Riporto l'articolo integrale uscito su Spirito Trail del marzo 2009:
Una zecca per amico
Testo di Francesco Zanchetta
Fastidiosa, tanto da essere usata come metafora per indicare una persona in modo non certo benevolo, la zecca è un piccolo animale che può portare grandi disturbi. Cerchiamo di conoscere meglio questo nemico, sorridendo anche un po'...
Adesso vediamo se siete veramente amanti degli animali. Accettereste, durante una corsa o un'escursione in montagna, di dare un passaggio e rifocillare per qualche giorno un povero esserino che si è perso nell'erba alta? Tra l'altro è anche parente di star hollywoodiane presenti in tantissimi film. Bene, sapevo di poter contare su di voi e sul vostro buon cuore, ma lo fareste lo stesso se vi dicessi che si tratta di una zecca? Ecco, va sempre a finire così, i soliti razzisti; fosse stato un micetto la risposta sarebbe stata ben diversa.
Il (poco) simpatico insettino in questione appartiene alla classe arachnida e cioè un'allegra brigata che comprende, oltre alle zecche, anche acari, ragni, e scorpioni. Ci mancano solo zanzare, tafani e cimici e poi saremmo al 90% dei nemici dell'umanità. Di zecche (ordine: Acari) ne esistono centinaia di specie; quelle presenti in Italia sono raggruppate in due famiglie: le zecche "dure" (Ixodidae) e le zecche "molli" (Argasidae).
Le varie specie di zecche si sono più o meno specializzate a vivere ognuna in una specifica nicchia ecologica, quindi scelgono in genere solo determinati animali sui quali insediarsi. Quelle che infestano i cani, ad esempio, non vanno sull'uomo, a meno che non si trovino in situazioni particolari. Avete presente quelle serate in cui vi sentite soli e non c'è un cane disposto a darvi supporto? Ecco...
Le zecche che ci interessano di più sono quelle "dure", chiamate comunemente "Zecche del bosco", all'anagrafe Ixodes ricinus, che hanno una vita abbastanza tormentata (sto cercando di impietosirvi), passando attraverso tre stadi di sviluppo: larve, ninfe e poi animali adulti. Prima di ogni passaggio devono fare un pasto di sangue e quindi salire su un animale, che può essere di specie diverse. Tutto il ciclo vitale non ha una durata precisa perché per trasferirsi sull'animale devono aspettare che... passi l'animale, e possono resistere anche per molti mesi in attesa. Chi ha mai fatto autostop lungo una strada statale può capirne molto bene lo stato d'animo. Il periodo più favorevole all'”acchiappo” delle zecche è la primavera, fino a giugno; un periodo di calo a luglio e agosto (le ferie...) per poi riprendere gli assalti in settembre e ottobre. Le uova vengono deposte nel terreno e le larve, di colore scuro, tondeggianti, grandi circa un millimetro e con sei zampettine sistemate vicino alla testa, se ne stanno anche per mesi nei paraggi in attesa del primo "passaggio". In questa fase, e anche in quella successiva di ninfe, penso che siano ancora inesperte e scambino le scarpe per animali, visto che quando corro in un sentiero che pratico di solito in primavera e dove vorrei anche organizzare un Trail Autogestito, quando scendo a valle la prima cosa che faccio è togliermi le decine di minuscole zecche che dalle scarpe risalgono su per le gambe. A proposito, chi viene al Trail Autogestito?...
Dopo aver mangiato, tornano a terra per trasformarsi nello stadio successivo e così via finché, diventate adulte, risalgono per fare l'ultimo pasto "energetico" e quindi riprodursi. Nel frattempo sono cresciute e hanno acquistato due zampette in più, come i ragni, e se avrete la pazienza di lasciar pasteggiare in tranquillità una zecca adulta, questa potrà arrivare a misurare anche più di cinque millimetri di lunghezza. Non so perché, ma a questo punto dell'articolo mi è venuta tutta una serie di pruriti in giro per il corpo...
