Iscrittomi mesi e mesi fa a questo trail come allenamento per un altra corsa che avevo in testa di fare.
Durante il periodo invernale ho trovato 2 compagni di avventura della mia zona e con loro ho affrontato il viaggio.
Avevamo scelto di dormire in palestra, io non ho mai dormito nemmeno in campeggio. Ho recuperato un sacco a pelo e all'ultimo anche un materassino, non sapevo che servisse sotto al sacco a pelo.
Si lascia la macchina a Pontremoli, si carica tutto sull'autobus che ci porterà a Bobbio dove si cena si dorme e si parte la mattina successiva.
Tempo incerto, tutta la settimana in cerco in tutti i siti le previsioni, temporali e pioggia in agguato.
Briefing, ci viene spiegato a grandi linee il percorso e le distanze tra i ristori.
Si cena al pasta party e ci si prepara per la notte, non prima di aver preparato vestiti per la corsa e la borsa per il cambioa metà gara.
La mattina alle 4.00 le luci in paelstra sono già accese, ci si prepara. colazione, si caricano le borse, un caffe al bar, l'ultima scappata al bagno e in griglia.
Le nuvole ci sovrastano, l'aria non è fredda anzi calda.
Si parte, piccolo giro per la città, si passa un bel ponte in pietra e siamo nel bosco, è già caldo ci fermiamo per toglierci l'antivento che ci teneva caldi al via; per poi rimetterla peena si arriva in vetta alla sella dei generali, fredod e vento e nuvole.
Ad un certo punto esce pure il sole. Siamo a Farini dopo esser passati per un vecchio Mulino ottimamente ristrutturato dove troviamo un ristoro coi fiocchi. di tutto e di piu'. Formaggi, crostata cioccolata forndente e al latte. uvetta noci e bacche di goji.
A FArini siamo in anticipo rispetto alla tabellina di marcia, un gran caldo riempiamo le borracce e si riparte.
Saliamo prima su asfalto poi per i campi fino a rientrare nel bosco. Piano piano che si sale il cielo si chiude nuovamente. Arriviamo ad una salita impegnativa dove le rocce grigie sono tutte rote e piccole e... pioggia; arriva la pioggia prima forte poi piano.
Siamo in cima al monte Lama. iniziamo a scendere. piano piano sino a Bardi.
Qui ci fermiamo, io non mi cambio, questo rovinerà la mia corsa, metto le cose ad asciugare sui termosifoni. Mangiamo. ci si riposa e si riparte dopo una sosta 1h20m non poco, ma siamo comunque in anticipo rispetto alla tabellina di marcia.
Si scende si sale e piano piano scende la sera e poi la notte.
E.. i miei piedi bagnati iniziano a darmi fastidio.vesciche.
Arriviamo a Borgo val di Taro, ancora insieme con i miei compagni di avventura ma le veciche son sempre piu' fastidiose.
E da qui in poi i tratti di corsa diventano difficilissimi.
Salendo l'ultima cima, temporale e vento. arrivo in cima dove mi fiondo nell'igloo del soccorso alpino, mi cambio maglia intima, metto la felpa e l'antipioggia Montura (con quello che ti o pagato adesso voglio vedere cosa vali).
Sono stanco i miei amici sono avanti. Passo la cresta sotto la pioggia con difficolta, la discesa è faticosa. arrivo all'ultimo ristoro.
Quando sto per ripartire mi accorgo di non avere lo zaino alle spalle, allora mi fermo 10min e mi stendo chiudendo gli occhi.
Ora si parte, gli ultimi 13km, si sale per poi risciendere. Piano piano arriva il giorno, i rintocchi dicono sono le 6.00, son passate 24h, i piedi non ce la fanno piu'. Gli ultimi 5km su asfalto sono difficilissimi.
ma alla fine si arriva, si mangia, si beve una birretta. Doccia e vedo le piaghe dei piedi piene di vesciche.
Pianta del piede, tra le dita tallone entrambi piedi.
bene calzino Copmpressport 3D Trail bocciato.
Si dorme un po e si torna a casa.
Che bella esperienza!!
The Abbots Way 23/24 Aprile 2016
Moderatore: maudellevette
Regole del forum
Questa sezione è dedicata alle anteprime e ai racconti delle gare.
