Nick Hollon ha pubblicato sul suo blog un lungo e dettagliato report sul TDG . Molto bello
http://www.ultrademus.blogspot.it/
Tor des Geants (AO) 07-14.09.2014
Moderatore: maudellevette
Regole del forum
Questa sezione è dedicata alle anteprime e ai racconti delle gare.
Nel titolo scrivete il nome della gara, la provincia e la data di svolgimento.
Questa sezione è dedicata alle anteprime e ai racconti delle gare.
Nel titolo scrivete il nome della gara, la provincia e la data di svolgimento.
- cyclocaster
- Messaggi: 250
- Iscritto il: 19/11/2012, 9:13
- Località: Piemonte
Re: Tor des Geants (AO) 07-14.09.2014
postumi da TOR
tutti gli anni chi partecipa al Tor, poi affronta i vari postumi che il Tor lascia dietro di sé...
c'è chi riferisce di non riuscire a riprendersi dal sonno, e chi non al contrario invece non riesce a dormire durante la notte, ma la costante fra i vari resoconti è il cosiddetto "mal di TOR".
ricordo ancora la prima volta che è venuta fuori sta cosa, al termine della prima edizione. Giancarla Agostini, nota blogger e felice penna, descriveva appunto, anche sulle pagine di Spirito Trail magazine, la sua sindrome di Stendhal, la sua malinconia per il Tor.
...
ci vorrà un po' perché passi questa "sbornia" di emozioni, di montagna e di bellezza...
a titolo di testimonianza posso solo dire che da quando sono tornato a casa, tutte le notti, sogno di essere al Tor.
...
buona convalescenza a tutti i Tor-addicted
tutti gli anni chi partecipa al Tor, poi affronta i vari postumi che il Tor lascia dietro di sé...
c'è chi riferisce di non riuscire a riprendersi dal sonno, e chi non al contrario invece non riesce a dormire durante la notte, ma la costante fra i vari resoconti è il cosiddetto "mal di TOR".
ricordo ancora la prima volta che è venuta fuori sta cosa, al termine della prima edizione. Giancarla Agostini, nota blogger e felice penna, descriveva appunto, anche sulle pagine di Spirito Trail magazine, la sua sindrome di Stendhal, la sua malinconia per il Tor.
...
ci vorrà un po' perché passi questa "sbornia" di emozioni, di montagna e di bellezza...
a titolo di testimonianza posso solo dire che da quando sono tornato a casa, tutte le notti, sogno di essere al Tor.
...
buona convalescenza a tutti i Tor-addicted
Re: Tor des Geants (AO) 07-14.09.2014
da quando sono tornato non c'è stato giorno che io non abbia raccontato a qualcuno qualcosa riguardante il Tor.
..... E mi sono già informato per fare da volontario il prossimo anno!!!!
..... E mi sono già informato per fare da volontario il prossimo anno!!!!
- Mithrandir
- Messaggi: 196
- Iscritto il: 19/11/2013, 11:56
- Località: Milano
Re: Tor des Geants (AO) 07-14.09.2014
Ma ci si ammala così tanto ???
Bello...
c'è modo di essere contagiato ???
Ugo
Bello...
Ugo
Re: Tor des Geants (AO) 07-14.09.2014
Grazie Emme per aver riacceso la luce TOR, anche se in effetti dentro ciascuno di noi credo che una stella di queste dimensioni non si possa spegnere facilmente !
Capita ... capita spesso durante il giorno, magari nel bel mezzo di una riunione o inconsciamente durante la notte attraverso strani sogni di fare salti improvvisi al TOR. Flash-back di pochi secondi che lasciano una traccia, fanno rivivere emozioni, odori, sorrisi, persone, ma soprattutto natura e montagne.
Fortunatamente non ho avuto alcun problema di sonno e già al lunedi mattina in ufficio, claudicante fisicamente, ma lucido mentalmente, ho ripreso senza problemi il noioso "trail" della vita comune.
È innata nell'uomo la capacità di memorizzare e nel contempo di provare nostalgia per le esperienze un minimo traumatiche o comunque fuori dal comune (mentalmente o fisicamente). Fa parte del nostro subconscio ed è legato allo spirito di conservazione. Sono esperienze indelebili che in qualche modo ci insegnano qualcosa e ci segnano di quella strana nostalgia per ciò che non è di questo mondo vissuto nella vita comune.
Ancora 12 mesi, ma nel frattempo ci sono altre belle esperienze di trail da fare !