Dove possiamo incontrare questi piccoli amici? Le zecche vivono in ambienti preferibilmente umidi, con temperature normali che vanno da -10 a +35°C, dalla pianura fino a circa 1200 metri di quota, ma preferibilmente fra i 600 e i 1000 metri, in zone ricche di vegetazione e frequentate da animali; praticamente i posti migliori. Ci aspettano impazienti aggrappate ad erba e fogliame, con due zampette protese verso di noi. Quando sentono il nostro respiro (la famigerata CO2 è responsabile anche di questo) o il nostro odore (e noi correndo ne facciamo tanto...), si lasciano cadere e se hanno buona mira l'obiettivo è centrato. Se ci fermiamo vicino alle frasche o in mezzo all'erba alta per un poco, ne agevoliamo le acrobazie. Da questo si deduce che per non prendere zecche, anzi perché loro non prendano noi, è meglio correre forte.
Una volta che la zecca ci è saltata addosso si mette a cercare un posto tranquillo dove ancorarsi e iniziare a mangiare. Si può piazzare praticamente in ogni zona del corpo prediligendo un luogo riparato ma non soggetto a frizione. Può essere un braccio, una coscia, la testa, ecc. Il pasto non inizia subito e non avviene per suzione ma sfrutta la nostra pressione sanguigna. Il sangue viene fatto entrare e successivamente la zecca ci reimmette in circolo la parte liquida in sovrappiù, con annesse delle sostanze di rifiuto. Quindi continua ad alternare fasi di suzione e di rigurgito finché non è sazia, per un periodo che va dai 5 ai 14 giorni. E' proprio nella fase di rigurgito che comincia ad esserci il pericolo di essere infettati dalle patologie che le zecche possono trasmetterci. E qui arrivano le note dolenti.
Le due malattie più note che possiamo contrarre sono: la Borrelliosi di Lyme, curabile se individuata per tempo, e l'Encefalite da morso di zecca (TBE - Tick Borne Encephalitis), che invece curabile non è.
La Borrelliosi di Lyme, estesamente diffusa sul territorio, è causata da un batterio e trasmessa da animale-zecca-animale. Quindi le zecche nel primo periodo di vita non la trasmettono perché devono ancora prendersela. Questo in teoria, perché recentemente degli studiosi hanno avanzato invece l'ipotesi che possa essere trasmessa anche dalle larve. Si riconosce in una prima fase perché pur avendo tolto la zecca dal luogo del morso, dopo un periodo che può andare da 2 a 40 giorni (tenere in osservazione la puntura), compare un eritema migrante e cioè un arrossamento che tende lentamente ad ingrandirsi. Potrebbe anche scomparire dopo qualche settimana ma questo non è garanzia che l'infezione sia risolta. Se l'infezione non viene riconosciuta e curata si diffonde in pochi mesi in tutto l'organismo, con conseguenze che possono essere: arrossamenti alla pelle, dolori alle articolazioni, meningite e paralisi del nervo facciale e più raramente coinvolgere anche altri organi importanti come cuore, occhi, fegato, reni e polmoni. Se non viene riconosciuta e curata i problemi possono continuare nel tempo.
