbing projects in mind, depending conditions and time, at the end none of them had been possible for different reasons, but I did really enjoy those mountains despite the bad weather. Last days I could do a light attempt up to around 8300m in a variant of the polish 80’s route in Everest before turning back due to avalanche conditions. Even if it hasn’t been any summit, the experience of a very light expedition, being alone in the mountain and able to check some cool possibilities has been a very interesting and a powerful experience.
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Re: SUMMITS OF MY LIFE - EVEREST

Messaggioda biglux » 11/10/2019, 6:18

Mi immagino il pediatra: mi raccomando! Non oltre i millecinque! :D
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Re: SUMMITS OF MY LIFE - EVEREST

Messaggioda andard » 13/10/2019, 21:11

L'ho pensato anch'io... ecco questa può essere una critica da fare a Killian...
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Re: SUMMITS OF MY LIFE - EVEREST

Messaggioda Corry » 18/10/2019, 19:31

https://www.montagna.tv/149003/kilian-j ... lleverest/

Cioè l’ha pure postato su Strava come escursione notturna :lol: :lol: :lol: :lol: :lol:
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Re: SUMMITS OF MY LIFE - EVEREST

Messaggioda ensere » 23/10/2019, 9:23

Oggi sul suo Instagram:

This moments of isolation are the most precious I take from climbing big mountains. I’m a fan of Steve House (and D.O.A) quote “Talk Minus Action Equals Zero”, and I believe an activity communication should be done when it have happened and not before, here my thoughts about not to communicate on ongoing and future mountaineering projects:

1. to not put extra pressure at me. That could lead me to take a bad decision at some point, taking extra risk or keep pushing when isn’t safe anymore. That’s a pressure I love when racing but I will never forgive myself if I die because I had people “watching” me in some 4 and I want to have the freedom of decision taking with no extra pressure in this terrain. Here it enters also the Track living: I believe is a great tool for some projects, I had been using from my Pyrenees and Corsica crossing to the Bob Graham Round, in interesting projects in mountain I differ , I believe is great for non-risky projects but if the project inself carries a certain risk I preffer to have only one for my family, to not have the situation to some strange expeculating or confirming my death to someone I care for.
.
2. When I climb mountains I’m looking for some sort of connection between myself and the mountains. Far from other people and society and the racing world and experience, but something intimate. Announcing a project could lead to have people watching, cheering (on place or virtually ) and would completely break this intimacy I’m looking for while preparing and trying an idea. .
3. Being sincere and egoistic, the least important but also real, when I have an idea I know that the possibility of success is less than 50%, so I need to do some reco’s and tries before have real chances. In most cases nobody notices because is a hidden couloir in Norway or a long ridgeline in the Alps but permits are public in some places. Some ideas ( lines to ski, styles and strategies, connections...) take some time to observe, figure-it out, find conditions and do homework before trying, so I want to keep for me until I can see if I can really do-it before to give the idea to someone to try.
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