Capita ... capita spesso durante il giorno, magari nel bel mezzo di una riunione o inconsciamente durante la notte attraverso strani sogni di fare salti improvvisi al TOR. Flash-back di pochi secondi che lasciano una traccia, fanno rivivere emozioni, odori, sorrisi, persone, ma soprattutto natura e montagne.
Fortunatamente non ho avuto alcun problema di sonno e già al lunedi mattina in ufficio, claudicante fisicamente, ma lucido mentalmente, ho ripreso senza problemi il noioso "trail" della vita comune.
È innata nell'uomo la capacità di memorizzare e nel contempo di provare nostalgia per le esperienze un minimo traumatiche o comunque fuori dal comune (mentalmente o fisicamente). Fa parte del nostro subconscio ed è legato allo spirito di conservazione. Sono esperienze indelebili che in qualche modo ci insegnano qualcosa e ci segnano di quella strana nostalgia per ciò che non è di questo mondo vissuto nella vita comune.
Ancora 12 mesi, ma nel frattempo ci sono altre belle esperienze di trail da fare !
Re: Tor des Geants (AO) 07-14.09.2014
Una serie di racconti da aggiungere a quelli meravigliosi già letto qui.
http://www.irunfar.com/2014/09/voices-o ... eants.html
Lo so che fanno male per la voglia di partire che mettono ma lasciano belle emozioni
http://www.irunfar.com/2014/09/voices-o ... eants.html
Lo so che fanno male per la voglia di partire che mettono ma lasciano belle emozioni
Re: Tor des Geants (AO) 07-14.09.2014
yes! Grandissimi quelli di LOO!!! Perfino imbarazzanti per accoglienza e calore.
Altrettanto stratosferici a PERLOZ, con la banda, le torte salate e gli stuzzichini fatte dalle signore del paese.
Indimenticabili anche i pentoloni con pasta e minestre (sì, al plurale) calde a VARGNO
Altrettanto stratosferici a PERLOZ, con la banda, le torte salate e gli stuzzichini fatte dalle signore del paese.
Indimenticabili anche i pentoloni con pasta e minestre (sì, al plurale) calde a VARGNO
- muscolo del lario
- Messaggi: 79
- Iscritto il: 29/10/2013, 17:54
Tor De Geants 07/09/14 "Dario corre con i Muscoli del Lario"
TOR DES GEANTS Courmayeur 07 Settembre 14
IL GIORNO DEI GIGANTI
Sono sei mesi che i miei amici dei Muscoli del Lario (Fernando, Matteo, Riccardo e Ivano) ed io, aspettiamo questo gran giorno. E ’giunto il momento di aprire il mio regalo di Natale, come facevo da piccolo sotto l’albero.
I racconti della sorella Baci e di Ivano e poi di quelli di Massimo Tagliaferri e Ivan Zanchi, mi hanno inebriato e rapito e a gennaio in un attimo di lucida follia non ho saputo resistere alla tentazione di iscrivermi. Lucida Follia di Pazzi Sognatori ….
Seduto davanti al computer ho affidato al caso la mia sorte. Da allora mi sono impegnato giorno per giorno per farmi trovare pronto con i miei compagni, azzardando una scommessa con i nostri amici. Da marzo abbiamo percorso oltre 2000 km in montagna … Stica …
Cinque Muscoli, accompagnati dall’ inossidabile amica Hana (una vera dura) sono ora pronti per partire per la gara più affascinante, il TOR. Qui siamo all’Università del Trail …
Alla partenza ci sono i nostri compagni Walter, Ezio e Flavio e anche Dario il nostro capitano, un’enorme carica averli con noi.
Il Suo sorriso è la nostra forza, ha una brutta malattia, Atassia di Freidreich, ma interpreta lo spirito di un vero Muscolo “Mollare mai”…
Anche i nostri amici sono con noi, hanno accettato una scommessa: ad ogni km che riusciremo a percorrere verseranno un contributo a favore di Dario e del Suo progetto (Dario corre con i Muscoli)
“Chiamale se vuoi EMOZIONI”… Gli amici quando credono in te … una carica esplosiva…
Abbiamo raccolto per il progetto (http://www.imuscolidellario.it) oltre 10.000 € . Ora tocca a noi 5 non deludere e ne siamo consapevoli.
L’atmosfera di Courma è magica e ricorda quella di Chamonix dello scorso anno. Noi siamo in piena euforia, quella sensazione che ti stacca il cervello e non ti fa capire a cosa stai andando incontro. Perché se lo sapessi ….
