Mi incremo i piedi (santa fissan) e mi fascio le caviglie con il nastro. E’ ancora troppo recente la distorsione del quadrifoglio per poter affrontare liberamente le lastre del centro storico di Castiglion Fiorentino per 8 ore, e non rischiare di farmi male.
Abbigliamento stile trail, a parte le scarpe: uso le Altra Torin 2.5, con all’attivo 30 km e con cui mi sono trovato eccezionalmente bene.
In zona gnudaggio conosco Bussino, un mito. Si farà le 8 ore con delle New Balance, eteree e con una suola spessa come una foglia di quercia. Lo stimo – non solo per questo – e lo ammiro perché dopo 8 ore la sua corsa è ancora composta, pulita, compatta, armonica. Non una sbavatura nei suoi passi. Invidiabile e da prendere d’esempio. Mica come la mia che già dopo un paio d'ore è elefantiaca, scomposta, sbandata e inguardabile.
La partenza è molto smart, il percorso è tosto. E’ un mangia e bevi continuo, su un anello di 1,475 km e D+ 51 da fare per 8 ore.
Il caldo è davvero caldo. Mi porto a mano una bottiglina d’acqua (250 ml) presa in prestito a mio figlio, che riempirò non so quante volte, soprattutto a cola mista ad acqua (rapporto 1:3).
Ogni ora mangio tre pezzi di banana, ogni due ore un gel.
A metà percorso c’è un ristoro, L’Oasi di Via Rosa: in cuor mio li ho ringraziati tutte e 38 le volte che gli sono passato davanti. Acqua per tutti, gentilezza e cortesia, e un secchio d’acqua dove immergere le braccia.
Subito dopo il ristoro di Porta Romana c’è invece una bella doccia a getto continuo en plein aire… una manna. Ottimo il ristoro, buona la birra con bacche di goji
Ho sofferto molto il caldo. La salita di via dell’orto penso d’averla stramaledetta infinite volte , soprattutto quando l’ho affrontata tra le 12 e le 15, sotto un sole discretamente cocente.
Avevo un obiettivo prefissato di 34 giri lunghi. Alla fine ne ho accumulati 38 lunghi e 3 corti, cubando 56,348 km e un dislivello che credo sia di poco sotto i 2.000 mt. Mi piazzo 11 maschile e 14 assoluto.
Nella valle di lacrime e sudore e stanchezza delle ultime due ore, una menzione particolare è per Elisa Canocchi: essere sorpassato (più volte) da una ragazza (e che ragazza!!!) che correva con una leggerezza e freschezza tali da spingermi per forza a tirare ancora un po’ avanti la baracca, con un briciolo di dignità.
Un inchino all’organizzazione precisa e cortese, ai partecipanti tutti e un grandissimo applauso soprattutto a quei mostri sacri che si sono piazzati in vetta alla classifica, correndo sempre e costantemente con una tenacia impareggiabile.
E per la panzanella hip hip urrààààààà!!!!!