Dalle 17, ora della partenza, alle 22, ora in cui ho acceso la frontale, i miei occhi hanno fotografato scenari stupendi, facendomi quasi pentire di esser li per gareggiare e non solo per godermi lo spettacolo. Anche perché, essendo per me un percorso estremamente tecnico (per me che in discesa sono una patata lessa), non è che potessi guardarmi proprio agilmente in giro
Temevo la lontananza dei ristori, e facevo bene...zaino da sopravvivenza, e ci voleva tutto..i ristori sono essenziali (quelli alimentari sono a 20 km l'uno dall'altro).
Temevo il balisaggio (avevo letto di balise ogni 300-500 metri), invece c'era una balise ogni 50 metri, ad eccezione di brevi tratti (cosa secondo me dovuta ai debalisatori selvaggi), impossibile sbagliare.
Temevo la notte intera fuori, ma l'incredibile cielo stellato che ci ha fatto compagnia mi ha regalato forza anzi che sonno...
Temevo, vista la lunghezza del percorso e gli iscritti relativamente limitati, ore di solitudine, invece sono sempre stata in compagnia...un grazie speciale a Riccardino con cui ho condiviso diverse maledizioni alle discese per me "incorribili" e chiacchiere a volontà
Come in ogni gara che si rispetti, gli ultimi km sono sempre i più lunghi, infiniti, sembra di non arrivare mai...il saliscendi a mezza costa verso Breil non ha fatto eccezione...ma poi arrivi e tutto passa
ho trovato un'organizzazione attenta, di certo non "professional" come quella di gare blasonate, ma umana e estremamente disponibile..le critiche che ho sentito, tipo "se ti succede qualcosa prima che vengano a prenderti sai quanto passa?" mi sono sembrate un po pretesti per fare polemica ad ogni costo: per forza ci vuole tempo, sei completamente fuori dal mondo civilizzato (per fortuna), o hanno il teletrasporto oppure un po ci vuole per forza!!!
Insomma, il prossimo anno il Cro intero mi aspetta