Un ultimo saluto a Franca, Silvia, Giulio e Erika e partiamo tra una marea di gente festante per il nostro lungo viaggio, come sempre dal fondo del gruppo, perché lo spettacolo noi dei Muscoli lo vogliamo gustare al massimo.
Si sale subito, tutti in fila con droni e elicotteri che ci ronzano sulla testa in un cielo azzurro splendente. Ho la fortuna di incontrare Franz, al quale avevo parlato del nostro progetto e riesco a scambiare qualche impressione. Lo ritroverò ancora lungo il percorso con Daniela e in compagnia del mitiko Giovanni ..
La conquista del primo colle in questo clima di festa è agevole. Col Arp 2571 m
Luca e sorella Baci dopo averci salutato alla partenza, come promesso si fanno trovare sulla prima discesa e con loro corriamo fino a la Thuille, dove con enorme sorpresa ritroviamo prima Dario e poi tutti i nostri amici. Le sensazioni sono buone l’ambiente è festoso ma Luca mi mette subito in guardia: occhio alla prossima salita verso il Deffeyes, è veramente dura … Anche se Luca è un saggio, do’ poco peso alle Sue parole, l’abbraccio con Dario mi ha caricato e poi so che ci aspetterà di peggio durante il nostro viaggio.
Mi attardo al ristoro ed esco per ultimo del gruppo, inizio la salita e capisco che Luca aveva ragione. Il ristoro al Deffeyes è una conquista e urge mangiare x ritrovare le forze. Saluto il Cine (cugino dell’altra sponda del Lario) e riparto verso il Passo Alto 2856 e poi via verso Col di Crosatie 2. 828 dopo essere scesi al bivacco Promoud a ca 2000.
Il mitico passo Baccinelli è la irrinunciabile strategia annunciata, ma mi rendo conto che i ritmi qui sono molto più lenti, le salite sono più dure, bisognerà usare anche il 4 WD e le ridotte per avanzare e conquistare le cime.
Inizia la discesa e contestualmente il buio e arrivo da solo alla base di VALGRISENCHE dove ritrovo per la prima volta la mia amata borsa gialla che mi seguirà per tutta la gara.
Dò un’occhiata, ma nel casino generale nemmeno l’ombra degli altri. Riesco a mangiare qualche cosa di caldo sapendo che questa notte non dormirò… La preparazione dello zaino è un caos, le idee sono confuse e la paura di sbagliare è tanta. Apro e chiudo la borsa 6 volte, sono agitato e mi rendo conto che non posso commettere errori, mi aspettano altri 50 km molto duri. Mi separo finalmente a fatica dalla mia borsa con l’incubo di depositarla nel posto sbagliato e magari non più ritrovarla alla prossima base vita e riparto a notte fonda.
La concentrazione è al massimo e affronto subito la salita, è buio e anche se la luna piena mi fa compagnia inizio a rendermi conto che tutti i sentieri sono impegnativi e che le discese sono tecniche oltre misura. La nottata è da urlo anche se la luna piena ruba la scena alle stelle, ma non riesco a godere lo spettacolo per l’impegno che devo tenere sul percorso, la testa è sempre china.
Raggiungo con facilità la Fenetre Torrent 2840 ma mi inchiodo sulla discesa verso Notre Dame 1723, anche la salita verso il Col De Entrelor , che mi porta per la prima volta oltre i 3000 metri , mi conferma le buone sensazioni e come d’incanto arrivare per l’alba al Colle mi regala una fantastica emozione. Ma la discesa… è un vero calvario e … bisogna scendere fino a 1680 metri . Ormai è mattina, non c’è tempo per lamentarsi bisogna già pensare al Col du Loson 3298, il punto più alto del TOR.
La salita è lunghissima e il caldo si fa sentire per la prima volta. In molti rimangono senza acqua, tanti si fermano stremati sulla salita. Per fortuna energie e acqua non mancano, anzi riesco ad aiutare un concorrente disidratato. Finalmente raggiungo il colle, lo spettacolo è incantevole, ma il pensiero della discesa mi cattura ancora una volta tutti i pensieri e dopo aver scattato una foto dalla cima più alta della gara, riparto felice per aver messo un importante tassello nel mio viaggio.
Sono le 17.25 e sono finalmente a Cogne, fine della seconda tappa. Il magister intanto da casa mi aggiorna sulla gara degli altri e mi suona la carica, lui sarà la mia spalla per tutta la gara.
Urge dormire e fare una doccia. Riesco forse a dormire un’ora, le gambe sembrano impazzite una volta stese nella branda e così decido di fare un massaggio ai muscoli provati. Decisione azzeccata, 10 minuti e sembro rinato. Ritrovo anche i fratelli Teo e Fer , sono felice e decido di ripartire con loro per la terza tappa, la più corta e la più facile. Sono le 21.30, programmi rispettati!!