Nel titolo scrivete il nome della gara, la provincia e la data di svolgimento.
Questa sezione è dedicata alle anteprime e ai racconti delle gare.
Nel titolo scrivete il nome della gara, la provincia e la data di svolgimento.
Re: The Abbots Way 23/24 Aprile 2016
Ottimo racconto StefanoG. Quando sono passato sul passo Borgallo, l'ultima cresta prima di Pontremoli, ho chiesto ai volontari com'era la situazione. Mi hanno risposto che non poteva essere migliore: niente nebbia, niente vento e pioggia, temperatura gradevole e un bel fuoco. Poi una volta sceso da lì, all'ultimo ristoro, il diluvio. Erano circa le due e venti di notte. Mi chiedevo come doveva essere per quelli su in cima al passo in quelle condizioni e l'hai spiegato molto bene, meritereste un extra.
Re: The Abbots Way 23/24 Aprile 2016
il caldo che hai sentito tu, io l'ho sentito prima di iniziare la salita e guardando le nubi mi ha fatto pensare al peggio ma... come dico sempre
PREPARARSI AL PEGGIO, PER CORRERE AL MEGLIO
a Bardi avevo messo nello zaino: maglia intima lunga, felpa e kway asciutto oltre al Montura Jacket.
questo mi ha salvato dall'ipotermia.
e se devo dirla tutta: dopo le previsioni lette i giorni precedenti abbiamo preso poca acqua.
PREPARARSI AL PEGGIO, PER CORRERE AL MEGLIO
a Bardi avevo messo nello zaino: maglia intima lunga, felpa e kway asciutto oltre al Montura Jacket.
questo mi ha salvato dall'ipotermia.
e se devo dirla tutta: dopo le previsioni lette i giorni precedenti abbiamo preso poca acqua.
- Michelozzo
- Messaggi: 748
- Iscritto il: 06/09/2010, 16:09
Re: The Abbots Way 23/24 Aprile 2016
Per me quarta partecipazione all'Abbots, ultra organizzato da amici che si svolge sui sentieri di casa.
Ogni anno ci torno sempre volentieri, sicuramente tra i più bei trail che abbiamo in Italia.
Il viaggio che ti propone Abbots è unico del suo genere, partire da un punto per arrivare da un'altra parte ti da sempre una motivazione speciale.
Peccato per la pioggia che ci ha fatto tribolare un po di più, ma cmq ce l'abbiamo fatta.
Ecco il mio ricordo:
Ogni anno ci torno sempre volentieri, sicuramente tra i più bei trail che abbiamo in Italia.
Il viaggio che ti propone Abbots è unico del suo genere, partire da un punto per arrivare da un'altra parte ti da sempre una motivazione speciale.
Peccato per la pioggia che ci ha fatto tribolare un po di più, ma cmq ce l'abbiamo fatta.
Ecco il mio ricordo:
Re: The Abbots Way 23/24 Aprile 2016
Classifica tappa unica Maschile
1 SPANGLER ALLAN 14:49:17
2 BORLENGHI FEDERICO 15:31:08
3 GASPARI PATRIC 15:32:52
4 SALVATI NAZZARENO 15:48:56
5 PIANO PAOLO 15:53:32
6 GUERINI LUCA 15:59:04
7 ANNOVAZZI GIANCARLO 16:34:54
8 LAVARDA REMO 17:40:53
9 BARDINI SERGIO 17:57:11
10 FISCINI MICHELE 18:13:02
Classifica tappa unica Femminile
1 BERTASA CINZIA 16:00:48
2 PE' GRAZIANA 17:28:40
3 RAVANI LAURA 18:40:12
4 PASSUELLO NICOLETTA 21:19:35
5 LA PERA LARA 21:20:38
6 ARKINSTALL MELISSA 24:06:02
7 ZIMEI BARBARA 24:08:02
8 BALDI MONICA 24:46:10
9 GRASSETTO MICHELA 24:48:24
10 TAGLIAFERRI MANUELA 25:00:00
1 SPANGLER ALLAN 14:49:17
2 BORLENGHI FEDERICO 15:31:08
3 GASPARI PATRIC 15:32:52
4 SALVATI NAZZARENO 15:48:56
5 PIANO PAOLO 15:53:32
6 GUERINI LUCA 15:59:04
7 ANNOVAZZI GIANCARLO 16:34:54
