Testo di Giulia Saggin
Un riassunto per punti di quella che è stata il mio Sandnes Ultra Trail.
Logistica
Sandnes è un’ area ampia del sud ovest della Norvegia. La 100 miglia parte a Alsvik, all'interno di un parco naturale. Il briefing viene fatto nel centro logistico, a circa 500 m dalla partenza, dove è presente anche una piccola casa con stanze e bagni comuni per gli atleti, dove si potrà accedere alla doccia all'arrivo. Per il ridotto numero di partenti, ho potuto notare tante nazionalità tra i partecipanti, perfetto per me che amo chiacchierare e sentire storie da varie parti del mondo.
Dall'Italia è possibile raggiungere Bergen in aereo e poi scegliere se prendere un volo interno per Stavanger oppure noleggiare un mezzo e muoversi verso sud, sono circa 5 ore di auto.
Ambiente e percorso
La 100miglia è in auto-navigazione sino agli ultimi 43 km, ma viene consigliato comunque di seguire la traccia gps. Vi sono alcuni anelli da seguire che si intersecano con gli altri percorsi per cui è possibile vedere delle bandierine anche prima, ma è meglio non fidarsi e controllare sempre le svolte per non finire a girare come criceti sulla ruota.Sono segnalati 7500 m+, ma io ne ho registrati oltre 9000, non so se questo sia dovuto solo al mio talento nel perdermi nei punti peggiori.
Aspettatevi un ambiente collinare, in parte fatto di steppe con erba giallastra e rocce, in parte paludoso con molto molto fango, in parte con piccole foreste di pini o betulle. Ricco di laghi, ma anche con una parte lungo la costa. Non mancano discese su roccia, con radici e su lastroni di granito. Sono presenti anche tratti di strada asfaltata e sterrata completamente piatti dove si può tenere un po' di ritmo. La temperatura si aggira tra i 10-15 gradi di giorno, ma in caso di pioggia, associata al forte vento, specialmente in cima ai colli, si può soffrire veramente il freddo . Bisogna prepararsi ad avere i piedi in ammollo per quasi tutta la gara, le aree umide la fanno da padrone e spesso si affonda con tutto il piede e oltre. I sentieri, se presenti, non sono puliti, né tagliati; siamo passati anche all'interno di una foresta con alberi caduti e non tagliati. Tutto viene lasciato molto selvatico. Ho pensato spesso a una frase che mi dissero spesso mentre viaggiavo sola in Sud Africa e che posso riadattare " Norway is not for Sissy".

© Lars-Martin Bøe
Check points
Sono presenti 14 check point, uno circa ogni 10/15 km, metà con soli liquidi, metà con alimenti, alcuni anche con pasti caldi, in teoria dovrebbe esserci scelta anche per vegetariani. I volontari sono gentilissimi e si trova sempre qualcuno che parla inglese. Sono presenti sempre frutta, acqua e coca cola. A volte caramelle, cioccolato, frutta secca e simil ragù con patate o altro, caffè caldo e tè caldo. Alcuni check point di acqua possono essere messi in spazi non facilmente visibili per i supporter poiché su sentiero, ma generalmente sono facilmente raggiungibili e a 10-15 minuti d’auto l'uno dall'altro.
Viene data la possibilità di consegnare 3 borse ( da portarsi da casa) che verranno messe a disposizione in tre punti del percorso.
Difficoltà
Il percorso non permette di avere un ritmo costante, spesso si saltella da una roccia all'altra, si salgono scalette di legno per superare le recinzioni. Altro aspetto importante, bisogna chiudere sempre i cancelli, visto che ci sono molte pecore al pascolo e bisogna evitarne la fuga. Le radici bagnate o le passatoie sulle zone paludose, possono essere scivolose. Non vanno sottovalutate le aree umide e il tempo di ammollo nelle scarpe. Il tempo cambia velocemente e non va sottovalutato il vento, se questo paese sfrutta molto l'energia eolica c’è un buon motivo.
La mia esperienza
E' stata dura, ho sottovalutato il percorso guardando l'altimetria e ho compreso come l'auto- navigazione necessiti una grande energia mentale e spesso molta pazienza. Purtroppo il mio orologio spesso non mi è stato di aiuto, anzi. La linea continuava a saltare e mi segnava in qualche parte a caso del mondo. Non è molto rassicurante trovarsi soli in mezzo a una foresta o su un colle ventoso, nella nebbia, senza nemmeno un'idea di sentiero o calpestamento dell'erba. La pioggia ha complicato molto le cose, specialmente sulle ultime discese e sui tratti di granito ripido.
Sono riuscita a scivolare su un tronco a 20 km dalla partenza e a spezzare un bastoncino atterrandoci con il sedere. Dopo un recupero alla Panetta da parte di un gentilissimo trailer, ho trovato un ottimo bastone sostitutivo nella foresta. Quel sant'uomo del mio fidanzato è riuscito a procurarmi un paio nuovo già al check point successivo!
Non è mancata l'occasione di rischiare di rimanere senza luce frontale, fortunatamente vicino all'ora dell'alba. Penso di aver sottovalutato l'effetto del freddo sulle batterie e avere inoltre dimenticato l'unico cavo di ricarica che mi sarebbe stato davvero utile, considerando che è obbligatorio avere con sé anche una power bank in caso di necessità.
Sono molto grata al mio fidanzato, non ho mai avuto un supporto in gara prima d'ora e ho capito quanto possa fare la differenza. E' stata un'esperienza difficile, fisicamente e mentalmente. Dopo aver imparato molto sulla solitudine, sto imparando sulla condivisione e ne sono grata. Spero di non smettere mai di imparare, di cambiare e di crescere. Ho sempre ottimi maestri e probabilmente degli angeli custodi ben più allenati ed assennati di me.
Come sempre grata all'organizzazione, ai volontari, ai passanti che hanno sempre rivolto un incoraggiamento, ho incontrato un'immensa gentilezza.
Vorrei dedicare quest'avventura a mio zio, ho provato a vivere un po' anche per lui che attualmente fatica ad alzarsi dal letto. Mi ha ricordato quanto tempo e salute siano preziosi.
(n.d.r. Giulia ha chiuso la 100 Miglia in 31h45’10”, prima donna, ottava assoluta con nuovo record della gara, il Sandnes Ultra Trail è gara qualificante Hardrock 100).

