A cura di Maurizio Scilla
Foto credits © UTMB
Si è appena chiusa la settimana più intensa e affascinante dell’anno e in questo articolo proviamo a rivivere i momenti salienti. Nato nel lontano 2003, UTMB porta ormai sui sentieri migliaia di persone ad accogliere gli atleti con un tifo in alcuni posti assordante.
Ma chi non ha possibilità di andare a Chamonix, può godersi la diretta live che ha raggiunto un livello inimmaginabile solo qualche anno fa. I camera runner grazie alle loro capacità tecniche e fisiche, permettono di vivere ogni momento della gara come se si fosse sui sentieri.
E’ stata un’edizione straordinaria, ancora una volta il livello sembra si sia alzato ulteriormente e le gare sono state spettacolari.
Qui prendiamo in considerazione solo le gare valevoli per le Finals.
OCC
In campo maschile Frédéric Tranchand non ha avuto paura di esporsi sin dai primi km del nuovo percorso della OCC (60 km 3500 m+), imponendo un ritmo non sostenibile per gli altri atleti. Il francese già campione del mondo e d’ Europa trail, vedeva aumentare il suo vantaggio con il trascorrere dei km, solo nella parte finale sembra aver gestito le energie, tagliando il traguardo a Chamonix in 5h10’08”.
Sul secondo gradino del podio saliva a sorpresa il keniano Nashon Kiplimo, che gestiva alla perfezione lo sforzo, 5h14’37” il suo tempo.
Il ventitreenne spagnolo Miguel Benitez chiudeva al terzo posto con un bel finale (5h17’43”), superando il francese Sylvain Cachard negli ultimi km. Quinto l’altro spagnolo Alain Santamaria Blanco.
Sfalsata la gara di Luca Del Pero e Francesco Puppi, ai quali è stata inflitta come ad altri atleti, una penalità di 3 minuti che hanno scontato a Argentière, per non avere seguito in un tratto il sentiero.
Francesco Puppi grazie a un bel finale ha chiuso settimo e Luca Del Pero tredicesimo (era settimo al momento dello stop).
Problemi di stomaco per Daniel Pattis, costretto al ritiro. Ritirato anche il favorito, lo svizzero Remi Bonnet.

Tra le donne, la scozzese Naomi Lang, nonostante la mancanza d’esperienza in gare superiori ai 50 km, decideva ben presto di fare gara di testa. Dietro di lei nella seconda parte di gara la basca Sara Alonso, seguita dall’americana Lauren Gregory, che negli ultimi km era ancora piena di energie e poteva permettersi un ritmo notevole.
L’americana andava a prendere la basca e si lanciava all’attacco del primo posto. Il ricongiungimento avveniva a un km dall’arrivo. Da notare che entrambe le atlete provengono dalla pista e quindi il finale non poteva che essere avvincente. Lauren Gregory effettuava il sorpasso ma lungo l’Arve Naomi Lang era solo a una decina di metri, gli stessi metri che le separeranno al traguardo. 6h08’07” il tempo dell’americana, 6h08’10” quello della scozzese. Bellissimo il loro abbraccio subito dopo il traguardo.
Terzo posto per Sara Alonso in 6h09’11”. Quarta l’americana Markena Morley, quinta la norvegese Ida Amelie Robsahm, sesta la svizzera Judith Wyder.
Per i colori azzurri quattordicesima Elisa Desco, prima di categoria, e sedicesima Martina Cumerlato.

CCC
Percorso modificato con la lunga discesa e relativa risalita da Martigny e l’esclusione della Giete, totale 107 km e 6200 m+.
Nella prima parte di gara un gruppetto prendeva il comando, ma solo nella salita a Champex iniziavano a delinearsi le forze, con il coraggiosissimo giovane Hans Troyer a dettare il ritmo.
All’uscita dalla base vita di Champex Lac, l’americano usciva per primo tallonato da Cristian Minoggio e dall’altro americano Eli Emming. Nella lunga e impegnativa salita che da Martigny portava al Col de la Forclaz, il cannobino sferrava l’attacco decisivo e riusciva ad accumulare un bel vantaggio che gli permetteva di non prendere rischi nell’ultima parte di gara. L’ultimo km, lo percorreva tra due ali di folla urlanti, spingendo e stando concentrato come se il secondo fosse a 30”. Tempo finale: 10h21’48”, e dopo l’arrivo cappellino tolto dalla propria testa e infilato su quella di Catherine Poletti.
Al secondo posto, grazie a un gran finale il portoghese Miguel Arsenio (10h27’25”), podio completato da Hans Troyer (10h33’29”).
Buon diciottesimo posto per Davide Cheraz.

Tra le donne, la cinese Miao Yao prendeva rapidamente il comando della gara, ma la sudafricana Toni McCann, vincitrice della CCC nel 2024 progressivamente recuperava terreno e passava al comando a Champex. Seguivano l’americana Jennifer Lichter e la giapponese Honoka Akyama. Mentre McCann e Yao continuavano la loro battaglia per il primo posto, un’incredibile Yngvild Kaspersen correva a un ritmo folle e negli ultimi km prendeva il comando. La norvegese chiudeva in 12h01’14”, secondo posto per Toni McCann in 12h06’04”. La cinese Miao Yao nonostante fosse in grande difficoltà portava a casa il terzo posto in12h15’41”. Quarta Jennifer Lichter e quinta Caitlin Fielder. Ritirata Fabiola Conti.
UTMB
Assenti tra gli uomini Jim Walmsley e Kilian Jornet il pronostico, il favorito era Ben Dhiman, l’anno scorso secondo. Dopo Les Contamines l’americano iniziava la sua progressione che non lasciava scampo a nessuno degli avversari, favoloso il suo tempo finale (18h16'39"), che demolisce quello di Tom Evans dell'anno scorso (19h18'58"). In entrambi i casi è stato escluso il passaggio alle Pyramides Calcaires, poco meno di 3 km e 230 m+.
Secondo gradino del podio per il francese Baptiste Chassagne, già secondo nel 2024, che ha saltato l’edizione 2025, per tornare nel 2026 con molta più esperienza, 18h47’38” il suo tempo.
Sfiorava la rimonta di Caleb Olson, terzo a meno di un minuto dal secondo posto (18h48’24”). Quarto il giovane francese Virgile Moriset, quinto l’ecuadoriano Joaquin Lopez a lungo in lotta per il terzo posto.
Ritirati Tobias Geiser (problema tecnico) e Andreas Reiterer.

In campo femminile fari puntati su Blandine L’Hirondel. Dopo la Transvulcania la francese aveva avuto un problema allo psoas iliaco che l’aveva tenuta lontana da sentieri per diverse settimane. La cosa ha messo in forte dubbio la sua presenza. La francese faceva gara di testa, arrivando ad avere quasi 45’ di vantaggio, ma nella discesa finale una violenta caduta, la costringeva ad arrivare zoppicando.
Abituati al suo sorriso in ogni momento del percorso, al traguardo si lasciava andare in lacrime, 21h54’49” il suo crono. Bellissima la battaglia nella parte finale per il secondo posto che ha visto protagoniste le americane Rachel Entrekin e Emily Schmitz. E’ stata la vincitrice di Cocodona 250 in 22h15’54” a spuntarla, mentre la Schmitz chiudeva in 22h17’28”.
Costretta al ritiro Martina Valmassoi che stava facendo una bella gara.