La TBE ha invece una diffusione a macchia di leopardo ma le zone non sono chiaramente circoscrivibili; è causata da un virus che si trasmette da zecca a zecca (presente fin dallo stato larvale), ed è stata identificata in Italia verso la metà degli anni '90. In caso di contatto con il virus, nel 70% dei casi l'infezione passa inosservata, senza sintomi particolari. Per l'altro 30% nell'arco di 3-28 giorni dal morso i sintomi e la loro durata sono simili all'influenza e quindi febbre, dolori articolari e muscolari, mal di testa, mal di gola, stanchezza. Dopo 2-4 giorni la febbre cala e tutto si risolve senza conseguenze. Un 10-20% di questi casi (cioè del 30% delle infezioni sintomatiche) dopo un ulteriore periodo di 8-20 giorni passa alla seconda fase che è caratterizzata da disturbi del sistema nervoso centrale con encefaliti e paralisi flaccida con esito invalidante nell'1% dei casi. L'esito nefasto riguarda quindi una percentuale molto bassa delle infezioni totali: l'1% del 15% del 30% delle infezioni contratte, quindi lo 0,05% dei casi. Il fatto che non ci siano cure però comporta una certa giustificata preoccupazione per cui, per le persone particolarmente esposte all'attacco di zecche, dal 2005 è disponibile e in vendita il vaccino, che viene iniettato in tre dosi; è possibile quindi immunizzarsi in via preventiva, cosa che ha fatto anche l'esperto che ha collaborato con me alla stesura di questo articolo e che fa ricerca “sul campo”.
Come evitare l’assalto delle zecche?
Intanto cercare di non passare o sostare nei luoghi dove è più probabile la loro presenza, e cioè erba alta e fogliame, specie se in zone a clima umido (aspettare al sole è... seccante); usare se possibile scarpe e abbigliamento di colore chiaro in modo da identificarle facilmente; applicarsi dei repellenti specifici. Dopo un'uscita "a rischio" cambiarsi subito totalmente, ispezionarsi prima possibile soprattutto le gambe e poi tutto il corpo, facendo attenzione perché le zecche si possono facilmente confondere con dei piccoli nei o con dello sporco. I repellenti che si trovano normalmente in commercio sono utili, ma non sostituiscono le altre precauzioni che vanno messe in atto sempre e comunque.
Che fare in caso di morso di zecca?
La zecca, essendo un acaro, respira attraverso la pelle e sarebbe quindi possibile ucciderla con delle sostanze che ne impediscano la traspirazione, come si fa contro gli acari delle piante quando si spruzzano con acqua e sapone. E' un metodo però sconsigliabile perché in questo caso, prima di morire, l'insetto rigurgita, aumentando quindi la possibilità di trasmettere le infezioni. E' sufficiente toglierla con delle pinzette e qualora rimanesse conficcata la testa, rimuoverla con un ago disinfettato. Evitiamo di correre al Pronto Soccorso ad ogni morso di zecca (io ci andrei almeno due o tre volte all'anno), ma teniamo sotto controllo per quaranta giorni la zona dove ha morso e poniamo attenzione agli eventuali malesseri ai quali abbiamo accennato sopra, collegabili dal punto di vista temporale ad una possibile infezione. Da evitare anche l'assunzione di antibiotici senza la prescrizione del medico. Gli antibiotici devono essere "mirati" al batterio che si vuole colpire e quindi prenderli senza cognizione di causa sarebbe come fare il tiro a segno con gli occhi bendati; oltre a non colpire il bersaglio si rischia anche di ammazzare qualche tifoso. Le cure "fai da te" inoltre, possono attenuare la sintomatologia che ci segnala l'infezione in atto e quindi non riuscire a riconoscerla.
Vorrei raccontare infine un episodio che mi è capitato qualche anno fa: dopo una nuotata in piscina, durante la doccia, mi sono trovato una zecca adulta, già morta, piantata su una coscia. Presumo quindi che non resistano al cloro delle piscine. Da quella volta quando ho dubbi sull'efficacia della mia ricerca antizecche post-allenamento, ad esempio quando finisco col buio e temo di non averle trovate tutte, entro uno o due giorni, se posso, mi faccio una nuotata in piscina...
