Due anni fa mi era venuto fuori un problema al ginocchio, si manifestava, ed infatti pensavo fosse, un'infiammazione al tendine rotuleo. Feci una RM ma l'esito fu nullo, avrei dovuto stare bene .L'ho trattata come tale,quindi riposo, pomate varie e qualche antinfiammatorio verso la fine ma dopo del tempo non risolsi il problema che si manifestava in maniera più o meno intensa ad ogni uscita.
Andai da un podologo e dopo una visita accurata mi prescrisse dei plantari piuttosto spessi che però riuscii ad inserire senza grossi problemi sulle scarpe dell'epoca.
Nel giro di un mese il problema passò "magicamente" e continuai ad usare i plantari.
Venne il momento di cambiare scarpe e li arrivarono i problemi, quelle su cui i plantari calzavano bene non erano "da trail" erano quasi un scarponcino
Cambiando scarpa fu quasi impossibile inserire questi plantari, qualsiasi scarpa valutassi con i plantari diventava troppo "piena" e finivo per fare vesciche e a stare davvero male col piede.
Quindi tolsi i plantari, stiamo parlando ormai di due anni fa.
Fino a qualche mese fa e dopo aver cambiato numerose calzature, sempre usate senza i plantari, potevo dire di non avere nessun problema mentre nelle ultime uscite mi è venuto, alternando entrambi i piedi una abbastanza fastidiosa infiammazione (penso) alla parte interna del collo del piede.
Ieri nel dopo trail area massaggi il fisioterapista mi ha detto che secondo lui è un problema di pronazione e non vorrei (perdonate l'ignoranza) che i plantari servissero proprio per questo.
Ma il quesito finale, è: il plantare è una soluzione che si può ritnere definitiva o è un sistema come un altro per permetterti di correre "male" o comunque per compensare una mancanza ?
Chiedo questo perchè vorrei affrontare il problema alla radice e non pensare che se ho sempre corso così vuole dire che va bene.
Scusate per la lungaggine