Io sto bene anche da solo ma devo dire che ritrovare i ragazzi mi tranquillizza soprattutto perché ci aspetta una nuova notte. Le prime due tappe sono state molto dure, direi al di sopra di qualsiasi previsione. Sono incazzato perché pensavo di trovare dei sentieri meno tecnici, ma qui siamo nel cuore delle montagne, siamo spesso sopra i 2800 …. Ambiente selvaggio, Corrado forza e coraggio mancano ancora 220 km, ricordati che sei fortunato ad essere qui ..
Fer E Teo in salita sono davvero impressionanti e francamente mi domando come faccio ad essere ancora con loro… mahhhhh mistero, la Baci da casa mi cinguetta “Trattorino”.
Comunque partono subito a manetta spingendo sui bastoni e saggiamente decido di salutarli anche se loro si fermano spesso ad aspettarmi. Passata la Fenetre de Champorcher 2826 inizia la lunghissima discesa e purtroppo arriva anche un temporale e quindi un pit stop volante x impermeabilizzarsi ..
Con il bagnato le mie difficoltà in discesa amplificano e l’equilibrio diventa difficile. Mi rendo conto di scendere con il freno a mano tirato, ho una paura folle per la mia caviglia ma per fortuna sono partito con i bastoncini. Arrivo finalmente solitario a Donnas di primo mattino sollevato di aver superato indenne la discesa, nel punto più basso del TOR 316 m. Vedo ancora i ragazzi e anche le loro facce sono molto preoccupate , siamo tutti sulla stessa barca … qui la montagna ti da tanto ma non ti regala niente, sempre occhi aperti, massimo rispetto …
Decido di fare una doccia mangiare riposare, fare il solito massaggio e leggere i tanti messaggi che arrivano. Mi ero imposto prima di partire di non leggere durante la gara e di rispondere solo al Magister, Totti e Lilla. Troppo alto il rischio di finire fuori strada in un burrone x leggere un messaggio.
Butto anche un occhio a facebook e rimango sorpreso dal seguito che stiamo avendo tra i nostri amici.
I ragazzi della clinica del CNR mi cercano nel salone per ricordarmi che devo sottopormi al test e quindi dedico un po’ di tempo anche a loro. Mi trovano bene e questo carica il morale.
Arriva anche Riky, anche lui visibilmente contrariato, ma un abbraccio tra di noi vale molto più di una carica di dinamite.
La quarta tappa viene descritta come la più dura… Mi concentro sulla tappa e decido di dividerla in due. Prima tappa fino al Rifugio Coda 2250 e poi giù fino a Gressoney, convinto che superato il Coda i giochi siano fatti.
La mia testa ormai è come quei vecchi calcolatori a schede che si usavano 30 anni fa quando ho iniziato a lavorare. Continuo a inserire nuove schede di nuovi programmi e far lavorare il cervellone che fa’ un baccano infernale…
Parto da solo, attraverso Pont Sant Martin e mi ritrovo sul ponte Romano. Non sono un fanatico di storia, ma dopo aver percorso 150 km, rimango colpito da quest’opera. Da qui passava la Via Francigena dal 800. E’ impressionante pensare a quante persone devono essere passate, sin dal tempo dei Romani per un lungo viaggio, questo ponte era il punto di passaggio tra la Francia e Roma. Quindi avanti senza lamentarsi !!!
Tra le vigne arroccate sui pendi, mi dirigo a Perloz, dove mi fanno una festa eccezionale (vorrei tornarci, gente stupenda) e passo spedito prima verso la Sassa e poi il Rifugio Coda. Devo dire che in salita “Sto proprio bene”…
Arrivo al rifugio sotto un temporale e decido di dormire due ore e mangiare “alla carta”, me lo merito, sono arrivato a metà percorso e poi nella mia testa … il più della tappa è fatto…
Mi svegliano, vorrei dormire ancora ma non si può, bisogna lasciare il posto ad altri concorrenti esausti e allora mi sistemo per ripartire e sorpreso trovo prima Fabrizio e poi il Riky.
Vedere Fabrizio è una grande gioia. L’anno scorso ci aveva aspettato a Courma con una birra e ci aveva portato bene, Talismano…
Ma quando cala la tensione ….