Zecche: Tick key
Re: Zecche: Tick key
salveemme ha scritto:Piero scusami se ci torno sopra, ma ho l'impressione che tu non abbia capito.piero61 ha scritto:salve
vi ringrazio di tutto quanto scritto e suggerito;
mia moglie e mia suocera sono esperte in materia, noi viviamo in campagna e tra pecore e mucche, il rischio zecche è alto.
saluti e buona giornata
Piero e famiglia
se mi sbaglio, chiedo scusa in anticipo.
nessuno nega l'esperienza di tua suocera e tua moglie, ma ad oggi gli studi scientifici hanno dimostrato che il seppur efficace rimedio della nonna di far staccare la zecca con dei liquidi a lei sgraditi o mortali è PERICOLOSO PER L'UOMO perché la zecca potrebbe rigurgitare il sangue ingerito trasmettendo quei batteri pericolosi per la salute.
il rischio invece è inferiore se la zecca viene strappata via dalla pelle.
se il rostro rimane in sede non è un grosso problema, potrà essere estratto con la pinzetta o espulso dalla pelle, come una qualsiasi spina.
importante è ricordarsi, meglio segnare con una penna la zona punta, e annotarsi da qualche parte la data del contatto.
se compare del rossore, a cerchio, intorno alla puntura, meglio recarsi al pronto soccorso.
ciao
grazie mille, sei stato gentilissimo, alcune cose le sapevo già, altre le ho imparate.
piccolo aneddoto personale con protagonista una zecca...
una domenica mattina di aprile di nove anni fa, accompagno mia moglie all'ospedale pediatrico di Genova-Sturla per il parto della secondogenita, programmato con il cesareo per il giorno dopo (mia moglie ha avuto il distacco della retina da ragazza e i medici hanno prescritto i cesarei), salgo in reparto e la aiuto a sistemarsi; ad un certo punto mi scappa la pipi e vado in bagno...mentre espleto questa funzione mi accorgo di una cosa nera poco sopra gli attributi...convinto che sia un pelucco di stoffa faccio per mandarla via ma non si stacca; mi ricompongo e vado da mia moglie e le chiedo di venire in bagno a vedere: mi dice: è una zecca! andiamo dall'infermiera che con una spugnetta imbevuta di acqua e sapone, me la toglie poi chiama la capo sala che mi prescrive un antibiotico per tre giorni...
magari le mandiamo l'attrezzo...
grazie a Simone e all'articolo
saluti e buona serata a tutti
Piero e famiglia
Re: Zecche: Tick key
E di chè?pollo ha scritto:... scusa gaggio [..] .
A dire il vero, io sono la persona meno esperta in questa materia: sono anni che solco sentieri, mai presa una!!!
Era il momento giusto per riparlare del problema che affligge molti.
La cosa mi è tornata in mente giorni fa, quando ero a prendermi cura di una parte del percorso del Malandrino, una parte che ho creato deviando dal sentiero ufficiale del cai che porterebbe sulla sommità di una collina, dove si ritrovano abitualmente cervi e daini,e dove è matematico prendersi qualche zecca. E infatti, una volta terminato il lavoro, ritornando poi sul sentiero ufficiale, ho incontrato un tipo che stava facendo il mio stesso cammino, una guida ambientale dell'Alaska (come si chiamano i cittadini dell'Alaska? Alaskiani? che brutto!!) che aveva fatto il percorso ufficiale, raccattando così un paio di zecche!!!
Io comunque ce l'ho una metodo infallibile per evitare le zecche: portarsi il Kappadocio dietro, state sicuri che tra tanti, ominidi e canidi, l'unico che se le becca, è lui!! dovrei brevettarlo
Re: Zecche: Tick key
Io uso, oltre alla pinzetta, anche un altro piccolo arnese che mi ha procurato un dottore...non ho una immagine e un nome però..
Cmq...è una specie di uncino di plastica con una piccola fessura in mezzo...
In pratica si fa passare la zecca nella fessura e poi, arrivato in fondo, NON SI TIRA, ma semplicemente si GIRA IN SENSO ANTIORARIO e il chiostro esce...
Questo arnese va bene però per le zecche piccolissime è più difficile...
E allora passo alla pinzetta pure io con il rischio però che TIRANDO il chiostro rimanga dentro...