8 LAVARDA REMO 17:40:53
9 BARDINI SERGIO 17:57:11
10 FISCINI MICHELE 18:13:02
Classifica tappa unica Femminile
1 BERTASA CINZIA 16:00:48
2 PE' GRAZIANA 17:28:40
3 RAVANI LAURA 18:40:12
4 PASSUELLO NICOLETTA 21:19:35
5 LA PERA LARA 21:20:38
6 ARKINSTALL MELISSA 24:06:02
7 ZIMEI BARBARA 24:08:02
8 BALDI MONICA 24:46:10
9 GRASSETTO MICHELA 24:48:24
10 TAGLIAFERRI MANUELA 25:00:00
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pietro1115
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Re: The Abbots Way 23/24 Aprile 2016
"Vale una cento con clima normale". Ecco la frase che mi ha spinto a provare una 100 km. Un complimento, forse immeritato, fattomi dal "Guru"(quello vero, Francesco Bellinvia) dopo il Tauffi Trail a luglio 2015. Ci provo a ottobre con la Ultra Trail Le Vie di San Francesco, e lì mi ritiro al 66° km per vesciche sotto ai piedi. Sicuramente poco allenato e ancor meno preparato nei dettagli per affrontare una ultra.
Voglio la rivincita, e appena possibile, a ottobre 2015, mi iscrivo alla Abbots Way. Mi piace la storia della gara, di come è nata.
Dal sito ufficiale: "Nel 1999 un primo convegno di storici medievali sancisce di fatto l’inizio della ufficialità storica del percorso denominato Via degli Abati, con un seguente contributo scritto che tratta del cammino appenninico verso Roma con l’attraversamento di paesi di montagna.
Il tratto fungeva da scorciatoia per chi, con mezzi leggeri, voleva attraversare i monti senza percorrere strade pericolose a rischio di agguati o con eventuali gabelle dei signorotti locali.
Il monastero di Bobbio, viene fondato da un monaco irlandese, San Colombano, che attraversando l’europa, passando per la Francia, fonda importanti monasteri come Annegray e Luxeuil."
Una variante della via Francigena che da Pavia taglia verso Pontremoli evitando Parma.
Qui potete trovare tutti i dettagli https://theabbotsway.wordpress.com.
Elio “Helyos” Piccoli, Armando Rigolli e i Lupi d'Appennino valorizzano il territorio così, con questa gara, come fanno le "Aquile" con il TMP.
Inizio a macinare km e dislivello mese dopo mese. I sacrifici sono molti, e il tempo e' sempre poco, con impegni di lavoro e famigliari.
Negli allenamenti generalmente sono solo, ma spesso mi accompagnano amici atleti del gruppo Pisa Road Runners e non. In special modo lego e faccio amicizia con un losco individuo: Gabriele Ianett. Sembriamo Arnold Schwarzenegger e Danny DeVito nel film "I Gemelli"; completamente differenti, ma con gli stessi gusti in fatto di corsa.
Finalmente arriva il week-end della gara.
Mia nonna e mio padre vivono a Filattiera, a 15 km da Pontremoli, e giovedì pomeriggio ne approfitto per fagli visita; mangio e dormo da loro.
Parto con il bus da Pontremoli alle ore 13 di venerdì 22 aprile. Dopo due ore e mezzo di viaggio sono a Bobbio. Ritiro pettorale, sistemazione in ostello e sono libero di visitare il paese di Bobbio fino al briefing.
Dopo il pasta party mi fermo con Marco e altri runners a bere due birrette. Marco e' uno degli organizzatori del Ultrasupramonte, persona fantastica e molto mistica. Tra una chiacchiera e l'altra si fa l'ora di andare a letto.
Sveglia alle 4, vestizione veloce, e sono già sotto il gonfiabile. Alle 6 in punto lo "Start".