La seconda parte si rivela uno strazio. Una discesa durissima di quasi 20 km completamente nel fango. Per almeno tre ore non trovo nessuno, mi domando se la strada sia giusta, come sia possibile, non capisco. Non riesco a stare in piedi, cado e scivolo per oltre due metri un incubo e lo strapiombo è sempre al mio lato… Sono le 6 di mattina e sento partire l’elicottero due volte. Brutto segno, va a recuperare all’alba chi non è stato bene durante la notte. Mi vola sopra la testa, non ho voglia di salutare e i pensieri peggiorano. Trabucchi li chiama i sabotatori interni … ha ragione, bisogna scacciarli subito ..
All’improvviso, quando meno me l’aspetto sento una voce amica:il mio compagno Riky, l’ha portato un angelo, ci voleva. L’umore migliora subito. Ci guardiamo negli occhi e da questo momento saremo inseparabili…
Da Niel a Gressoney la strada è lunga ma con la compagnia di Riccardo sembra di volare e poi incontriamo Davide che è in cerca di Hana. Bello incontare gli amici in culo ai lupi …
Arriviamo a Gressoney molto stanchi, solito programma senza rinunciare al massaggio.
Vedo Fer e Teo stesi su una branda, mi avvicino ma dormono di brutto, stanno bene, mi viene spontaneo dare una carezza a Teino.
Ci fermiamo quasi 7 ore, ma sono ben spese e poi riusciamo ad evitare due forti temporali.
Usciamo dalla base vita che è buio pesto, Gressoney è bellissima, peccato non potersi fermare, anche qui voglio tornare presto.
Come al solito le salite scorrono come l’olio, e direi che l’ottima compagnia di Riky mitiga la fatica. Arriviamo a tarda notte al Rifugio Grand Tournalin, accompagnati da una splendida luna, che ci sembra quasi di poter accarezzare tanto quanto sembri vicina. La vista è da paura e il rifugio è veramente accogliente. Riky mangia mentre io mi sdraio su una panca a dormire. Tempo 30 minuti e sono pronto per ripartire. Ahhh i microsonni della Baci, che goduria !!! e io che non ci credevo …
Usciamo all’albeggiare e il panorama è splendido. Abbiamo la fortuna di vedere l’alba dal Col di Nannaz 2772. Incontriamo 2 ragazzi Gepy e Jean Claude con parapendio. Vogliono fare il TOR salendo le montagne a piedi e scendendo con il loro parapendio. Che invidia … il prossimo anno ne sentiremo sicuramente parlare, altri due amici più pazzi di noi..
Da qui lunghissima discesa fino a VALTOURNENCHE termine della tappa, sono le 10.01 e siamo di ottimo umore. Mangiamo senza neanche aprire la borsa e decidiamo di fare una doccia e un massaggio. Questa volta non dormiamo ma disperdiamo un sacco di tempo e sarà un errore che pagheremo caro nella tappa successiva.
Arriva Hana e capiamo subito che è messa male. Il ginocchio la tormenta dall’inizio ma lei non vuol mollare. Soffre terribilmente, cerco di convincerla ad abbandonare la gara, ma lei è una dura e non mi ascolterà… ma come posso criticarla per una scelta sbagliata di questo tipo??
Ripartiamo verso le 14 , sappiamo che ci aspetta una tappa selvaggia e che è fondamentale avanzare il più possibile verso Cuney prima che faccia buio.
Passiamo il le FENETRE DE TSAN 2738 e da qui inizia un percorso duro, immerso nella montagna dove non puoi distrarti un attimo. Le sensazioni sono buone, il ritmo è sostenuto e l’ambiente è magico. Come all’UTMB sono convinto di essere passato da qui, conosco i colori del cielo, i sassi e le cime, non è possibile ma mi piace terribilmente ..
Arriva il buio e ci troviamo ancora impegnati in quota in sentieri molto esposti. Si procede con la frontale in fila indiana a piccoli gruppetti in rigoroso silenzio e con la massima attenzione avvolti da un vento gelido. Ci sorpassa il mitico Gigi Riz,, ci saluta e si raccomanda di prestare molta attenzione a questo tratto di gara, impossibile seguire il suo passo, in pochi minuti diventa un puntino lontano. Una bella persona, mi faceva sorridere la sua storia ma qui mi incute un gran rispetto, SENATORE a vita!!
Arriviamo a Cuney 2652 stravolti e decidiamo di dormire un paio di ore e mangiare qualche cosa di caldo. La luna sta sorgendo come una palla infuocata dietro le cime e in lontananza si vede lampeggiare un temporale… Mi fermo e mi rendo conto di quanto sono fortunato ad assistere ad un simile spettacolo.