Con la pinzetta cerco quindi lo stesso di prenderla e di girare in senso antiorario...ma non sempre si riesce a staccarla completamente...
Nel caso il chiostro RIMANGA DENTRO adotto una soluzione personale....magari non serve a niente...però in via "istintiva" faccio così..
Un bel ago grosso da cucire, scaldo la punta con l'accendino per sterilizzare e renderlo rovente...e poi lo infilo per pochi millimetri dove il rostro è rimastro incastrato nella pelle!!!
Mah...mi ricorda un certo film...uff..come si chiama??...ah sì..RAMBO 1
servirà a qualcosa???
A riguardo del vaccino....mi sono informato alla mia ULSS competente e mi hanno risposto "Ma non esiste nessun vaccino!!!"....vabbhè...lasciamo perdere...
Cmq è mia intenzione informarmi da persone più competente (a proposito sapete a chi posso rivolgermi nel vicentino?) per il vaccino...
Anche perchè ste zecche quest'anno ho cominciato a prenderle anche nei colli berici che non mi era mai capitato sin d'ora (in genere le prendo nel bellunese!).
Cmq...è una specie di uncino di plastica con una piccola fessura in mezzo...
In pratica si fa passare la zecca nella fessura e poi, arrivato in fondo, NON SI TIRA, ma semplicemente si GIRA IN SENSO ANTIORARIO e il chiostro esce...
Questo arnese va bene però per le zecche piccolissime è più difficile...
E allora passo alla pinzetta pure io con il rischio però che TIRANDO il chiostro rimanga dentro...
Con la pinzetta cerco quindi lo stesso di prenderla e di girare in senso antiorario...ma non sempre si riesce a staccarla completamente...
Nel caso il chiostro RIMANGA DENTRO adotto una soluzione personale....magari non serve a niente...però in via "istintiva" faccio così..
Un bel ago grosso da cucire, scaldo la punta con l'accendino per sterilizzare e renderlo rovente...e poi lo infilo per pochi millimetri dove il rostro è rimastro incastrato nella pelle!!!
Mah...mi ricorda un certo film...uff..come si chiama??...ah sì..RAMBO 1
servirà a qualcosa???
A riguardo del vaccino....mi sono informato alla mia ULSS competente e mi hanno risposto "Ma non esiste nessun vaccino!!!"....vabbhè...lasciamo perdere...
Cmq è mia intenzione informarmi da persone più competente (a proposito sapete a chi posso rivolgermi nel vicentino?) per il vaccino...
Anche perchè ste zecche quest'anno ho cominciato a prenderle anche nei colli berici che non mi era mai capitato sin d'ora (in genere le prendo nel bellunese!).
- claudio cunegatti
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- Località: Riva del Garda (Tn)
Re: Zecche: Tick key
Su queste cose non si può essere approssimativi.
In veneto la ussl di riferimento per il problema delle Zecche è quella di feltre, ecco alcune interessanti letture:
http://pubblicazioni.ulssfeltre.veneto. ... ?idDoc=979
http://www.ulssfeltre.veneto.it/Piani/Zecche/index.html
Vi consiglio di leggere per intero e non fidarvi delle "chiacchere".
Esistono vacini e profilass antibiotiche. Bisogna capire se fa più male il farmaco o la malattia. Molte persone con l'ppoggio di medici incompetenti ricorrono alla profilassi antibiotica ad ogni puntura di zecca.
Per il vacino va poi capito da quale delle malatie trasmesse dalla zecca ci proteggerebbe.
In veneto la ussl di riferimento per il problema delle Zecche è quella di feltre, ecco alcune interessanti letture:
http://pubblicazioni.ulssfeltre.veneto. ... ?idDoc=979
http://www.ulssfeltre.veneto.it/Piani/Zecche/index.html
Vi consiglio di leggere per intero e non fidarvi delle "chiacchere".
