Ciao a tutti,
anche io orgogliosamente finisher della 80k allungata

, viaggio che mi resterà nel cuore.
Avevo già corso la 70k lo scorso anno, sempre con l'amico Ettore , ma poi leggendo che avrebbero cambiato e allungano il percorso e aumentato il dislivello mi è venuta voglia di riprovarci , di vedere cosa avrei potuto fare per cercare di coronare una stagione che era partita nel peggiore dei modi , ma che piano piano aveva preso un'altra piega , da buon bradipo conclamato i miei km e le mie emozioni le stavo portando a casa e allora perché non tentare una distanza che fino a poco tempo fa mi sembrava proibitiva ?
Solitamene parto sempre un po’ dubbioso, chiedendomi se non avrò azzardato troppo, se il ginocchio starà bene, se avrò problemi di digestione e un sacco di menate del genere… poi parte la musica epica, il countdown e via che si va , i dubbi spariscono .
Questa volta però mi è successo qualcosa di ancora diverso, e lo sto razionalizzando meglio oggi che i quadricipiti si fanno un po’ sentire.
E’ stato soprattutto nella seconda parte del percorso , dalla malga Stail dove io e Ettore ci siamo dovuti dividere, che le sensazioni sono diventate più intense . Da quel momento mi sono trovato solo per molti km , pochissimi gli incontri da Edolo alla malga Mola (dove ho dormito una mezz’oretta) e nulli (controlli a parte) fino al Pianaccio….ed è in quelle ore che la notte ha fatto la magia.
Alla malga Mola ringrazio e saluto, quei pochi minuti di strano sonno hanno fatto effetto, sto bene ed esco velocemente, ho un po’ freddo ma so che camminando e corricchiando comincerò a scaldarmi, e così è, non sento la stanchezza e non ho più sonno, sono assolutamente presente, consapevole, sto entrando in sintonia con l’ambiente che mi circonda. Penso …sono le 5 del mattino e sono a quasi 2000mt di quota, non c’è nessuno in giro, non si vedono luci, sono solo …e sono assolutamente felice, non ho alcun timore , spengo la frontale e guardo in su , solo stelle e luna . Prendetemi per pazzo, ma in quel momento ho sentito di essere entrato in simbiosi con l’ambiente che mi circondava, di essere parte di esso, non un semplice runner che deve andare da un punto all’altro. Il resto del percorso è stato oltremodo magnifico, l’alba sul traverso che porta al lago Mortirolo è stata meravigliosa , poi una breve sosta al rifugio con colazione a base di pasta in bianco e via percorrendo l’ultima salita e il lungo traverso verso il Monte Pagano fino al Pianaccio , dove il panorama è a 360° , l’accoglienza dei volontari calorosa ( come a tutti i ristori) e ti rendo conto che ti aspetta l’ultima lunghissima discesa.
In quel momento suona il telefono , è Ettore che mi chiede dove sono , mi aspetta al traguardo.
E allora che si fa ? si saluta , ci si mette le cuffiette e la musica giusta e via, fermandosi solo all’ultimo controllo . Non veloce (sono bradipo) ma di corsa tutta d’un fiato , schivando mucche sassi e radici , prendendo il ritmo sulla musica degli AC/DC e godendosela fino in fondo, senza fatica ne stanchezza , con l’adrenalina a 1000.
L’arrivo a Vezza è il finale di un lungo ma bellissimo viaggio , un punto di arrivo e di partenza, una gioia infinita…
Scusate la prolissità...ma sono fatto così...mi capita di sognare
Ugo