A cura di Raffaele Guzzon
È un po’ sotto agli occhi di tutti, correre è uno dei trend del momento: la disciplina povera per antonomasia è (finalmente?) uscita dalle piste in tartan e dai percorsi fangosi delle campestri per diventare qualcosa che va ben al di là di un supplizio per cinquantenni sovrappeso, bensì attività desiderabile e invidiabile. Annusata la preda anche il mondo dell’abbigliamento sportivo si è avventato sulle mandrie di nuovi potenziali consumatori, fornendo strumenti utilissimi, ma inevitabilmente alimentano un circolo di necessità soddisfatte, create, indotte.
Oltre ad una certa mercificazione la riscoperta della corsa ha portato alla comparsa di club di corridori un po’ in tutta Italia. Persone che non si sentono coinvolte dall'associazionismo sportivo tradizionale e che cercano altri modi per esprimere e condividere la loro passione. Le esperienze sono diverse, ma comune è la voglia di raccontare, condividere, mettere in circolo emozioni, racconti, immagini senza per forza doverle legare ad un marchio o ad un prodotto. Uno dei frutti di questa esigenza è, a Trento, la Storytelling Week, giunta ad aprile 2026 alla terza edizione. La Storytelling Week nasce da un'idea di RunTrento, collettivo di corridori che si ritrova sui polverosi sentieri delle montagne tridentine con l’idea di raccontare e far raccontare, invitando corridori narratori, fotografi, esperienze di corsa e di viaggio rigorosamente slegate da ogni logica commerciale ma, soprattutto, meritevoli di esser ricordate.

La forma della Storytelling Week si è raffinata in questi anni ed è in continua evoluzione; nessuno sa cosa porterà il futuro, ma vi sono alcune costanti. Incontri, rigorosamente gratuiti e privi di sponsor, a misura d’uomo in spazi pubblici, negozi, locali della città che hanno deciso di supportare il progetto aprendoci le porte. Ospiti significativi, non chiamati perché hanno qualcosa da promuovere, ma perché hanno qualcosa da condividere, raccontare. In queste tre edizioni abbiamo avuto con noi per una serata, una corsa, una giornata assieme atleti professionisti che, in molti casi, ora possiamo definire amici. Tra i più noti: Anton Krupicka, Martina Valmassoi, Dakota Jones, Francesco Puppi, James Poole, Cesare Maestri. Una Line-up di tutto rispetto per un evento così giovane, resa possibile dalla comunione di intenti, dalla trasparenza e dalla chiarezza delle idee ed anche da un po’ di fortuna. Infine, la comunità, le persone che partecipano, collaborando e sostenendo gli eventi, arrivando magari qualche minuto prima per aiutare ad aprire le sedie, tirare un cavo, rendere possibile l’evento, e fermarsi alla fine per chiacchierare con gli ospiti e con gli altri convenuti, in semplicità.
Quest'anno la Storytelling Week si è svolta la prima settimana di aprile. La settimana si è aperta con Pionieri reading, le letture di Filippo Caon sulla storia del Trail in Italia, tratte dall’omonimo podcast. Il mercoledì ha ricevuto il giusto tributo una delle montagne più amate da RunTrento, il Lagorai. Perfido Porfido è stato un racconto collettivo di una delle traversate più iconiche delle Alpi, vissuta con ritmi ed obiettivi diversi da atleti, fotografi e amici di RunTrento che in questi anni hanno sfidato i porfidi dal Rolle alla Panarotta, possibilmente in meno di 24 ore. Giovedì è stata la volta dei progetti di RunTrento che si sono concretizzati in questi primi mesi del 2026. Due documentari: “Campezzo”, sul training camp organizzato da Roberto De Gasperi a Cortina poche settimane prima della LUT, e “Sulla linea Rossa”, un documentario sul lavoro dei volontari che rendono possibile Trans d'Havet, uno dei trail più duri ed iconici del panorama italiano, giunto ormai alla 15esima edizione. La serata ha visto anche il lancio del secondo numero di Burro, la rivista sull'ultrarunning, la corsa e il viaggio edita da RunTrento.
Per l’ultima serata della settimana la Storytelling Week si è spostata, come da tradizione, al lago di Santa Colomba. Il piccolo lago alpino, alle porte di Trento, ha ospitato la serata conclusiva. Sulle rive del lago al tramonto Matteo Pavana (The Vertical Eye) ci ha raccontato con immagini e parole la sua esperienza in Kenya, come fotografo al seguito della spedizione 2025 di “In Your Shoes”, un'associazione che mette a disposizione di giovani promesse keniote scarpe donate gratuitamente da corridori europei. Appuntamento, dunque, al 2027 o a quando ci saranno nuove storie da raccontare.