Il rifugio è gelido, ma sotto le coperte riusciamo a scaldarci. Tempo di addormentarci ed è già ora di svegliarsi nel cuore della notte, siamo ancora stanchi ma dobbiamo liberare le brande agli altri concorrenti.
Riprendiamo il nostro ritmo, siamo in quota e la fatica si moltiplica. Peccato passare da qui con il buio perché ho la sensazione di passare in un Paradiso. Arriviamo al Bivacco Clermont 2688. Un buco dove è in corso una festa. Siamo in tanti e non capisco come facciamo a starci tutti, l’euforia è a 1000 ed è un peccato dover ripartire.
La discesa è una “NEVER ENDING STORY” di brutto brutto brutto… Non aver dormito a Valtournenche è stato un errore, siamo cotti e ogni sasso diventa un’asperità. Il rumore del fiume in sottofondo è ormai un invito al sonno, la rugiada sull’erba viene illuminata dalla frontale e ti dà riflessi che ti abbagliano ti inebriano e ti confondono, le ombre delle piante proiettate dalle nostre frontali sembrano animarsi. Non parliamo, capiamo entrambi che è terribilmente dura e il viaggio sembra senza fine. Faccio una fatica terribile a mantenere la concentrazione e a controllare i sabotatori. Mi domando 1000 volte se la strada sia quella giusta e poi… mai ascoltare chi ti dice “manca poco”, “massimo 2km”, “ancora mezz’ora”…
Sono le 5.44, arriviamo a Oyace 1350 distrutti. Chiedo a Riky quanto vuol dormire, non mi risponde, insisto niente da fare è stralunato si addormenta direttamente su un panò di legno sotto la luce. Io lo seguo a ruota, decido che dormiremo per il tempo necessario, inutile discutere in queste condizioni, tutte le spie della zona comandi sono accese rosso fuoco.
Ma il nostro fisico ci stupisce ancora una volta. Abbiamo bisogno di almeno 24 ore di sonno , ma dopo meno di due ore scatta per entrambi la sveglia automatica. Forza ragazzi ci stanno aspettando.
Ripartiamo verso le 8.00 per Ollomont e subito affrontiamo COL BREUSON 2521. Per fortuna non fa caldo e la salita anche se dura la affrontiamo senza fatica. Ci fermiamo a brindare con i volontari del soccorso Alpino. Incredibile l’energia che ti trasmettono.
Sulla discesa verso Ollomont iniziamo a ridere come dei matti e dire un sacco di stupidate, ma ci facciamo anche tante confidenze.
Siamo ormai in vista della base quando ci troviamo di fronte Muscolo Walter.
Un amico che ti viene a trovare qui è una goduria, un emozione fantastica, una condivisione di fatica e di gioia, la testimonianza che per lui tu sei importante. Grande Walter, grandi Muscoli.
Lui conosce tutta la gara sulla carta, sa i tempi di passaggio, le quote delle montagne, i dislivelli + e quelli -, i nomi dei rifugi. C’è l’ha raccontata mille volte durante i nostri duri allenamenti.
Walter cazzo … è tutto molto di più di quello che ci hai raccontato, il prossimo anno tocca a te … I Suoi occhi brillano … anche lui ora aspetterà il suo turno..
Prima di salutarci ci aggiorna sulle condizioni dei ragazzi, Ivano ormai vede il traguardo e FERTEO avanzano con qualche ora di vantaggio su di noi. MAGNIFICO !!!
Entriamo a Ollomont 1361 alle 12.30, la giornata è splendida. La base vita non è un granché ma i volontari sono veramente SUPER.
Sul programma siamo concordi al 100%. Mangiare, massaggio e ripartire a razzo verso Courma, dormiremo quando farà buio., ci aspettano gli ultimi 50 km e D+ 3203. Una passeggiata….
Si parte subito in salita, questa volta la fatica si fa sentire e puntiamo diritti verso Col Champillon 2709. C’è il sole, ma l’aria è cambiata e per la prima volta dobbiamo coprirci bene.
Scendiamo fino a quando troviamo un rifugio gestito da una simpatica famiglia, ma prima i volontari cantando ci offrono del GNPY, loro sono l’anima del TOR ed è bello vedere quanto sono stanchi e quanto riescono a divertirsi.
Sembra di essere ad un banchetto reale, ci viene offerta carne alla griglia, polenta, polenta concia, mocetta, formaggio, salumi tipici, ravioli, birra e vino.
Si sta da Dio, fatico a schiodare Riky dalla tavola, ma si sta facendo buio e ci aspettano 11 km pianeggianti fino a Saint Rhemy 1616. Ma Riky… quanto mangi????