Divido mentalmente la gara in 4 pezzi da 30 km. L'obbiettivo e' arrivare a Pontremoli senza troppe pretese sul tempo impiegato, ma sarei felice di finirla in 22/24 ore. Per questo scelgo di seguire alcuni consigli che ho ricevuto: lascio il compito di dare il ritmo gara al cardiofrequenzimetro. Mi piazzo a 145/150 battiti al minuto di media, la velocità' comunque e' buona, e mi permette di spingere bene in salita e correre nei tratti in piano e discesa. Mi alimento e bevo regolarmente. Concludo la prima tappa fino a Farini in circa 4 ore. A Bardi arrivo in 8 ore e 40, ma un leggero dolore al ginocchio mi mette in allarme. Mi fermo una mezz'oretta. Mangio pasta in brodo, ritiro la sacca con il cambio e sostituisco le New Balance con le Hoka, con relativo cambio di calzini, sperando che il dolore al ginocchio passi, faccio anche qualche minuto di stretching.
Appena esco, un diluvio, e mi ritrovo di nuovo tutto zuppo. Comunque riesco a correre, il riposo e gli allungamenti hanno fatto qualcosa. Decido comunque di rallentare il ritmo. Trovo un signore di Venezia che va più' o meno al mio stesso passo e facciamo qualche km assieme. In salita spingo forte e in discesa cerco di stargli dietro, ma il dolore aumenta.
Quasi a Borgo Val di Taro sento sotto i piedi che si stanno formando delle vesciche, l'incubo riappare. Mi fermo in un casolare a cambiare i calzini e mettere abbondante crema antisfregamento. Perdo la compagnia del signore di Venezia e di un altro ragazzo che si era unito a noi. Sto pensando di nuovo al ritiro, il ginocchio non mi permette di correre in discesa, e in piano faccio poco più di un centinaio di metri poi il dolore diventa insopportabile.
E' qualche ora che non aggiorno a casa, e mentre formulo questo pensiero mi squilla il telefono. E' Alvaro, mio padre, mi avvisa che è in zona insieme a mio cugino Pietro. Mi vengono in contro in macchina e fanno il tifo per me. Questo mi dà nuove energie nascoste che credevo introvabili. Mi spingono moralmente fino a Borgo in tutti i tratti asfaltati. Un tifo da stadio.
A Borgo Val di Taro al 92°km arrivo in 15 ore e 18 minuti. Ho una fame bestia, ma al ristoro non trovo niente di sostanzioso, dicono che il prossimo "pesante" è a Valdena tra 5/6 km dopo una bella salita. Saluto e ringrazio Pietro e Alvaro per la compagnia e il supporto e riparto, dolorante, demoralizzato e affamato.
Faccio un paio di km, sono quasi deciso al ritiro, mi spiace aver deluso me stesso e gli amici ma proprio non ce la faccio più'. Inizia un tratto di asfalto, c'e' una macchina parcheggiata con i fari accesi, sento urlare, sono stordito dalla fatica e dal dolore al ginocchio, stento a riconoscere la voce, ma è Pietro con Alvaro al seguito. Ma non erano andati a casa? Sono le 23 passate e sono ancora qui?Arrivo alla macchina e aprono il cofano, ma che combinano? Non credo ai miei occhi, trovo una pizza calda calda, credo la più' buona al mondo. Sono confuso da mille emozioni contrastanti, dolore, orgoglio di avere un padre e un cugino così. Divoro meta' pizza mentre cammino. Le energia ritornano ad un livello semidecente. A Valdena mangio un minestrone e saluto di nuovo i miei "Angeli custodi".
Inizio la salita al passo del Borgallo, lunga 5 km. Mi accodo ad una coppia, credo marito e moglie. A mezzanotte sono in cresta, mi dirigo verso lago Verde. Di nuovo una macchina sul percorso, ma questa volta in pieno bosco. Non e' possibile sono di nuovo Alvaro e Pietro, ma con loro c'e' una terza persona. Forse hanno soccorso un corridore, ha lo zaino, mi viene in contro…..ma che cazzo fa questo qui? Mi saluta….."ma chi ti caa?!?! Ti levi di vi", sei sulla strada più' corta per raggiungere Pontremoli, e anche pochi centimetri voglian di'…….NO non e' possibile…..e' Gabriele, mi abbraccia, lo abbraccio e gli dò subito del bischero, ma suona come "è bello vederti". Mi dice che correrà con me fino all'arrivo.
