Dacci oggi il nostro pezzo di Tor quotidiano...
La notte.
La prima notte non vale, sei talmente carico di adrenalina che il caffé o la cocacola non servono, servirebbe semmai una camomilla per calmarti, tanta è la voglia di andare, di scoprire e di mangiare dislivello. Che poi, proprio la prima notte è quella in cui si rischia l'abbuffata!
Ma parliamo di notte, della lotta col sonno, quella per rimanere vigili, svegli e per continuare ad avere un'azione efficace. Insomma quella dura lotta che comincia non prima della seconda notte. In molti si fermano a fare un riposino dopo la prima notte. O subito al mattino, o nell'arco della giornata o prima del buio. Ma il Tor fatto di corsa prevede di non dormire prima di crollare dal sonno. Un lurifinisher insegna che ci si deve fermare a dormire quando si ha davvero tanto sonno, non prima, non riusciresti a dormire!
E infatti è vero. Se sei eccitato, in fase adrenalinica non chiudi occhio. Devi essere o rilassato o bello cotto.
Comunque è possibile fare in bianco anche la seconda notte e arrivare alle luci dell'alba senza aver chiuso occhio, ma poi iniziano i problemi. Il terzo giorno ti presenta il conto, specialmente se fa caldo, il sonno peggiore lo si patisce col caldo quando viene un vero e proprio abbiocco. Quando le radici cominciano a prendere sembianze di serpi o i tronchi di figure umane appollaiate a bordo sentiero.
Quello è un segnale inequivocabile, meglio uno stop.
Quanto dormire? Tre ore, due ore, un'ora, mezz'ora?
E' soggettivo, ciascuno deve trovare la sua formula, anche in base ai propri obiettivi, ma io dico sempre che se mi fermo a dormire troppo poi non riparto più, o a fatica, come mi successe nel Tor 2014 in cui mi dimenticai di impostare la sveglia ad Ollomont e mi risvegliai, si fa per dire, dopo tre ore abbondanti. Grave errore per me.
Quest'anno ho fatto tre pause sonno da 1 ora, una da mezz'ora e mi pare 9 microsonni da 10 minuti. Per un totale, forse di circa 5 ore. L'anno scorso (poi scoppiato proprio per il sonno) non avevo dormito più di 2 ore e comunque fino a quasi la terza notte non ero riuscito a prendere sonno per la troppa adrenalina.
La strategia del sonno è fondamentale.
Se dormi troppo poco, salti, vedi quello che è successo nel corso di questi anni a molti atleti in gara, il caso più emblematico quello di Collè quest'anno.
In tanti lo scorso anno mi dissero, ma se ti fossi fermato a dormire mezz'oretta e poi ripartivi...
In tanti, leggo su Fb si sprecano in giudizi nei confronti di Collè secondo i quali doveva riposarsi e ripartire, per "onorare" la corsa e i tifosi.
STIAMO SCHERZANDO?
Non stiamo parlando di un piede o una gamba che ti fa male e che puoi curare o stringere i denti.
Stiamo parlando del fatto che se ti esplode la mente, la coscienza, la lucidità, non so come dire non puoi più ripartire. Quando salta la mente salta e non riparte più. Devi riavviare il sistema, ma non è una cosa immediata.
Mi rendo conto che sto scrivendo tutto in maniera confusa, mi spiace, avrei voluto essere didascalico, ma in effetti è tutto più complicato.
La terza notte è difficile. Calcolate che i Top runner dopo la terza notte sono arrivati, quindi basta davvero un qualche breve refresh per non saltare e il gioco è fatto. Ma gli umani ne hanno davanti almeno un'altra se non due, facciamo due.
E allora non ci sono alternative la sofferenza arriva, prima o poi arriva. Più veloce sei e meno entri nel tunnel, più sei lento e più verrai per forza di cose assorbito nella nuvola del sonno dell'incoscienza, del diventare uno zombie.
Direi che quest'anno me la sono cavata bene, solo un po' di difficoltà proprio sul finale, quando si avvicinava il punto del mio ritiro dello scorso anno. Complice la notte più buia, complice la sagoma nera inquietante del Bianco là davanti, complice che la variante per l'Arminaz non è un vero sentiero ma una serie di tracce in cui le bandierine sono anche un po' rade, per colpa delle vacche al pascolo... Complice poi l'assenza totale (temporanea) di bandierine sul tratto verso il Bertone, per colpa di qualche burlone(?). Boh, sta di fatto che mi stava montando un'ansia pazzesca e non i sentivo più propriamente in grado di ragionare lucidamente. Allora - credo - ho fatto la scelta giusta, e deciso di togliemi quel dubbio che non mi dava tregua. Ho chiamato l'organizzazione e ho chiesto di geolocalizzarmi. E' bastato piagiare un pulsante sul GPS e mi hanno confermato che ero nel posto giusto, al momento giusto, tant'è che dopo un quarto d'ora circa ho incrociato la squadra dei balisatori che mi veniva incontro fissando nuove bandierine gialle.
Era già iniziata la quinta notte e nonostante i vari riposini iniziavo a cedere. Non oso immaginare farsi 6 notti complete!
Ciascuno deve trovare il proprio equilibrio, certo che in questa corsa più che nelle altre...: tanto ma tanto onore agli ultimi perché è fuori ogni dubbio che soffrono più dei primi.
Tanto, ma tanto di cappello.