Esistono vacini e profilass antibiotiche. Bisogna capire se fa più male il farmaco o la malattia. Molte persone con l'ppoggio di medici incompetenti ricorrono alla profilassi antibiotica ad ogni puntura di zecca.
Per il vacino va poi capito da quale delle malatie trasmesse dalla zecca ci proteggerebbe.
Re: Zecche: Tick key
Per quanto ne so io confermo la non esistenza di vaccini per la Lyme. Un conoscente molto esperto mi disse che in realtà ci sono diverse "varianti" della Borelliosi di Lyme e che in europa sono tutte "equiprobabili". Invece in certe zone degli USA ce n'è soltanto una e hanno isolato un vaccino:Marietto ha scritto:A riguardo del vaccino....mi sono informato alla mia ULSS competente e mi hanno risposto "Ma non esiste nessun vaccino!!!"....vabbhè...lasciamo perdere...
tratto da http://www.epicentro.iss.it/problemi/ze ... eliosi.asp:
Profilassi
Negli Stati Uniti sono disponibili vaccini contro la borreliosi di Lyme ottenuti con tecniche di ingegneria genetica: l’efficacia e la sicurezza di questi vaccini sono state dimostrate mediante studi clinici controllati su larga scala in persone di età compresa tra 15 e 70 anni residenti in zone endemiche del Paese.
Non si conosce ancora la durata dell’immunità conferita. In Usa, la vaccinazione è consigliata esclusivamente alle persone, di età compresa tra 15 e 70 anni, che risiedono, lavorano o trascorrono per attività ricreative gran parte della giornata in zone infestate da zecche infette da agenti della borreliosi di Lyme.
Questi vaccini però non sono attualmente utilizzabili in Italia e in Europa, dal momento che negli Usa è presente solo l’agente patogeno B.burgdorferi sensu strictu, mentre in Europa sono presenti tutte le genospecie di Borrelie, che sono distinte tra loro dal punto di vista antigenico.
Anche su questo punto una persona molto esperta mi ha detto che il principale problema (almeno dalle mie parti: appennino modenese/reggiano) sono i caprioli. Infatti nella mia infanzia non ricordo di averne mai visti dove abito e viceversa venivano considerati una rarità in trentino dove vado in vacanza...Marietto ha scritto:Anche perchè ste zecche quest'anno ho cominciato a prenderle anche nei colli berici che non mi era mai capitato sin d'ora (in genere le prendo nel bellunese!).
Oggi i caprioli sono ovunque dove abito. Ormai stanno invadendo anche la pianura padana vicinissimo a paesi, città, strade... Viceversa in trentino sono ancora una rarità. Secondo il mio amico esperto dipende dalle politiche di selezione molto diverse e dal fatto che qualche folle abbia introdotto forzatamente i caprioli in ecosistemi non "compatibili" (basso appennino)...
A me i caprioli piacciono un casino: mi capita spessissimo di incontrarli proprio mentre sto correndo e quando li vedo correre su salite assurde con le loro gambine steccute e quell'agilità elegante mi fanno veramente sognare... sono la "trasposizione animalesca del trailer".
Però accidenti quando ce ne sono troppi rischiano di fare anche tanti danni...
Re: Zecche: Tick key
Caspita BEPPEGM mi sa che hai proprio centrato la causa...
Recentemente da qualche anno i caprioli sono stati insediati nei colli berici e stanno invadendo la zona...e contestualmente sono arrivate anche le zecche!!!!
Per quanto riguarda il vaccino da quello che ho capito da un mio amico del soccorso alpino (per il soccorso alpino mi sembra che il vaccinop zecche sia obbligatorio) il vaccino copre solo il Lyme e non le altre malattie, seppur ancora più rare, ma purtroppo molto più pericolose!!!!
Cmq...la prima da cosa da fare FONDAMENTALE è sempre il controllo a distanza di poche ore e il lievo delle zecce nel modo opportuno....in questo modo il rischio viene quasi azzerato!!!!
