Ticino Wildlands 500 (Svizzera) 8-18.08.2026

Anteprime e cronache

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Questa sezione è dedicata alle anteprime e ai racconti delle gare.
Nel titolo scrivete il nome della gara, la provincia e la data di svolgimento.
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motosega
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Re: Ticino Wildlands 500 (Svizzera) 8-18.08.2026

Messaggio da motosega »

Offriends ha scritto: 13/08/2026, 9:36 ...ma la domanda che mi faccio (non è un giudizio, è solo un dubbio):
perchè pagare un'organizzazione per fare una gara così?
Forse conviene farsi un bel FKT unsupported...
Non so cosa sia costata una gara così, ma non mi sembra di aver capito da Bobo che al di là del problema sonno il resto sia stato così disastroso
Nel suo aggiornamento c'erano sempre foto di piatti super appetitosi, magari però li pagava extra al Rifugio e quelli offerti dell'organizzazione facevano schifo....
Marietto
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Re: Ticino Wildlands 500 (Svizzera) 8-18.08.2026

Messaggio da Marietto »

Offriends ha scritto: 13/08/2026, 9:36 ...ma la domanda che mi faccio (non è un giudizio, è solo un dubbio):
perchè pagare un'organizzazione per fare una gara così?
Forse conviene farsi un bel FKT unsupported...
Alle volte me lo chiedo pure io...e cerco di darmi una risposta (che va bene per me...non so per gli altri).
Premesso che mi piacciono anche le avventure "fai da te" (ne ho fatte più di una...anche più cazzute delle gare stesse) ma se uno è un minimo competitivo (ecco...io lo sono...ma non con gli altri...ma con me stesso) una gara è una gara e per me è la migliore condizione per poter "spremermi" come un limone....se sto facendo una avventura "fai da te" difficilmente riesco ad andare "oltre".
In una gara c'è anche un minimo di logistica e assistenza garantita, e anche un minimo di sicurezza e questo mi permette di non dover pensare a questi aspetti (che per me sono distrazioni) e concentrarmi solo sul momento che sto vivendo.
Certe cose le ho fatte (e ancora adesso sinceramente non riesco a capacitarmi) solo in gara perchè è li che riesco a trovare le motivazioni maggiori per superare i problemi e banalmente non vi nascondo che tra quelle motivazioni c'è anche il pensiero di aver investito dei soldi che altrimenti sarebbero buttati, oppure "Sta gara la voglio finire per non dover tornarci più!".
Alle volte per me è anche una questione di orgoglio.
Detto questo, un pettorale addosso è un pettorale addosso, ho deciso io di mettertelo e per me è una responsabilita "fare tutto il possibile per arrivare in fondo".
Ormai faccio solo una gara all'anno (che sono le mie "ferie riposanti :lol: ") ma in quella gara so già ancora prima di partire che in quei giorni e in quelle notti successive ci saranno talmente tante "rogne" e imprevisti da affrontare che mi metteranno alla prova, ma sarà l'ennesima occasione per vivere forti emozioni e stupirmi di quello che si riesce a fare spinti da forti motivazioni.

Chiaro, è una questione di gusti. ;)
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biglux
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Re: Ticino Wildlands 500 (Svizzera) 8-18.08.2026

Messaggio da biglux »

Complimenti boborosso! Comunque sia andata si tratta sempre di "fieno in cascina" ed esperienza per le prossime avventure!
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Boborosso
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Re: Ticino Wildlands 500 (Svizzera) 8-18.08.2026

Messaggio da Boborosso »

Weee!
A distanza di quasi 2 settimane sto ancora pensando se scrivere o non scrivere.

Ovviamente scriverò, visto che l'evento è stato una figata e non vorrei dimenticare le cose che ho vissuto.
Ci sono tante cose che vorrei dire, tante cose che dovrei tenere per me.

Probabilmente non ho abbastanza vergogna per non condividere tutte le mie perplessità e i miei errori. Tutto questo farà in modo che alcuni di voi diranno che scrivo troppo, altri mi prenderanno in giro per il resto della vita, ma me ne farò una ragione. Sono fatto così.


