El_Gae ha scritto:..................credo che qualsiasi metodo usato con un minimo di raziocinio sia comunque più funzionale che uno stop protratto per mesi (a parte che bisogna vedere di che tipo di stop si sta parlando, magari tu nuoti, fai palestra o altro).
Perche l'allenamento funziona? Ci rende più forti, più veloci, più resistenti?
Applicando un stimolo all'organismo (muscoli, apparato cardio-vascolari, tendini, legamenti, cervello) e poi lasciando un tempo sufficiente per il recupero, i vari elementi del corpo che sono stati coinvolti si costruiscono leggermente più forti di prima. Questo processo viene descritto da Carl Weigert (1845-1904) nel suo Legge di Supercompensazione:
“Gli effetti successivi a grande carichi non si limitano solo al recupero del potenziale energetico speso, ma portano alla maggiorazione, cioè ad un suo recupero che supera quantitativamente i livelli iniziali.”
Questo fu ulteriormente sviluppato da Hans Selye nel suo "General Adaptation Syndrome" (GAS) che studiava sia gli effetti positivi che gli effetti negativi dello stress.
Quindi possiamo dire che qualsiasi forma di allenamento, benché ci sia un stimolo sufficiente seguito da un recupero sufficiente, avrà un effetto positivo sullo stato di forma dell'organismo.
Gli vari approcci all'allenamento che sono stati sviluppati e concepiti nell susseguirsi dei anni sono tentativi di migliorare il risultato finale (il performance dell'atleta) secondo la finalità della prova. Rimanendo solo nel ambito della corsa è chiaro che ci sono differenze fra il sprint di 100m (Bolt), la maratona (Gebrselassie), un ultramaratona su strada (Calcaterra), un skyrace corto (Pivk) e un ultra trail (non metto nomi ma ognuno mette il suo preferito

).
Ogni allenatore ha il suo metodo preferito e questo viene leggermente modificato secondo la condizione, esigenze e ambizioni del singolo atleta.
Rimanendo nel mondo maratona perché è l'attività/allenamento più richiesto dal pubblico in generale possiamo trovare diversi metodi - Hudson, Canova, Daniels etc. ognuno diverso dall'altro ma con un unico filo conduttore - applicare un stimolo, dare un tempo sufficiente per il recupero, l'organismo diventa più forte.
Il metodo MAF puro è stato concepito da un punto di vista salutistica, partendo dalla osservazione di Phil Maffetone che molti atleti sono "fit" ma non sono "healthy". Quindi ha consigliato, dopo un periodo adeguato di riposo alla fine di ogni stagione, di costruire una base aerobico molto forte, usando la sua formula 180-età. Altri allenatori hanno preso questo metodo e poi adattato i fondamentali per creare variazioni sulla tema mirati a raggiungere uno stato di forma sufficiente a consegnare i risultati desiderati senza il rischio di cadere nello stato di "unhealthy".
Personalmente osservo molti atleti (bravissimi) che entrano nel mondo trail da Sky alle Ultra, che vengono travolti dall'entusiasmo e poi regolarmente dopo qualche anno li troviamo con infortuni, stati di malessere, inabilità di replicare i performance precedenti. Gli esempi più eclatanti sono stati Kyle Skaggs, Geoff Roes e ultimamente Timmy Olson (anche il nostro mito Anton Krupicka ha avuto i suoi bei problemi a casa di sovrallenamento). Però gli esempi ci sono ache in Italia e anche fra noi mortali, non parlo solo dei campioni.
Per questo motivo credo che il metodo MAF (con i dovuti accorgimenti) è un ottimo base di allenamento.
Ma questo non significa che penso che altri moduli di allenamento sono sbagliati o che non funzionano. Funzionano e come. Per esempio si potrebbe fare un "reverse periodisation" - concentrazione di allenamenti di forza e velocità nel primo periodo (invece che la corsa lenta e controllata del metodo MAF) e poi un graduale allungamento dei allenamenti con conseguente riduzioni di velocità nel periodo di avvicinamento alla gara.
In realtà nei articoli che sono stati pubblicati nella rivista ho proposto un susseguirsi di allenamenti che potrebbe somigliare più ad un piramide. Un primo periodo di MAF (3 mesi), un secondo periodo di velocità e potenza (3 mesi) e un terzo periodo (per gara) di abilità specifica (3 mesi+) quindi più corse lunghe, in ambiente con variazioni di ritmo, progressivi, back to back ecc.
Questo tipo di programmazione è ovviamente molto mirato al performance in una gara specifica - quello che si potrebbe definire un "A race" da effettuare nel periodo estivo (UTMB, LUT, DSR, WSR ecc.) - senza negare la possibilità di partecipare anche a diverse gare "B" o "C" in altri periodi (primavera o autunno).
Modalità professore OFF

(i miei trascorsi da insegnante non riesco negare).