Mancano 15 km, Pontremoli non mi scappa più', ora che ho un altro "angelo custode". Ormai cammino e basta. A volte rispondo alle domande di Gabriele a volte no, pero' continuo a camminare, il sonno si fa sentire. Mi fanno male i piedi e questo dannato ginocchio. Inizia a piovigginare, poi un bel diluvio. Siamo quasi arrivati manca pochissimo e si materializza ancora Alvaro su un tratto asfaltato, sono le 3 di notte ed e' ancora sveglio per me. Non mi fermo, pero' saluto, lui parlotta con Gabriele, scoprirò dopo che gli stava dicendo che non ce la faceva più' e che sarebbe andato a letto. Grazie babbo. Grazie Pietro. Senza di voi mi sarei sicuramente fermato a Borgo.
Siamo a Casa Corvi, a pochi km dall'arrivo, manca 10 minuti alle 4, provo a correre ma proprio ho finito tutte le energie, scoccano le 4. Arrivo a Pontremoli in 22 ore 6 minuti e 6 secondi, 50° assoluto, ma questo ha poca importanza.
Gabriele si offre di aspettarmi per riportarmi a casa, ne approfitto. Mangio un piatto di pasta, una birretta e andiamo in palestra a ritirare le borse. In macchina leggo tutti i messaggi degli amici che mi hanno seguito in questo "viaggio"; vi assicuro che la vostra energia e' arrivata, non so come, ma e' arrivata.
Grazie a tutti.
Arrivo a casa alle 5:20 e Lara è già sveglia per andare a correre alle 3 Province, facciamo colazione assieme, faccio finalmente la doccia e crollo sul letto.
Un grazie speciale va ad Alvaro e Pietro.
Per Gabriele, invece, purtroppo non ho parole per esprimere la mia gratitudine. Spero solo di dimostrare nei fatti, quello che tu invece hai già' dimostrato. Ti voglio bene "Fratello Gemello".
Pietro
Voglio la rivincita, e appena possibile, a ottobre 2015, mi iscrivo alla Abbots Way. Mi piace la storia della gara, di come è nata.
Dal sito ufficiale: "Nel 1999 un primo convegno di storici medievali sancisce di fatto l’inizio della ufficialità storica del percorso denominato Via degli Abati, con un seguente contributo scritto che tratta del cammino appenninico verso Roma con l’attraversamento di paesi di montagna.
Il tratto fungeva da scorciatoia per chi, con mezzi leggeri, voleva attraversare i monti senza percorrere strade pericolose a rischio di agguati o con eventuali gabelle dei signorotti locali.
Il monastero di Bobbio, viene fondato da un monaco irlandese, San Colombano, che attraversando l’europa, passando per la Francia, fonda importanti monasteri come Annegray e Luxeuil."
Una variante della via Francigena che da Pavia taglia verso Pontremoli evitando Parma.
Qui potete trovare tutti i dettagli https://theabbotsway.wordpress.com.
Elio “Helyos” Piccoli, Armando Rigolli e i Lupi d'Appennino valorizzano il territorio così, con questa gara, come fanno le "Aquile" con il TMP.
Inizio a macinare km e dislivello mese dopo mese. I sacrifici sono molti, e il tempo e' sempre poco, con impegni di lavoro e famigliari.
Negli allenamenti generalmente sono solo, ma spesso mi accompagnano amici atleti del gruppo Pisa Road Runners e non. In special modo lego e faccio amicizia con un losco individuo: Gabriele Ianett. Sembriamo Arnold Schwarzenegger e Danny DeVito nel film "I Gemelli"; completamente differenti, ma con gli stessi gusti in fatto di corsa.
Finalmente arriva il week-end della gara.
Mia nonna e mio padre vivono a Filattiera, a 15 km da Pontremoli, e giovedì pomeriggio ne approfitto per fagli visita; mangio e dormo da loro.
Parto con il bus da Pontremoli alle ore 13 di venerdì 22 aprile. Dopo due ore e mezzo di viaggio sono a Bobbio. Ritiro pettorale, sistemazione in ostello e sono libero di visitare il paese di Bobbio fino al briefing.