Senza fretta, arrivo.
Marietto
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Re: Ticino Wildlands 500 (Svizzera) 8-18.08.2026

Messaggio da Marietto »

Boborosso ha scritto: 24/08/2026, 17:33 Senza fretta, arrivo.
Ti aspettiamo BOBO ! :lol:
Cmq sia andata la tua testimonianza (nel bene e nel male) potrà essere utile per altri che vorranno cimentarsi in questa avventura o in qualcosa di simile ;)
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Boborosso
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Re: Ticino Wildlands 500 (Svizzera) 8-18.08.2026

Messaggio da Boborosso »

Ticino wildlands 2026 - 250K

Ma perché?

Una gara in cui non ci sono balise, c’è un ristoro ogni 50 km, ci sono dislivelli assurdi, non ti danno da dormire, trovi una tua borsa solo 2 volte su 250 km. Figata, dico io!

Da una prima lettura della presentazione della sfida sul sito, la mia testa ha cominciato a cercare soluzioni alle tante problematiche possibili, e così mi sono innamorato dell’evento… mi sono trovato con l’iscrizione fatta senza capire effettivamente in cosa mi stavo cacciando. Il mio programma dell’anno prevedeva di fare gare di un solo weekend… e invece…
Il sito dell’evento risulta abbastanza scarno, molte info sono state inserite all’interno di un Roadbook, ben fatto ma sarebbero state utili varie informazioni logistiche di supporto per chi doveva partecipare (dove parcheggiare, dove dormire la sera prima…) . Mi presento alla partenza scoprendo che queste info di supporto sono state date agli altri runners nel mese precedente: a metà luglio hanno mandato una mail con le info. Visto che molti non hanno ricevuto questa mail, hanno creato un gruppo whatsapp, in cui però io non sono stato inserito. Io come altre 10 persone, visto che il totale delle persone del gruppo era inferiore al totale delle persone partecipanti alla gara.
Se c’è nebbia, vola basso: per fortuna ho trovato da solo soluzioni compatibili con le info mancanti.

Questa gara non è una gara, ma un raid: un percorso da fare entro un certo tempo, ma se uno vuole ritardarsi e arrivare dopo il tempo limite, va bene comunque. Questa cosa non l’avevo capita molto e mi presento con atteggiamento troppo competitivo, con l’orologio che mi creerà ansie e che mi porterà a scelte forse sbagliate.
A casa mi sono fatto i miei conti, i miei grafici, le mie tabelle. Ho fatto molte prove materiali, sia di cibo, che di borsoni. Mi sono fatto addirittura un piano di evacuazione (in base a dove sarei stato, se avevo bisogno, sapevo come “tornare alla civiltà”). Ho ipotizzato di arrivare in 107 ore, anche se l’evento permetteva di arrivare in 125 per rimanere ancora dentro i tempi. Quello che non ho fatto è stato un piano B: in genere, in questi casi, se il piano A non funziona, si passa al piano B. Che è lo stesso del piano A, ma con più vino. Non ho pensato al vino… Dopo 150 km ero in ritardo di 5 ore, che mi sembrava un abisso e non riuscivo a trovare una soluzione… testa fritta.
Mi sono programmato dove dormire, quanto, come. Ho programmato cosa mangiare e dove, ho stabilito dove fermarmi a mangiare pagando e dove mangiare cose che mi ero portato dietro, anche se su questo argomento mantenevo più flessibilità rispetto al sonno.
Cappelle? Ammanetta.
Lo zaino troppo piccolo, l’impermeabile inaccessibile, ogni volta che dovevo prendere o mettere qualcosa perdevo 5-10 minuti a reimpilare tutto perfettamente.
Non ho dormito abbastanza, ne’ nei giorni prima della gara, ne’ durante la gara.
Ho avuto difficoltà con il cibo e con l’acqua. Soprattutto con l’acqua.
Non ho pensato che le difficoltà che stavo provando (cibo e sonno) dovessero essere risolte prima di scoppiare, aspettando che si risolvessero come per magia.

Ciò nonostante, l’ho fatta! Ora… non tutta, ma abbastanza per tornare a casa contento. E poi, non è mica colpa mia se la medaglia finisher ce l’hanno data direttamente alla partenza…

