Re: Cedo (cedevo) pettorale Ipertrail
Inviato: 09/12/2021, 16:17
Ciao Portnoy, con poche parole hai fatto una analisi caratteriale ineccepibile, andando giù duro, devo dire, ma fornendo una fotografia nitida e completa del personaggio al vertice di quell’organizzazione.
Come me, altri trail runner sono rimasti amareggiati e delusi dai contatti avuti con lui. Che poi ha addestrato così bene i suoi sottoposti da rendere indistinguibili le sue risposte dalle loro, per cui chissà se era o non era lui…
Un amico, persona matura, esperta, trail runner dì vecchia data e “cliente” dì quelle corse, mi dice, dopo aver sentito la storia: “é sempre il solito cafone”, riferendosi ovviamente al grande capo…
Che, per rincarare la dose dì Portnoy, altro non é che un bellimbusto temprato dalle schermaglie del Grande Fratello (il che inquadra il suo livello intellettuale), che per questo ritiene che, come sperimentato con quei lampadati e coscelunghe, nella vita la migliore difesa sia l’attacco.
NB: in conseguenza dì quella gloriosa partecipazione a quel cenacolo dì pensatori nacquero su FB dei gruppi su dì lui, il cui unico scopo era di sputtanarlo. Ma lui ci sguazzava: tanti nemici, tanto onore, deve essere il suo mantra, e ogni offesa é una medaglia sul petto.
Che poi, abile sí nella comunicazione, ma é il classico leone da tastiera; provate a incontrarlo dal vero: sfuggente, altezzoso, distaccato, per niente diretto.
Nobile o sedicente tale, presumibilmente benestante, almeno a giudicare dai lunghi periodi passati a gareggiare in giro per il mondo.
Una pagina facebook che rivela la profonda insicurezza dì chi deve esibire una vita agiata, cocktail in ogni luogo, ristoranti alla moda, viste mozzafiato dalla sua villa sul golfo dove vive con l’amico (entrambi fermamente convinti di essere dei vip).
La stessa pagina da cui partono offese generiche e veementi verso chi non gli aggrada o non la pensa come lui. Una volta scrisse che noi “poverih” dovevamo spendere dì più per il materiale tecnico, perché era stufo dì sentire il puzzo dì sudore provenire dai corpi dei runner; beh provate a indossare una delle t-shirt super cheap della Corsa della Bora per più dì mezz’ora e presentatevi a casa come se niente fosse…
Al di la dì tutto questo, tornando a noi, ancora non so perché ogni tanto mi capita di giustificarlo, forse per un fatto di vicinanza geografica, o forse perché ogni tanto qualche idea effettivamente gli viene.
E comunque, alla fine della fiera, i numeri gli danno ragione: anche quest’anno 2000 iscritti, e questo a lui basta. Evidentemente le frasette e i colori della sua comunicazione, oltre alla bellezza del golfo dì Trieste, creato da un suo pari, funzionano, e per un 5% che arriva a conoscerlo e lo manda a quel paese, ci sarà sempre un altro 5% attirato da frizzi e lazzi.
E un’altra percentuale di gente come me, che nonostante le scottature continuano a toccare la piastra bollente. Ma sarà l’ultima volta, lo giuro.
Come me, altri trail runner sono rimasti amareggiati e delusi dai contatti avuti con lui. Che poi ha addestrato così bene i suoi sottoposti da rendere indistinguibili le sue risposte dalle loro, per cui chissà se era o non era lui…
Un amico, persona matura, esperta, trail runner dì vecchia data e “cliente” dì quelle corse, mi dice, dopo aver sentito la storia: “é sempre il solito cafone”, riferendosi ovviamente al grande capo…
Che, per rincarare la dose dì Portnoy, altro non é che un bellimbusto temprato dalle schermaglie del Grande Fratello (il che inquadra il suo livello intellettuale), che per questo ritiene che, come sperimentato con quei lampadati e coscelunghe, nella vita la migliore difesa sia l’attacco.
NB: in conseguenza dì quella gloriosa partecipazione a quel cenacolo dì pensatori nacquero su FB dei gruppi su dì lui, il cui unico scopo era di sputtanarlo. Ma lui ci sguazzava: tanti nemici, tanto onore, deve essere il suo mantra, e ogni offesa é una medaglia sul petto.
Che poi, abile sí nella comunicazione, ma é il classico leone da tastiera; provate a incontrarlo dal vero: sfuggente, altezzoso, distaccato, per niente diretto.
Nobile o sedicente tale, presumibilmente benestante, almeno a giudicare dai lunghi periodi passati a gareggiare in giro per il mondo.
Una pagina facebook che rivela la profonda insicurezza dì chi deve esibire una vita agiata, cocktail in ogni luogo, ristoranti alla moda, viste mozzafiato dalla sua villa sul golfo dove vive con l’amico (entrambi fermamente convinti di essere dei vip).
La stessa pagina da cui partono offese generiche e veementi verso chi non gli aggrada o non la pensa come lui. Una volta scrisse che noi “poverih” dovevamo spendere dì più per il materiale tecnico, perché era stufo dì sentire il puzzo dì sudore provenire dai corpi dei runner; beh provate a indossare una delle t-shirt super cheap della Corsa della Bora per più dì mezz’ora e presentatevi a casa come se niente fosse…
Al di la dì tutto questo, tornando a noi, ancora non so perché ogni tanto mi capita di giustificarlo, forse per un fatto di vicinanza geografica, o forse perché ogni tanto qualche idea effettivamente gli viene.
E comunque, alla fine della fiera, i numeri gli danno ragione: anche quest’anno 2000 iscritti, e questo a lui basta. Evidentemente le frasette e i colori della sua comunicazione, oltre alla bellezza del golfo dì Trieste, creato da un suo pari, funzionano, e per un 5% che arriva a conoscerlo e lo manda a quel paese, ci sarà sempre un altro 5% attirato da frizzi e lazzi.
E un’altra percentuale di gente come me, che nonostante le scottature continuano a toccare la piastra bollente. Ma sarà l’ultima volta, lo giuro.