Dopo il pasta party mi fermo con Marco e altri runners a bere due birrette. Marco e' uno degli organizzatori del Ultrasupramonte, persona fantastica e molto mistica. Tra una chiacchiera e l'altra si fa l'ora di andare a letto.
Sveglia alle 4, vestizione veloce, e sono già sotto il gonfiabile. Alle 6 in punto lo "Start".
Divido mentalmente la gara in 4 pezzi da 30 km. L'obbiettivo e' arrivare a Pontremoli senza troppe pretese sul tempo impiegato, ma sarei felice di finirla in 22/24 ore. Per questo scelgo di seguire alcuni consigli che ho ricevuto: lascio il compito di dare il ritmo gara al cardiofrequenzimetro. Mi piazzo a 145/150 battiti al minuto di media, la velocità' comunque e' buona, e mi permette di spingere bene in salita e correre nei tratti in piano e discesa. Mi alimento e bevo regolarmente. Concludo la prima tappa fino a Farini in circa 4 ore. A Bardi arrivo in 8 ore e 40, ma un leggero dolore al ginocchio mi mette in allarme. Mi fermo una mezz'oretta. Mangio pasta in brodo, ritiro la sacca con il cambio e sostituisco le New Balance con le Hoka, con relativo cambio di calzini, sperando che il dolore al ginocchio passi, faccio anche qualche minuto di stretching.
Appena esco, un diluvio, e mi ritrovo di nuovo tutto zuppo. Comunque riesco a correre, il riposo e gli allungamenti hanno fatto qualcosa. Decido comunque di rallentare il ritmo. Trovo un signore di Venezia che va più' o meno al mio stesso passo e facciamo qualche km assieme. In salita spingo forte e in discesa cerco di stargli dietro, ma il dolore aumenta.
Quasi a Borgo Val di Taro sento sotto i piedi che si stanno formando delle vesciche, l'incubo riappare. Mi fermo in un casolare a cambiare i calzini e mettere abbondante crema antisfregamento. Perdo la compagnia del signore di Venezia e di un altro ragazzo che si era unito a noi. Sto pensando di nuovo al ritiro, il ginocchio non mi permette di correre in discesa, e in piano faccio poco più di un centinaio di metri poi il dolore diventa insopportabile.
E' qualche ora che non aggiorno a casa, e mentre formulo questo pensiero mi squilla il telefono. E' Alvaro, mio padre, mi avvisa che è in zona insieme a mio cugino Pietro. Mi vengono in contro in macchina e fanno il tifo per me. Questo mi dà nuove energie nascoste che credevo introvabili. Mi spingono moralmente fino a Borgo in tutti i tratti asfaltati. Un tifo da stadio.
A Borgo Val di Taro al 92°km arrivo in 15 ore e 18 minuti. Ho una fame bestia, ma al ristoro non trovo niente di sostanzioso, dicono che il prossimo "pesante" è a Valdena tra 5/6 km dopo una bella salita. Saluto e ringrazio Pietro e Alvaro per la compagnia e il supporto e riparto, dolorante, demoralizzato e affamato.
Faccio un paio di km, sono quasi deciso al ritiro, mi spiace aver deluso me stesso e gli amici ma proprio non ce la faccio più'. Inizia un tratto di asfalto, c'e' una macchina parcheggiata con i fari accesi, sento urlare, sono stordito dalla fatica e dal dolore al ginocchio, stento a riconoscere la voce, ma è Pietro con Alvaro al seguito. Ma non erano andati a casa? Sono le 23 passate e sono ancora qui?Arrivo alla macchina e aprono il cofano, ma che combinano? Non credo ai miei occhi, trovo una pizza calda calda, credo la più' buona al mondo. Sono confuso da mille emozioni contrastanti, dolore, orgoglio di avere un padre e un cugino così. Divoro meta' pizza mentre cammino. Le energia ritornano ad un livello semidecente. A Valdena mangio un minestrone e saluto di nuovo i miei "Angeli custodi".