Iscrizioni: quasi tutti i volontari erano di origini cinesi, alcuni parlavano inglese. Mi hanno dato tutto il materiale, a posto. Poi ho scoperto che avevo saltato tutta la zona delle liberatorie e degli scarichi di responsabilità… sono andato io a dire che si erano dimenticati.
Cena del venerdì, conosco alcuni runners fuori di testa. Chiunque ha fatto gare di almeno 300 km, tutti tranquilli e beati che sarà una bella avventura. Conosco un inglese, che protesta perché ci danno da mangiare solo verdura, che lui mangia solo bistecche. Conosco un ceco, che racconta che durante una gara da 360 km, a 20 km dall’arrivo, si apparta con la morosa dietro una siepe (dovremmo essere noi italiani, i latinlovers, mi vergogno delle mie prestazioni di basso livello…). Conosco uno svizzero, che ha fatto tutte le 9 edizioni della Swiss Peaks e tornerà a farla tra 1 mese…
Si dorme in un bunker antiatomico-antisommossa-antivalanghe sotterraneo, con 2 porte di acciaio e cemento armato da 15 cm… una runner tedesca (che arriverà prima nella 500k) mi dice che lei non ci dorme in quel buco. Un totale di 4 letti a castello, ognuno con 20 brande e 3 piani, se uno si gira mentre dorme riesce a svegliare altre 59 persone. Ci si diverte, insomma.


