EDF Cenis Tour 2022 – Un viaggio sulle creste del Moncenisio

di Andrea Vagliengo

Foto © Romain Tissot

 

Per chi bazzica i sentieri piemontesi, il Lago del Moncenisio è una vera e propria istituzione. Situato a poco meno di 2000 metri sul livello del mare, questo lago artificiale domina un altopiano alpino vasto e affascinante, che si perde all’orizzonte verso i ghiacciai della Vanoise. Da sempre spartiacque tra il territorio italiano e quello francese, il Colle del Moncenisio, o del Mont Cenis, è posto a cavallo della Val di Susa e, appunto, della Val Cenis. Ed è proprio qui che Camille Genieux, poliedrico organizzatore dell’EDF Cenis Tour, ha posto il quartier generale di una gara che in pochi anni si è affermata come un appuntamento estivo imperdibile per gli appassionati di trail della zona.

 

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La Gara

Giunto alla sua tredicesima edizione, l’EDF Cenis Tour parte dal villaggio alpino di Lanslevillard, un gioiello incastonato nel cuore della Val Cenis poco prima di Bessans. Sede di un vasto comprensorio sciistico, Lanslevillard offre un mare di possibilità in termini di ospitalità per chi corre. I percorsi, che richiamano i colori delle piste da sci e vanno dagli 11 chilometri del Trail Jaune agli 80 del Trail Noir, si snodano su una rete di sentieri estremamente ampia e variegata: ce n’è per tutti i gusti e per tutte le gambe. Io ho scelto il Trail Rouge (64km e 3540m D+) per tornare a indossare un pettorale dopo il lungo stop causato dal Covid. Rimandavo questo momento da un sacco di tempo, non sapevo nemmeno se tornare a gareggiare mi sarebbe piaciuto, così ho scelto una di tornare su uno dei percorsi che ho amato di più in assoluto negli ultimi anni.  Ero già stato ospite della gara nel 2017, infatti, rimanendo letteralmente folgorato dalla bellezza del percorso: “un piccolo Tibet a due passi da casa”, così l’aveva descritta l’amico che me l’aveva consigliata e la sua sintesi non avrebbe potuto essere più accurata.

Il percorso del Trail Rouge consiste essenzialmente di quattro salite, la prima delle quali porta verso Bessans per poi portarsi all’attacco della lunga salita verso il Col de la Tomba dopo un lungo tratto in falsopiano in cui far girare un po’ le gambe. La parte centrale del percorso, che è anche la più magica, porterà i concorrenti al Col De La Tomba prima, raggiungendo poi il meraviglioso Passo della Beccia e infine al Col des Sollieres: queste tre salite, bellissime e molto diverse l’una dall’altra, si affacciano tutte sul Lago del Moncenisio, che col suo turchese fa da sfondo ad un percorso così estetico da far dimenticare la fatica necessaria a percorrerlo. La discesa finale è lunga e impegnativa per chi, come me, aveva le gambe ben cucinate arrivato all’ultimo colle: il temporale che si è presentato, minaccioso alle nostre spalle, ci ha subito dato la giusta motivazione per ignorare temporaneamente dolori e dolorini vari e perdere quota più rapidamente possibile per allontanarsi dalla tempesta, che invece ha costretto alcuni concorrenti ad uno stop forzato nelle parti più alte del percorso. Tornati a valle dopo una discesa a dir poco verticale in mezzo ai boschi sotto una pioggia leggera, mancava solo più l’ultima, piccola ma crudele risalita prima di tagliare il traguardo: era la prima volta che correvo una gara insieme ad un amico dall’inizio alla fine, tagliare il traguardo insieme è stato un vero regalo, uno di quei momenti che non si dimenticano più. Grazie, Marcello.

 

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Perché correrla

Innanzitutto, per la sua varietà: vi sfido a trovare così tanti terreni diversi in “soli” 64 chilometri. Andiamo dai sinuosi sentieri alpini della bassa Val Cenis alle praterie sconfinate della Cote Plane, dai dolci panorami del Col del La Tomba all’ambiente severo e roccioso del Passo della Beccia, per poi planare leggeri sulla valle incantata del Petit Mont Cenis, nella quale non ti stupiresti a trovare gli elfi di Gran Burrone ad aspettarti al ristoro. Non si fa in tempo a stufarsi di una sezione che quella successiva è già arrivata, diversa e imprevedibile. Salite corribili, discese verticali, sentieri burrosi e tratti in cui arrampicarsi usando anche le mani: ce n’è davvero per tutti i gusti. Da un punto di vista mentale, è una gara che vola via. Fisicamente, invece, è un percorso molto sfidante ma allo stesso tempo sempre godibile: le salite sono tutte ben disegnate, mai eccessivamente lunghe e tutte estremamente panoramiche. L’organizzazione francese è stata estremamente professionale, preparando e mettendo in sicurezza un percorso magnifico senza mai esagerare con il balisaggio, puntuale ma non invadente, e offrendo dei ristori perfetti, addirittura con l’acqua gasata (un vero regalo per il sottoscritto).

 

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I risultati

Il Trail Rouge è stato molto combattuto e si è svolta una bella battaglia tra tre contendenti fino al Col du Mont Cenis: l'italiano Carlo Salvetti, il francese Goulwen Kerneguez e l'atleta di Andorra Sergi Pascuet. Quest’ultimo riuscirà a superare gli avversari vincendo in 7 ore e 8 minuti. Dopo un percorso di 3540m di dislivello, Sergi Pascuet precede Carlo Salvetti (7h14) e Goulwen Kerneguez (7h26).Per quanto riguarda le donne, la francese Laure De Jacquelot ha dominato la gara e ha vinto in 9 ore e 20 minuti. Sul podio troviamo Nadège Poulain (9:42) sul secondo gradino e la britannica Chloë Paver (10:04) sul terzo. Se siete curiosi di vedere come sono andate le altre gare, trovate tutti i risultati qui (link: https://www.edfcenistour.com/resultats/)