Pagina 1 di 1

Skyrace 2017 Villacidro

Inviato: 13/04/2017, 20:23
da runnercenzo
Si saltella, brevi corsette, allunghi, qualche scatto. Si scaldano i muscoli. Atti preliminari prima del pronti-via. Prova tosta e dura quella che attende gli atleti convenuti presso il Lavatoio di Villacidro, monumento al tempo che fu. La prima skyrace della Sardegna. La si deve onorare. Poi tutti in gabbia.
Frullare di mani verso il cielo. Adrenalina pura! Occhi rivolti lassù, verso i lontani monti che si stagliano all'orizzonte. Incertezza, paura, sfida. Schizzano via i primi come frecce scoccate da un arco flessibile. Cauti gli altri. I gradini e si sale. Sempre su. Si supera la prima altura e nei tornantini della successiva discesa si recupera parte del fiatone. Come fiori vaganti le colorite maglie dei runners punteggiano il percorso. Monte Omo: comincia la fatica. Si cammina, a tratti si corre. Gocce di sudore rigano il viso e inondano il corpo. In cima ti accoglie un incoraggiante campanaccio: un Tocco di Sardegna. Poi giù, nello stretto e accidentato sentiero tra ciclopici massi di granito e robusti lecci, verso la terza asperità. Ti ristori, rifiati un attimo. Oltrepassi il pietroso letto del torrente rio Coxinas già in secca e vai su. Qualcuno è già in cima: ma come diavolo avrà fatto? Sali. Segui i tratti segnati dalle bandierine, come arance disseminate lungo tutto il percorso. Scorrono i pensieri come nuvole vaganti. Ma la mente va alle gambe. Reggeranno? Accumulano fatica e acido lattico. Ultimo tratto tra aguzze rocce affiorantie pietre tra il verde muschio. Ansimi. Sei in vetta. Monte volpino è tuo! Ti accolgono festanti, ti incoraggiano. Eccezionali i volontari posti a presidiare i punti strategici del percorso! Un sorso d'acqua. Grazie. Forza! E uno sguardo fugace al sottostante panorama che non hai tempo di ammirare se non per cogliere il verde smeraldino della prorompente primavera. Poi giù a capofitto nella pietrosa discesa, come sulla cresta di un'onda verde che t'ingoia nel suo vortice. Intanto il primo è già al traguardo e tu sei ancora lì, ai piedi di Santu Miali. Un fulmine! Altra dimensione. Non ti scoraggi e vai. Sali minerali e frutta al ristoro. Provi a correre: 10/15 passi veloci poi cammini a lungo. Una sosta improvvisa e imprevista ti blocca. Riprendi, ma i tempi si sono dilatati. Tu credevi di essere forte? Guarda quanti davanti a te! E gli imprevisti? Dovevi metterli in conto.
Ultima vetta. Un gruppo di simpatici scalmanati ti accolgono festanti e ti indirizzano verso la discesa che ti porterà alla conclusione dell'improba fatica. Ciao ciao e giù. Discese spericolate dove rischi di rotolare. Stretti sentieri e ampie radure, incorniciate da lecci e ornate dalla colorita varietà dei fiori primaverili. In lontananza senti l'eco di note musicali che pian piano si dissolvono nell'aria del limpido cielo. Forse la festa è già finita e tu sei ancora lì! Ultimo tratto. Il Carmine. Le vie cittadine. Gli ultimi spiccioli di forze. Il clamore del traguardo. Medaglia e complimenti. Senti ancora forza nelle gambe. Provaci ancora. Gara unica che ti ammazza di fatica ma ti allarga il cuore. Testimone di un evento eccezionale. In ognuno: io c'ero. Grazie skyrace!