E la mattina dopo, alle 9, si parte puntuali!
12 runner fanno la 50k, 21 la 250k, 74 iscritti alla 500k. Siamo tutti assieme.
Nel pacco gara avevano messo anche una campana, nei primi 600 metri c’è un fottio di gente (tipo 70-80 persone) che tifa per noi e ci spacca i timpani con il suono di mille-mila campane (70-80 circa). Durante il resto della giornata, ogni volta che passavo vicino a delle mucche con il campanaccio, ringraziavo per il tifo… (Ivan Pavlov dimmerda…)
Salita infinita, 2000 D+ da fare tutto in un botto. Gente che si perde, gente che taglia dritto per dritto. Si capisce che la traccia GPX è fatta a PC e abbastanza di fretta. Per andare da A a B spesso non c’è un sentiero e dopo 1 ora decido di non seguire i miei compagni di sventure che si azzardano a buttarsi tra i dirupi per essere fedeli alla traccia suicida.
Dopo 1 ora e mezza mi affianca un francinese, cinese di origine con nazionalità francese, mi racconta che ha fatto mille gare lunghe, complimenti. Mi spiega che è molto importante mangiare e dormire, gli dico che oltre la prima comunione e il patentino per andare a funghi ho fatto anche qualche garetta. Capisce che non sarò un suo discepolo e mi lascia nelle retrovie. L’avessi ascoltato un po’ di più, magari…
Arrivo alla prima capanna (i rifugi con cucina si chiamano così, qui) e… salto il primo pranzo. Avevo pensato di mangiarci, ma mi sembra esagerato sedermi e ordinare spezzatino con la polenta dopo solo 3 ore… sono in gara… mi accontento di una fetta di torta e scappo… anche perché mi sembra di essere l’ultimo!
Ultimo strappo per arrivare ai 2000 D+, raggiungo e supero 5 corridori. Un americano si prodiga in una barzelletta che riesce a sentire tutta la vallata (urlava…), lui ride, gli altri ragionano e cercano di tradursela in testa. Lo riconosco, abbiamo fatto il TOR assieme, anche se non ci siamo quasi parlati.
(2 tori sulla montagna, il toro giovane dice al toro vecchio: “Hei! Che ne dici se corriamo a valle e ci trombiamo un paio di mucche?”. Il toro vecchio: “ma perché non scendiamo camminando, così ce le trombiamo tutte?”. Forse racchiude l’anima ultratrail…).
Arrivo in cima, tolgo una scarpa perché ho un sassolino e, piegando la gamba, mi parte un crampo... sto fermo 5 minuti, dai. E sgranocchio qualcosa… porca miseria, me la immaginavo meno dura… Mi risuperano i 5 che avevo appena passato.
Sono quasi senza acqua, scendo, recupero 3 ragazze cinesi, una mi dice se può seguirmi, poi non la vedrò più. Mi fermo a prepararmi da mangiare in un ruscello, busta di cibo disidratato, dopo 1 ora mi fermerò a mangiarlo.
Seconda salita difficile. Passo una fattoria in cui ci sono un centinaio di capre e 2 maiali che mi corrono incontro felici: rimarrei qui, a correre con voi, miei piccoli amici produttori di bacon! La salita da difficile diventa incredibilmente impossibile. Piccoli tratti di salita molto pendenti, alternati a tratti più semplici, quest’alternanza mi taglia le gambe. Arrivo alla sella stremato, paesaggi mozzafiato, si passa dalla montagna di Heidi a Mordor in men che non si dica, per poi arrivare al paesaggio della schermata di Windows XP. Da Mordor dovrei scendere e risalire blando, lì in fondo ci sono le colline di Windows ma il sentiero è lastricato di rocce e non è per nulla corribile… ho fatto già 25 km e 3000 D+ e non c’è stato un attimo di respiro. Da lontano vedo un paesino, sulla conca, in parte ad un burrone profondissimo. Avvicinandomi capisco che c’è una casa, ma gli altri sono 5-6 pietroni squadrati che da lontano sembrano case… cominciamo ad avere allucinazioni??? 400 metri in giù e poi si risale subito. Supero un francese, fermo a vomitare (l’avevo beccato poco prima che cercava di dormire). Supero l’inglese, seduto con la faccia blu, colore che risalta i suoi capelli rossi.
Supero anche un cinese, lo faccio solo per evitare che si pensi ad una nuova barzelletta (c’è un francese, un inglese e un italiano…), e arrivo in cima. Respiro, mi siedo. Vedendo gli altri agonizzanti, mi sento meglio… bastardo... O perlomeno mi sento meno solo, nel patire questi tratti. 3500 D+ fatti.
Si corre? No. Discesa impossibile, pietroni, gente che si perde lanciandosi in picchiata dritto per dritto. Richiamo sul sentiero 3 runners, che stavano scendendo, dove non sanno nemmeno loro, invece di seguire il sentiero a mezza costa.
Finalmente tratto corribile, ok, ma corri tu! Si vede la Capanna Cava, ma ho il buon senso di fermarmi in parte ad un laghetto sulla vallata, che specchia il tramonto, per godermi il panorama. Sono qui per godermela, e poi ho le gambe decisamente sollecitate.
Capanna Cava, sono in ritardo già di 1 ora e 15. Questo mi preoccupa. In salita tengo bene ma in discesa non si può correre dove pensavo di farlo. Il terreno è troppo tecnico. Ordino da mangiare e perdo mezz’ora per aspettare una minestra con fagioli e una gazzosa. Mi raffreddo molto. Arriva il francese che aveva vomitato, gli faccio coraggio e poi parto. Carico acqua dalla fontana della capanna, anche se il proprietario mi ha detto che l’acqua non è filtrata (mentre quella dei ruscelli sì…) e voleva vendermi una bottiglia.
Scendo al buio, a tratti trottando, a tratti sfinito. Non ho benzina, ma riesco a non perdermi d’animo.
Piccolo tratto di strada sterrata, ci sono 2 ragazzine:
“What’s your name?”
Fabiano
“FABIANO PICCO??? Ti stavamo aspettando! Ti stavamo seguendo sull’app”
(mi viene la pelle d’oca anche adesso che lo sto scrivendo). Veramente una botta d’energia!
Prima dell’ultima salita della tappa mi siedo a mangiare. Ho l’ultimo panino di mamma, che però devo masticare bene e buttare giù con l’acqua, non riesco a generare saliva. Parto per i prossimi 700 metri D+ concentrati in meno di 3 km, con una pendenza assurda e con poca acqua. Incrocio un compagno filippino che sta tornando indietro perché ha perso il cellulare: auguri!
La salita all’inizio è blanda, questo comporta che i 700 metri D+ in realtà sono molto più verticali e mi ritrovo a dover fare più pause, mi fermo davanti ad una chiesetta in cui avevo visto una luce da lontano: era un runner ticinese che la illuminava con la sua frontale. Io arrivo e lui parte. Ho quasi finito l’acqua, ho quasi finito le calorie in corpo: mangio 2 datteri, bevo i penultimi 50ml di acqua. Riparto, trovo l’altro runner fermo dopo 100 D+, lo supero perché mi ero imposto di fare almeno 150 D+ prima di abbattermi a terra di nuovo. 2 datteri e gli ultimi 50 ml per ingollarli. Finalmente arrivo ad un agglomerato con 4 case: ci sarà una fontana! Dribblo le case in cerca di un rubinetto, non la trovo subito ma ne trovo una poco dopo sul sentiero: esce un filo d’acqua che cade in una ciotola metallica tipo quella del cane. Metto la borraccia sotto al filo d’acqua… ma il flusso è veramente basso… ho una sete… bevo dalla ciotola del cane, ne tracanno mezza e l’altra acqua la travaso nella borraccia. Mi dispiace per quelli dopo, ma dubito che si abbassino a fare altrettanto.
Dopo altri 500 metri in piano trovo, per fortuna e per scarico di colpa, una seconda fontana. Bevo almeno 1 litro d’acqua, più di quello che avrei sete, mi rinfresco (fa caldo) e riempio tutte e 3 le borracce.
La traccia sminchia un po’, tra le case, sfrutto l’app sul cellulare per essere sicuro della strada che sto facendo. Poi discesa, non ne ho più, ad un bivio che non sembrava un bivio sbaglio strada e devo tornare indietro 500 metri in salita. Un po’ ciondolo, poi prendo coraggio e riesco a tenere un buon ritmo, solo per cercare di limitare il ritardo, potrei arrivare con solo 1 ora di ritardo rispetto al previsto, peccato che finisce la traccia sull’orologio e non sono ancora arrivato: avevo spezzato la traccia in 5 parti per alleggerirla, ma l’ho tagliata nel punto sbagliato. Esco dalla navigazione sull’orologio, 1% di batteria… ma come? Probabilmente, usando troppo la mappa, la batteria dura di meno, ma da 60 a 17 ore… Carico la seconda traccia sul telefono e, dopo 1 km, arrivo. 1 ora e 15 di ritardo, ma tanto non posso dormire 1 ora e mezza in questo ristoro, quindi recupererò perché dormo di meno! Kekkulo!
Ristoro in un gazebo su strada di asfalto, se pioveva sarebbe stato un macello.
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Corry
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Re: Ticino Wildlands 500 (Svizzera) 8-18.08.2026