Il sentiero è veramente lungo e noioso, quando finalmente entriamo nel silenzio nel paese.
Sorpresa delle sorprese ci accolgono dei bambini che corrono verso di noi. Ne individuiamo 2 e li chiamiamo Colle e Perez… Sono orgogliosi, miglior complimento non potevamo fare e si vantano con gli altri. Altro che Totti e Del Piero, qui i valori sono altri e questa testimonianza dei bambini, spiega molto sui valori di questa terra.
Arriviamo nella base vita in un tripudio di gente che ci accoglie come eroi. Qui le batterie si ricaricano, l’autostima sale a 1000 e questa volta siamo noi gasati. Avere il rispetto dei Valdostani è tanta roba, Lo percepisci dagli sguardi, non serve dire niente. Inizio a percepire il vero valore di questo viaggio.
Ci portano di tutto ma il nostro desiderio è quello di dormire ancora prima di affrontare il Malatrà.
Ci concediamo due ore di sonno profondo finalmente al caldo.
Sveglia e via verso il rifugio Frassati 2540 base intermedia prima di arrivare al Malatrà.
Come sempre il nostro ritmo è buono e arriviamo senza difficoltà al rifugio, ma è notte fonda e ripartire subito per arrivare all’alba a Courma non è saggio. Decidiamo di dormire altre due ore. Perfetto ci alziamo veramente euforici e possiamo ripartire per l’ultimo sforzo verso il Malatrà 2934 per gli ultimi 400 metri di dislivello. La pendenza è tosta e le emozioni iniziano a scorrere impetuose. Riky mi chiama per gioire, ma non riesco a rispondere, sto piangendo…
Raggiungiamo il colle e ci uniamo in un abbraccio che non dimenticherò mai. Ci aspettano ancora Bertone e Bonatti ma me li ricordo bene dallo scorso anno all’UTMB, mangia e bevi bastardo. Albeggia e sua maestà il Bianco, illuminato dal sorgere del sole, ci regala altre emozioni.
Scorgiamo da lontano la classica andatura della Baci, appena siamo sicuri che sia lei, via di corsa e giù altro pianto. Sorella Baci è unica, le montagne se le è fatte tutte e averla qui è un'altra testimonianza di affetto. Sempre Muscoli siamo…
Come da programma studiato a tavolino con il Magister, io e Riky ci presentiamo a Courma verso le 10.
Il viaggio è ormai finito ma questo momento lo vogliamo gustare fino in fondo.
Arriva un messaggio che mi mette i brividi da Flavio Rock “Il Paradiso può attendere … perché non siete mai stati così vicini al cielo. Immensi”
Mi trovo davanti Sergio, Cristina e Martina, sono frastornato, li abbraccio non me lo aspettavo, appare poi Teo con Il Fede che mi corre in contro con la maglia dei Muscoli. Si Teo i Muscoli sono arrivati tutti, 5 su 5… siamo forti, il nostro capitano Dario e i nostri compagni saranno tutti orgogliosi e i nostri amici hanno tutti vinto la loro scommessa, felici di pagare per una causa giusta.
Entriamo a testa alta, fieri della nostra impresa, nella via principale e trovo anche il Fer, lo stringo e appena mi giro vedo la Cami. Ci speravo sul Malatrà ma mi sembrava uno di quei sogni impossibili avere al traguardo le mie figlie. La Totti è a scuola, ma avere la Cami è come averle tutte e due. Le lacrime non si fermano più, sono momenti che rimarranno impressi indelebilmente tutta la vita …
E per finire trovo anche la Cri, la mia super amica che vive per le montagne e che mi ha portato su tante cime, non poteva mancare, e poi Silvia e Franca. C’è anche Gigante Massimo, Lariano DOC, lui è arrivato da quasi 3 giorni, ottavo assoluto è li ad applaudire gli ultimi, quelli più felici. Mi piace questo mondo…
Piango, sono orgoglioso di avere degli amici così e posso tagliare il traguardo con orgoglio con la bandiera dei Muscoli e il mio amico Riky.
Missione compiuta, 144 ore di adrenalina pura.
Fatica, panorami, sguardi, amicizia, lacrime, condivisione, paura, amicizia, gioia… questo è il TOR, una centrifuga di emozioni che in una settimana ti lascia un segno indelebile nella tua vita.
SCIADAAAA
IL GIORNO DEI GIGANTI
Sono sei mesi che i miei amici dei Muscoli del Lario (Fernando, Matteo, Riccardo e Ivano) ed io, aspettiamo questo gran giorno. E ’giunto il momento di aprire il mio regalo di Natale, come facevo da piccolo sotto l’albero.