Altra cosa che ho sentito.....se vai in un pronto soccorso a farti togliere una zecca, te la tolgono e poi vai di antibiotico in automatico...il che mi sembra esagerato!!!!
Recentemente da qualche anno i caprioli sono stati insediati nei colli berici e stanno invadendo la zona...e contestualmente sono arrivate anche le zecche!!!!
Per quanto riguarda il vaccino da quello che ho capito da un mio amico del soccorso alpino (per il soccorso alpino mi sembra che il vaccinop zecche sia obbligatorio) il vaccino copre solo il Lyme e non le altre malattie, seppur ancora più rare, ma purtroppo molto più pericolose!!!!
Cmq...la prima da cosa da fare FONDAMENTALE è sempre il controllo a distanza di poche ore e il lievo delle zecce nel modo opportuno....in questo modo il rischio viene quasi azzerato!!!!
Altra cosa che ho sentito.....se vai in un pronto soccorso a farti togliere una zecca, te la tolgono e poi vai di antibiotico in automatico...il che mi sembra esagerato!!!!
Re: Zecche: Tick key
Hai presente la parte di pelle biaca che hanno i caprioli sotto la pancia? Bene mi hanno riferito di alcuni capi con la pancia nera perchè completamente coperta di zecche...Marietto ha scritto:Recentemente da qualche anno i caprioli sono stati insediati nei colli berici e stanno invadendo la zona...e contestualmente sono arrivate anche le zecche!!!!
Secondo me non è esagerato ma COMPLETAMENTE SBAGLIATO! In certi periodi (tipo adesso) mi tolgo una o più zecche tutti i giorni o quasi... se avessi fatto un trattamento antibiotico ogni volta, adesso sarei una specie di zoombie mutante!Marietto ha scritto:Altra cosa che ho sentito.....se vai in un pronto soccorso a farti togliere una zecca, te la tolgono e poi vai di antibiotico in automatico...il che mi sembra esagerato!!!!
Inoltre è contrario alle linee guida. Sempre tratto da http://www.epicentro.iss.it/problemi/zecche/zecche.asp :
Alla rimozione della zecca dovrebbe seguire un periodo di osservazione della durata di 30-40 giorni per individuare la comparsa di eventuali segni e sintomi di infezione. Se dovesse comparire un alone rossastro che tende ad allargarsi oppure febbre, mal di testa, debolezza, dolori alle articolazioni, ingrossamento dei linfonodi, è importante rivolgersi al proprio medico curante.
La somministrazione di antibiotici per uso sistemico nel periodo di osservazione è sconsigliata, perché può mascherare eventuali segni di malattia e rendere più complicata la diagnosi.
Nel caso in cui, per altre ragioni, fosse necessario iniziare un trattamento antibiotico, è opportuno impiegare farmaci di cui sia stata dimostrata l’efficacia sia nel trattamento delle rickettsiosi che delle borreliosi.
Che tradotto per uno che come me è a rischio continuo e quotidiano significa essere sempre in allerta per l'alone rossastro (eritema migrante) e per gli altri sintomi. Qualcuno consiglia di fare un puntino con l'indelebile per ricordarsi dove ti aveva punto... ma per chi ha molte punture "brevi" (togli la zecca quasi subito) e di esemplari piccoli (larve o ninfe) mi sembra poco efficace.
- ruperzio
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Re: Zecche: Tick key
Io non so se è una boiata, ma addirittura mi hanno detto che nel reggiano trovano spesso caprioli morti dissanguati dalle zecche... la cosa mi ha impressionato chissà se è veritiera allego anche questa foto per farvedere a chi non le conosce le proporzioniBeppeGM ha scritto: Hai presente la parte di pelle biaca che hanno i caprioli sotto la pancia? Bene mi hanno riferito di alcuni capi con la pancia nera perchè completamente coperta di zecche...

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