Messaggio da Corry »

Ma la barzelletta dovrebbe essere il mantra dell’ultratrailer!
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Boborosso
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Re: Ticino Wildlands 500 (Svizzera) 8-18.08.2026

Messaggio da Boborosso »

Al ristoro quasi tutti i volontari sono cinesi, il fatto che siamo in Ticino e questi siano cinesi, viene da pensare a dove siano finiti i ti.
I ti, per farli diventare ti-cinesi, ovviamente.
Vabbè…

Il ristoro è meno scarno di quello che pensavo, c’è comunque la possibilità di un brodo caldo. Era indicato come ristoro veloce. Ci sono frutta, merendine, succhi, torta, frutta secca, uova sode... Inoltre c’è la postazione sandwich: chiedo ad un volontario un toast con il salame. 2 fette di pane in cassetta con una fettina con diametro 4 cm nel mezzo… gli chiedo di esagerare e metterne 2! Ovviamente freddo.
Metto in carica subito l’orologio, il fatto che abbia un’autonomia così bassa mi mette un po’ d’ansia, dovrò stare comunque fermo almeno 2 ore.
A casa avevo calcolato di dormire 1 ora e mezza e stare fermo un totale di 2 e mezza. Visto l’obbligo di massimo di 30 minuti, mi butto in branda e metto la sveglia dopo 1 ora (va bene essere buoni ma non scemi… le brande sono quasi tutte libere…). Mi sveglio dopo 50 minuti, cerco di dormire ancora ma non ce la faccio e mi alzo. Mangio, arriva il runner ticinese che avevo incontrato alla chiesetta (gli ho dato 2 ore!), l’orologio è all’80% e decido di ripartire. Ho mangiato sia prima che dopo aver dormito. Un ragazzo mi dice che la prossima tappa avrà 1500 D+ in meno, lo dice decisamente sollevato, siamo tutti un po’ provati dalla durezza della tappa precedente. Sono le 4:30, ho ridotto il ritardo sul mio planning a 30 minuti e mi sto muovendo di nuovo.

I primi 12 km prevedono un +2000, con due tratti molto pendenti, poi il resto sarà quasi una passeggiata.
Salgo determinato, tanto all’inizio è poco pendente. E’ ancora buio, sono in basso, becco un collega che sta dormendo sul sentiero… quasi quasi… cerco un posto poco ventoso e mi stendo su un prato. Mezz’ora di sonno, mi risveglio che ormai c’è luce. Alle 6 e mezza ci sono 4 ragazze in un cortile che mi propongono qualcosa, sono veloce a dire di no, per poi pentirmene, avevano una torta fatta in casa in bella esposizione.
Dopo mezz’ora trovo una fontana e mi fermo a fare colazione con una busta disidratata. E comincia il tratto pendente.
Sono solo da un pezzo e vado avanti solo. Arrivo a Capanna Quarnei, è il momento della seconda colazione! Il gestore è italiano, visibilmente del sud, e mi tratta benone facendomi pure 2 franchi di sconto. Cosa incredibile, in Svizzera.

