Un po' di dati
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Rimangono in gara 695 atleti
Tor des Geants (AO) 07-14.09.2014
Moderatore: maudellevette
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Questa sezione è dedicata alle anteprime e ai racconti delle gare.
Nel titolo scrivete il nome della gara, la provincia e la data di svolgimento.
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- spiritotrail
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Re: Tor des Geants (AO) 07-14.09.2014
Fra i ritirati eccellenti figurano Scott Jaime, 8 volte finisher della Hardrock (di cui tre volte sul podio), Mauro Saroglia, senatore del Tor e tre volte nella top-10, Chiara Colonnello (anche lei 4 Tdg e tre volte nella top10), l'austriaco Grasel Florian (secondo alla Swiss Iron Trail T141)
Re: Tor des Geants (AO) 07-14.09.2014
Parlo a nome di Ludovico e Viola, i figli di EmmeIco ha scritto:Che bella foto Leo!
Io credo che avere un papà (o una mamma) in partenza x un'avventura così grande sia un bellissimo insegnamento x un figlio, non un atto di egoismo ma il modo di trasmettere ai propri bimbi quanto e' importante credere nei propri sogni e di trasmettere il valore dell'impegno x alimentare le proprie passioni!
Sicuramente un giorno lo capiranno
Le mogli, invece, sono un po' meno elastiche, ma si adeguano
-
camosciobianco
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Re: Tor des Geants (AO) 07-14.09.2014
... zitto zitto Antoine Guillon (il metronomo) è terzo ...
Re: Tor des Geants (AO) 07-14.09.2014
Un articolo apparso su vitalia-informa.it a cura del dott. Massimo Massarini, che adora il trail ma al tempo stesso si interroga su quanto sia salutare una corsa del genere.
Un mondo Ultra
di Massimo Massarini
Una gara dietro l’altra, un record dietro l’altro, sempre più veloci, sempre più estremi.
I protagonisti del trail running aggirano il Bianco, corrono sui colli della Val d’Aosta, cavalcano il sentiero Roma, volano sui ghiaioni dolomitici.
Dietro di loro, in fila indiana, una moltitudine crescente di emuli che sognano Kilian e Emelie.
Quanti sono, quanti di loro sono effettivamente in grado di compiere le stesse imprese, quanti rischiano, quanti si procurano dei danni?
Difficile dare delle risposte, impossibile tirare una riga e dire tu sì, tu no. Ognuno si costruisce una sua linea di difesa/giustificazione molto razionale e sostenibile.
C’è la fisiologia, certo, che con i suoi numeri dovrebbe mettere ordine. Ma nell’universo dell’ultra fatica c’è dell’altro.
C’è la capacità di soffrire, c’è il desiderio di soffrire e di superare la sofferenza, c’è la voglia di affrontare la distanza ed il dislivello a mani nude, c’è la passione per quelle albe, quei tramonti, quelle notti.
C’è il desiderio di tornare animali, a muoversi nell’ambiente, astuti, forti, resistenti.
Io li guardo, li ascolto, li capisco. Ma forse non li condivido fino in fondo.
La mia mente aridamente fisiologica mi riporta sui numeri. Fa bene spingere il motore per 30-40-50 h. di fila? Fa bene pestare su ginocchia, anche e caviglie per migliaia di metri in salita ed in discesa?
Ne sappiamo ancora poco, ma qualche studio sui danni (perlopiù transitori) al cuore inizia a girare, qualcosa sullo stress ossidativo e sui radicali liberi (le scorie che il nostro motore produce quando è sotto sforzo) si conosce. Di tendini e cartilagini usurate non ne parliamo neanche.
Eppure nessuno si ferma. Anzi, proprio in questi giorni c’è uno che ha deciso che di Tor ne fa due.
Ancora un’altra considerazione, sarò un esteta, ma a me vedere uno che si trascina a 3 kmh su un sentiero non ispira, Kilian si.
Allora cerchiamo delle alternative che siano nella nostra dimensione: un trail di 20 km e 1500 m. di dislivello può essere una bella alternativa al lungo della maratona e si risolve in poche ore. Preserviamo il privilegio di muoverci negli ambienti che amiamo, ma rispettiamo i nostri limiti ed il nostro corpo, ne abbiamo uno solo, e non è tanto facile aggiustarlo.
