TUTTO UN ALTRO TRAIL

Foto di Jens Klatt / @jensklattphoto

 

Adidas Infinite Trails: la ricetta austriaca per il Trail Running

 

Adidas Infinite Trails è la gara che il primo weekend di settembre anima la valle austriaca di Gastein, un comprensorio di 600 km di sentieri magnifici che percorrono le creste delle montagne degli Alti Tauri a un’ora da Salisburgo. Qui è nato il turismo alpino austriaco, giacché era il luogo preferito per le vacanze della principessa Sissi e di suo marito, l’imperatore Francesco Giuseppe. Ora Gasteon punta a diventare una meta per gli appassionati di trail running: e le premesse ci sono tutte grazie alle vette imponenti e i ghiacciai candidi del Parco Nazionale degli Alti Tauri, inframmezzati da vallate inondate di sole, abetaie, prati falciati e le tipiche fattorie austriache.

Celebrare lo sport

È incredibile come il trail, che dovrebbe essere uno sport “semplice” (corri, sali su una montagna e poi ridiscendi) venga invece interpretato in maniera differente nei vari paesi: qui in Austria, l’accento è posto sul concetto di “sport collettivo”. Il motto della gara è “Celebrate the sport”, ovvero celebrare le persone assieme a cui corriamo e i sentieri su cui corriamo. La gara principale infatti è quella “a staffetta”, 100 km da ripartirsi tra 3 componenti della squadra (21k+35k+44k) per percorrere l’intero giro della valle, sempre toccando le vette più alte. Per chi non riesce a organizzare una squadra ci sono comunque anche le gare individuali (65km, 45 km e la 15 km per chi si vuole avvicinare a questa disciplina).

 

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Foto di Damiano Benedetto / @damianobenedettophoto

 

La gara, però, è solo il cuore di un’esperienza più ampia, che non termina affatto quando si taglia il traguardo. Infatti nessuno, all’arrivo, prende e se ne va via: si ritrovano tutti alle terme della città, riservate per una giornata intera ai corridori, e da lì inizia un party in piscina che va avanti per tutto il giorno fino alle dieci di sera. Non c’è da stupirsi che l’età media dei partecipanti sia bassissima e che, almeno nella 15 km, il numero di donne sia superiore a quello degli uomini.

 

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Foto di Matthias Wendling

 

Sostenibilità

Perché non proporre una gara più lunga? La risposta di Mike Hamel, direttore di corsa, è abbastanza sorprendente: “Si parla tanto di eventi eco-sostenibile, ma, secondo me, non si può essere davvero sostenibili se non si dà voce a chi voce non ha: la natura e gli animali selvatici. Questa è la stagione degli amori per i cervi: per questo abbiamo scelto di far partire la corsa dopo l’alba e di terminarla prima del tramonto. La luce abbagliante di una lampada frontale nel posto sbagliato e nel momento sbagliato può spaventare così tanto un animale selvatico, da farlo scappare per sempre dai pascoli in cui si è tradizionalmente sfamato.”

 

Parliamo di corsa

Assieme a 900 atleti provenienti da 52 nazioni differenti, mi sono presentato venerdì mattina nella valle salisburghese di Gastein. Capita a volte di arrivare nei paesi in cui partono le gare e non trovare alcun segno della competizione che si sta per svolgere: qui invece si vedono dappertutto cartelli che danno il benvenuto agli atleti e per tutto il fine settimana ci si sente coccolati da centinaia di volontari (ma quanti erano? sembravano più dei partecipanti stessi!).

Tutto il paese partecipa alla corsa, a partire dai bambini che hanno dipinto a mano le medaglie e che ti aspettano all’arrivo per mettertela al collo.

 

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Foto di Damiano Benedetto / @damianobenedettophoto

 

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Foto di Damiano Benedetto / @damianobenedettophoto

 

La TEAM RACE, è la gara principale: tre corridori, che costituiscono una squadra, devono percorrere una distanza totale di 100 km e 7,600 metri di dislivello positivi, suddivisi in tre anelli: Giro S (21km/1900m+), Giro M (35km/2700m+) e il Giro L (44km/3000m+). Per poter correre interamente durante il giorno e per poter partecipare alla festa post-gara, i tre componenti della squadra partono insieme, ognuno per percorrere il proprio anello e si ritrovano poi al traguardo che tagliano insieme.

È bellissimo arrivare al traguardo e vedere i tuoi compagni di squadra che ti accolgono raggianti" dice Adrian Niski. "Quando corri insieme agli altri, la motivazione è completamente differente e ti senti responsabile anche per gli altri."

Il percorso è davvero vario e spettacolare: si va dalla cresta erbosa del Gamskarkogel (2.467m) ai sentieri tecnici e rocciosi del temibile Graukogel (2.492m), transitando per singletrack, strade forestali, alpeggi.

 

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Foto di Jens Klatt / @jensklattphoto

Pur avventurandosi in ambienti d’alta quota lontani da ogni centro abitato, si ha sempre la sensazione di sicurezza poiché i percorsi sono segnalati benissimo e nei tratti più complicati c’è sempre un volontario del soccorso alpino a controllare che tutto vada per il verso giusto.

 

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Foto di Manuel Marktl / @martklphotography

 

La vittoria finale è andata alla squadra composta dagli americani Jeshurun Small e Cordis Hall insieme allo svizzero Werner Marti in 10h26’08’’. Small indossa ancora il braccialetto dell’edizione 2019, la prima a cui ha partecipato: “In questi tre anni non l’ho mai tolto, ma adesso è tutto sfilacciato e sta per cadere a pezzi. Così ho pensato di tornare per averne uno nuovo: chi avrebbe mai immaginato che avrei anche vinto la gara!

 

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Foto di Matthias Wendling