quanto tempo che non scrivevo su SPIRITO TRAIL ma stamani, in un raro momento di calma in questa mia seconda vita, ho fatto un po' di giri sul FORUM e mi son soffermato a leggere questo interessantissimo POST.
Premetto che io ho conosciuto Raffaella e non posso che
unirmi al commiato augurandomi che possa vivere nel miglior modo possibile questa sua nuova forma.
Di primo acchito questa tragedia mi porterebbe ad esprimere un giudizio legato anche all'emotività del momento ma oltre ad essere toccato da questa esperienza sono anche stato toccato più volte da altre esperienze tragiche visto il ruolo che ricopro adesso nella mia "azienda" in qualità di RLS per la sicurezza dei luoghi di lavoro e ciò mi porta necessariamente ad analizzare la cosa da un punto di vista più obiettivo (forse) ma anche più cinico (ahimè).
Tralasciando i coinvolgimenti "economici" che deriverebbero da una scelta di obbligatorietà del casco in gara (e che non mi interessa discutere quando c'è la sicurezza di mezzo come molti di voi sapete) voglio affrontare il "dilemma caschetto" dal punto di vista normativo.
sono un trail runner ma anche un organizzatore e devo muovermi all'interno di una normativa inesistente dove la giurisprudenza può solo andare avanti per casi singoli basandosi su quanto di più vicino c'è a livello normativo. Qui non siamo in Francia ma in Italia e non essendoci una ragolamentazione federale sul Trail Running (il discorso è vecchio e chi come me è della vecchia guardia ormai è stanco di sentirselo ripetere

) un giudice può solo studiare il caso sulla base della giurisprudenza.
Non voglio stare qui a spiegare il significato delle parole
PERICOLO e
RISCHIO così come non voglio star a parlare della differenza di significato delle due ma ritengo comunque utile affrontare l'argomento casco per quello che è:
un DPI
Il Casco, come altri oggetti quali ginocchiere, tute da moto, dissipatori, corde da scalata etc. sono a tutti gli effetti quelli che la legge, in caso di ambienti di lavoro, chiama DPI (dispositivi di protezione individuale). Il loro scopo è quello di
ridurre il rischio di danni nel caso in cui non sia possibile azzerarlo in altro modo.
In pratica i DPI entrano in gioco in quelle situazioni in cui non è possibile, in nessun altro modo, garantire la sicurezza della persona.
Nella corsa in montagna sono solo due i modi per azzerare i rischi: restare fermi o non andare in montagna!!! dato che questo non è possibile per la natura stessa dell'azione allora entrano in gioco i DPI che fanno parte dei Materiali obbligatori.
secondo la legge è il Datore di lavoro a scegliere i DPI una volta che ha fatto di tutto per annullare il rischio all'operatore quindi, di riflesso, la scelta dei materiali obbligatori sarà a cura dell'organizzatore che dovrà valutare i rischi residui una volta fatto il possibile per annullare le fonti di pericolo.
e
qui nascono i due problemi fondamentali per cui, secondo me, ad oggi non si può imporre il caschetto nelle gare ma solo consigliarlo:
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LA SICUREZZA NON E' ARTIGIANALE. Modificare dispositivi omologati o usare dispositivi non omologati E' VIETATO. Questo vuol dire che nel momento in cui si chiede l'utilizzo di un casco dobbiamo anche essere in grado di darne delle specifiche altrimenti, se succede qualcosa, è lo stesso organizzatore che ci va di mezzo. Spendere 15 euro per modificare il cappellino che hai preso Gaggio non è consentito
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IL DPI DEVE ESSERE FUNZIONALE ED ERGONOMICO. Ho letto alcuni commenti che evidenziano proprio queste problematiche. Alle volte il Caschetto è stato un problema piuttosto che un aiuto. Infatti in commercio esistono migliaia di caschetti ma non vuol dire che tutti vadano bene (classico esempio i guanti e i filtri antiparticolato che possono essere di tantissimi tipi e ovviamente solo un tipo va bene per la determinata attività).
Finchè non viene messo in produzione un articolo dedicato che rispecchi determinati requisiti allora non si può neanche valutare di imporre il suo utilizzo. Paradossalmente se uno si fa male cadendo e aveva il casco, ad oggi, l'organizzatore rischia pure una denuncia per aver costretto il partecipante all'utilizzo di un oggetto che gli ha impedito di correre in scioltezza causandogli un aggravio. Appare paradossale forse ma in molte gare di Triathlon è VIETATO l'uso del caschetto durante la corsa (ecco il primo esempio capitato sottomano
http://www.3locarno.ch/regolamento_i.html) e molte volte il divieto è legato proprio ad
una questione di sicurezza "passiva"!!!
Infine è bene ricordare che allo Sport sono sempre associati dei rischi di varia natura. I legali lo chiamano "rischio intrinseco accettato" o roba del genere ed è il rischio che fa parte integrante di quell'attività.
L'atleta, praticando quello sport, sa già che è un rischio esistente e lo accetta. E' un po' come quelli che fanno pugilato o arti marziali: nella maggior parte delle gare si combatte obbligatoriamente senza casco ma il rischio di un trauma cranico è accettato a priori perchè quel tipo di attività lo prevede. Tornando al Trail running là dove il rischio non è quello intrinseco dello sport che si fa (cadere e battere la testa fa parte del gioco ahimè) ma è quello di trovarsi un sasso che ti sfonda il cranio mentre corri sotto una pietraia e che non è necessariamente un aspetto correlato all'attività fisica svolta allora è indispensabile usare i giusti DPI.
E' possibile quindi imporre il caschetto?
Secondo me si se un organizzatore decide di mettere il caschetto obbligatorio PURCHE' IL SUO USO VADA A LIMITARE REALMENTE IL RISCHIO.