Sabato parte il Tor. Saremo lì a seguire sul web i primi.
Quelli che ci mettono una settimana, perché non lo fanno in 8 giorni dormendo tutte le notti in rifugio e godendosi i panorami?
Buone corse
Un mondo Ultra
di Massimo Massarini
Una gara dietro l’altra, un record dietro l’altro, sempre più veloci, sempre più estremi.
I protagonisti del trail running aggirano il Bianco, corrono sui colli della Val d’Aosta, cavalcano il sentiero Roma, volano sui ghiaioni dolomitici.
Dietro di loro, in fila indiana, una moltitudine crescente di emuli che sognano Kilian e Emelie.
Quanti sono, quanti di loro sono effettivamente in grado di compiere le stesse imprese, quanti rischiano, quanti si procurano dei danni?
Difficile dare delle risposte, impossibile tirare una riga e dire tu sì, tu no. Ognuno si costruisce una sua linea di difesa/giustificazione molto razionale e sostenibile.
C’è la fisiologia, certo, che con i suoi numeri dovrebbe mettere ordine. Ma nell’universo dell’ultra fatica c’è dell’altro.
C’è la capacità di soffrire, c’è il desiderio di soffrire e di superare la sofferenza, c’è la voglia di affrontare la distanza ed il dislivello a mani nude, c’è la passione per quelle albe, quei tramonti, quelle notti.
C’è il desiderio di tornare animali, a muoversi nell’ambiente, astuti, forti, resistenti.
Io li guardo, li ascolto, li capisco. Ma forse non li condivido fino in fondo.
La mia mente aridamente fisiologica mi riporta sui numeri. Fa bene spingere il motore per 30-40-50 h. di fila? Fa bene pestare su ginocchia, anche e caviglie per migliaia di metri in salita ed in discesa?
Ne sappiamo ancora poco, ma qualche studio sui danni (perlopiù transitori) al cuore inizia a girare, qualcosa sullo stress ossidativo e sui radicali liberi (le scorie che il nostro motore produce quando è sotto sforzo) si conosce. Di tendini e cartilagini usurate non ne parliamo neanche.
Eppure nessuno si ferma. Anzi, proprio in questi giorni c’è uno che ha deciso che di Tor ne fa due.
Ancora un’altra considerazione, sarò un esteta, ma a me vedere uno che si trascina a 3 kmh su un sentiero non ispira, Kilian si.
Allora cerchiamo delle alternative che siano nella nostra dimensione: un trail di 20 km e 1500 m. di dislivello può essere una bella alternativa al lungo della maratona e si risolve in poche ore. Preserviamo il privilegio di muoverci negli ambienti che amiamo, ma rispettiamo i nostri limiti ed il nostro corpo, ne abbiamo uno solo, e non è tanto facile aggiustarlo.
Sabato parte il Tor. Saremo lì a seguire sul web i primi.
Quelli che ci mettono una settimana, perché non lo fanno in 8 giorni dormendo tutte le notti in rifugio e godendosi i panorami?
Buone corse
Re: Tor des Geants (AO) 07-14.09.2014
Grazie Leo per aver postato la "controtendenza" di Massarini, gesto molto democratico e riflessivo; non sono fisiologo e non ho quindi un approccio tale, ma le parole e le domande che si trovano in queste poche righe le condivido proprio.
Anch'io comprendo molte delle implicazioni psicologiche e delle motivazioni o pseudo-giustificazioni annesse (come quella di risentirsi Animali), ma ho la sensazione che già la parola Ultra spieghi e accompagni i tempi che stiamo vivendo.
Detto ciò, buon sogno a tutti
Anch'io comprendo molte delle implicazioni psicologiche e delle motivazioni o pseudo-giustificazioni annesse (come quella di risentirsi Animali), ma ho la sensazione che già la parola Ultra spieghi e accompagni i tempi che stiamo vivendo.
Detto ciò, buon sogno a tutti