© Lars-Martin Bøe
Appunti di viaggio
L’area di Sandnes è molto ricca di laghi, che hanno un’ acqua scura, molto ferrosa, è forse il motivo per cui la birra è un po' amara da queste parti, però a me piace. E’ in atto una politica molto ecologica, si cerca di fare car-sharing il più possibile. Il 23-25% delle auto sono elettriche, non c'è traffico, è anche vero che ci sono probabilmente più pecore che abitanti da queste parti.
Hanno un’efficace politica sulla differenziata, al momento dell'acquisto di bottiglie di plastica e di lattine viene chiesta una piccola cauzione, ma al momento della restituzione nei distributori si può ricevere uno scontrino da usare per la spesa, o per donare la somma a qualche buona causa buona. Si entra anche in una lotteria e si può quindi vincere qualche premio.
L'umido viene differenziato e viene utilizzato per produrre biogas con il quale funzionano gli autobus.
Una cosa particolare è che nei fiordi si prende la barca/traghetto con il telepass.
L'autostrada si interrompe di colpo e ti imbarchi quasi senza accorgertene. Servizio molto efficiente con due/quattro barche che vanno avanti indietro continuamente.
La prima volta che ci siamo trovati sulla barca ho pensato ”cavolo mi sviene il fidanzato” visto che soffre il mal di mare, invece sono barche molto grandi e stabili.
E’ difficilissimo muoversi con un mezzo di trasporto, bisogna purtroppo avere un'auto se si vogliono fare lunghe tratte. A parte quelle turistiche con il treno come quella che da Bergen porta a Oslo, ci sono tratte da 6-8 ore di autobus, con passaggi non frequenti.
E’ consigliato avere il telepass, visto che nelle autostrade non ci sono caselli, serve anche per salire sulle barche, ci sono possibilità di avere sconti con varie associazioni.
Noi con il van ci siamo fermati due notti in un campeggio, tutto automatizzato, inquadri il QR code, decidi la piazzola, i servizi che ti servono e accedi con un codice, tutto aperto, d’altronde è uno dei paesi con i più bassi tassi di criminalità al mondo.
Le aree di parcheggio non sono molte, quindi con il van tendenzialmente si è costretti ad andare in campeggio.
Una cosa mi ha colpito, ci sono svariate aree barbecue, ma a differenza delle nostre che hanno diversi barbecue, qui ce n’è uno solo gigante con le panchine intorno, tutte le strutture sono fatte così a focolare, per creare condivisione.
Assolutamente da non perdere in zona il Preikestolen, una falesia di granito alta 604 metri e che termina a strapiombo sul Lysefjord, si raggiunge a piedi in 5 km con gradoni.
Come è noto, è tutto molto caro, avere un van direi che è il mezzo ideale per visitare la Norvegia!

© Elin Mæland