Riparto con 4 concorrenti cinesi, che tirano come bestie ma che si fermano a fare foto, quindi abbiamo un passo medio simile sul piano, poi inizia un sentiero con una pendenza del 40% media e riesco ad impormi. Uno di loro, per non perdere posizioni, inizia a fare la salita tagliando i tornanti e salendo praticamente in verticale. L’ultimo tratto sembra quello del col Entrelor, solo che non ci sono corde fisse ad aiutare, e c’è la Morte che mi fa gli occhi languidi. La salita finisce, trovo 2 turisti che mi dicono che questa sella si chiama “sella laghetto” e non “sella hovistolamorteinfaccia”. Effettivamente c’è un laghetto molto bello.
Discesa molto panoramica, io e il mio amico cinese (che scoprirò che è un’amica cinese) passiamo tra una mandria di mucche e lui (lei) mi guarda spaventata e mi lascia immolare/passare davanti per sicurezza.
Capanna Adula, non era programmato che mi fermassi ma DEVO caricare l’orologio e DEVO mangiare un piatto di rösti con le uova. Il panorama di fronte è stupendo. Mi meraviglia quanto selvatici e stupendi siano tutti i tratti fino ad ora. E mi meraviglia trovare turisti fisicamente poco sportivi dovunque… mi immagino sempre che ci sia una strada asfaltata subito dietro alla prossima curva, sennò non si spiega, e invece niente.
Orologio carico al 70%, mi basterà. Comincio a scendere vivace per poi arrivare ad un piattone in leggera discesa: 7 km con 300 D- su sterrato. Ma non voglio più correre e la cammino tutta. E’ l’una del pomeriggio e fa caldissimo. In parte c’è un fiume, che sfrutto per un pediluvio e per calare 2 gradi la temperatura corporea.
Dopo 3 ore, in cui vado piano e mi fermo spesso ma non becco nessuno, arrivo ad una galleria, 1 km, mi superano 2 cinesi, cerco di non mollarli, seconda galleria di 1,5 km sempre dietro a loro, poi li lascio andare che sto bene così. Giriamo attorno ad un lago, creato da una diga, il motivo delle gallerie. Bello no, si vede che è artificiale ed è vietato fare il bagno. Ci sono famiglie che prendono il sole sul bordo ma nessuno che bagna i piedi perché è vietato… ci sono 32 gradi, svizzeri... bagnatevi…
Salita senza troppe difficoltà e arrivo alla Capanna Motterascio che il cielo si sta rannuvolando e ha fatto 2 gocce.
Minestrone con i fagioli fa-vo-lo-so!
Il mio amico americano mi chiede se piove. No.
Esco e piove…
Rientro e metto l’impermeabile. Tuoni e lampi. Salgo su una scaletta in metallo e: tuoni e lampi… mi cago addosso sperando di non rimanerci fritto.
I tuoni durano 20-30 secondi ciascuno.
Sono su una sella, si alza il vento, molto forte. In 1 minuto si scatena l’inferno, mi accuccio dietro ad un sasso e indosso tutto quello che ho, fa freddissimo, avanzo imperterrito per non ghiacciarmi e cagandomi addosso ad ogni tuono, dopo 15 minuti è tutto finito. Grazie Patagonia, 20.000 schmerber indispensabili che mi tengono quasi asciutto. Dopo 30 minuti sono di nuovo in maglietta e pantaloncini anche se sono le 19 e sono a 2300 mslm.

Discesa, ci sono alcune pietre qua e là di un colore ocra-arancione, chissà da dove arrivano… il resto è tutto bianco-grigio. Ogni tot qualcuno ha fatto un’opera d’arte con i sassi arancioni, c’è un mega TAO del diametro di 4-5 metri, in un altro posto ci sono una serie di cerchi concentrici che mi dicono sia un qualcosa che riguarda l’equilibrio… insomma agli svizzeri ci piace spostare i sassi.

La discesa continua, tallono senza riuscire a prendere l’americano che avanza con un olandese. Poi li perdo, mi perdo, la traccia è una cacca. Arrivo nella civiltà e un tipo dal giardino mi urla che sto sbagliando strada, che il sentiero è sulla sinistra, invisibile agli occhi. Ormai è buio e finalmente raggiungo i miei colleghi poco prima della prima base vita. Sono le 22.00 e sono di nuovo in ritardo di 2 ore e mezza. Sono molto infastidito.
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