Inizio la salita al passo del Borgallo, lunga 5 km. Mi accodo ad una coppia, credo marito e moglie. A mezzanotte sono in cresta, mi dirigo verso lago Verde. Di nuovo una macchina sul percorso, ma questa volta in pieno bosco. Non e' possibile sono di nuovo Alvaro e Pietro, ma con loro c'e' una terza persona. Forse hanno soccorso un corridore, ha lo zaino, mi viene in contro…..ma che cazzo fa questo qui? Mi saluta….."ma chi ti caa?!?! Ti levi di vi", sei sulla strada più' corta per raggiungere Pontremoli, e anche pochi centimetri voglian di'…….NO non e' possibile…..e' Gabriele, mi abbraccia, lo abbraccio e gli dò subito del bischero, ma suona come "è bello vederti". Mi dice che correrà con me fino all'arrivo.
Mancano 15 km, Pontremoli non mi scappa più', ora che ho un altro "angelo custode". Ormai cammino e basta. A volte rispondo alle domande di Gabriele a volte no, pero' continuo a camminare, il sonno si fa sentire. Mi fanno male i piedi e questo dannato ginocchio. Inizia a piovigginare, poi un bel diluvio. Siamo quasi arrivati manca pochissimo e si materializza ancora Alvaro su un tratto asfaltato, sono le 3 di notte ed e' ancora sveglio per me. Non mi fermo, pero' saluto, lui parlotta con Gabriele, scoprirò dopo che gli stava dicendo che non ce la faceva più' e che sarebbe andato a letto. Grazie babbo. Grazie Pietro. Senza di voi mi sarei sicuramente fermato a Borgo.
Siamo a Casa Corvi, a pochi km dall'arrivo, manca 10 minuti alle 4, provo a correre ma proprio ho finito tutte le energie, scoccano le 4. Arrivo a Pontremoli in 22 ore 6 minuti e 6 secondi, 50° assoluto, ma questo ha poca importanza.
Gabriele si offre di aspettarmi per riportarmi a casa, ne approfitto. Mangio un piatto di pasta, una birretta e andiamo in palestra a ritirare le borse. In macchina leggo tutti i messaggi degli amici che mi hanno seguito in questo "viaggio"; vi assicuro che la vostra energia e' arrivata, non so come, ma e' arrivata.
Grazie a tutti.
Arrivo a casa alle 5:20 e Lara è già sveglia per andare a correre alle 3 Province, facciamo colazione assieme, faccio finalmente la doccia e crollo sul letto.
Un grazie speciale va ad Alvaro e Pietro.
Per Gabriele, invece, purtroppo non ho parole per esprimere la mia gratitudine. Spero solo di dimostrare nei fatti, quello che tu invece hai già' dimostrato. Ti voglio bene "Fratello Gemello".
Pietro
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SDaptheyoung
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Re: The Abbots Way 23/24 Aprile 2016
Stendendo un velo pietoso sulla mia non-perfomance, voglio ringraziare Remo Lavarda per i chilometri di fatica, dolore e amicizia condivisi insieme. Purtroppo i quadricipiti mi hanno abbandonato dopo Cervara (113 km); con i muscoli esplosi ho tentato di strascinarmi fino al traguardo ma dopo tre ore passate a zoppicare mezzo congelato e in crisi nera, mi si sono definitivamente bloccate le gambe sugli ultimi 4 km di asfalto. Complimenti all'organizzazione (unica nota: forse qualche volontario in più sul percorso, specie sul finale) e a tutti i partecipanti, finisher e non. Bravo l'amico Paolo, quinto con un gran tempo e brava anche Graziana Pè che mi ha superato in discesa con un passo notevole.
PS un trailer vestito di arancione mi ha prestato una maglia a maniche lunghe all'inizio della discesa su Pontremoli; se riesci fatti vivo in qualche modo che vedo di spedirtela per posta o al limite ci organizziamo in qualche modo.
PS un trailer vestito di arancione mi ha prestato una maglia a maniche lunghe all'inizio della discesa su Pontremoli; se riesci fatti vivo in qualche modo che vedo di spedirtela per posta o al limite ci organizziamo in qualche modo.
Re: The Abbots Way 23/24 Aprile 2016
Il mio racconto si trova su http://stesosopra.blogspot.co.at/2016/0 ... -2016.html. Una gara che mi è piaciuta molto, complimenti agli organizzatori e a tutti i volontari.