I racconti della sorella Baci e di Ivano e poi di quelli di Massimo Tagliaferri e Ivan Zanchi, mi hanno inebriato e rapito e a gennaio in un attimo di lucida follia non ho saputo resistere alla tentazione di iscrivermi. Lucida Follia di Pazzi Sognatori ….
Seduto davanti al computer ho affidato al caso la mia sorte. Da allora mi sono impegnato giorno per giorno per farmi trovare pronto con i miei compagni, azzardando una scommessa con i nostri amici. Da marzo abbiamo percorso oltre 2000 km in montagna … Stica …
Cinque Muscoli, accompagnati dall’ inossidabile amica Hana (una vera dura) sono ora pronti per partire per la gara più affascinante, il TOR. Qui siamo all’Università del Trail …
Alla partenza ci sono i nostri compagni Walter, Ezio e Flavio e anche Dario il nostro capitano, un’enorme carica averli con noi.
Il Suo sorriso è la nostra forza, ha una brutta malattia, Atassia di Freidreich, ma interpreta lo spirito di un vero Muscolo “Mollare mai”…
Anche i nostri amici sono con noi, hanno accettato una scommessa: ad ogni km che riusciremo a percorrere verseranno un contributo a favore di Dario e del Suo progetto (Dario corre con i Muscoli)
“Chiamale se vuoi EMOZIONI”… Gli amici quando credono in te … una carica esplosiva…
Abbiamo raccolto per il progetto (http://www.imuscolidellario.it) oltre 10.000 € . Ora tocca a noi 5 non deludere e ne siamo consapevoli.
L’atmosfera di Courma è magica e ricorda quella di Chamonix dello scorso anno. Noi siamo in piena euforia, quella sensazione che ti stacca il cervello e non ti fa capire a cosa stai andando incontro. Perché se lo sapessi ….
Un ultimo saluto a Franca, Silvia, Giulio e Erika e partiamo tra una marea di gente festante per il nostro lungo viaggio, come sempre dal fondo del gruppo, perché lo spettacolo noi dei Muscoli lo vogliamo gustare al massimo.
Si sale subito, tutti in fila con droni e elicotteri che ci ronzano sulla testa in un cielo azzurro splendente. Ho la fortuna di incontrare Franz, al quale avevo parlato del nostro progetto e riesco a scambiare qualche impressione. Lo ritroverò ancora lungo il percorso con Daniela e in compagnia del mitiko Giovanni ..
La conquista del primo colle in questo clima di festa è agevole. Col Arp 2571 m
Luca e sorella Baci dopo averci salutato alla partenza, come promesso si fanno trovare sulla prima discesa e con loro corriamo fino a la Thuille, dove con enorme sorpresa ritroviamo prima Dario e poi tutti i nostri amici. Le sensazioni sono buone l’ambiente è festoso ma Luca mi mette subito in guardia: occhio alla prossima salita verso il Deffeyes, è veramente dura … Anche se Luca è un saggio, do’ poco peso alle Sue parole, l’abbraccio con Dario mi ha caricato e poi so che ci aspetterà di peggio durante il nostro viaggio.
Mi attardo al ristoro ed esco per ultimo del gruppo, inizio la salita e capisco che Luca aveva ragione. Il ristoro al Deffeyes è una conquista e urge mangiare x ritrovare le forze. Saluto il Cine (cugino dell’altra sponda del Lario) e riparto verso il Passo Alto 2856 e poi via verso Col di Crosatie 2. 828 dopo essere scesi al bivacco Promoud a ca 2000.
Il mitico passo Baccinelli è la irrinunciabile strategia annunciata, ma mi rendo conto che i ritmi qui sono molto più lenti, le salite sono più dure, bisognerà usare anche il 4 WD e le ridotte per avanzare e conquistare le cime.
Inizia la discesa e contestualmente il buio e arrivo da solo alla base di VALGRISENCHE dove ritrovo per la prima volta la mia amata borsa gialla che mi seguirà per tutta la gara.
Dò un’occhiata, ma nel casino generale nemmeno l’ombra degli altri. Riesco a mangiare qualche cosa di caldo sapendo che questa notte non dormirò… La preparazione dello zaino è un caos, le idee sono confuse e la paura di sbagliare è tanta. Apro e chiudo la borsa 6 volte, sono agitato e mi rendo conto che non posso commettere errori, mi aspettano altri 50 km molto duri. Mi separo finalmente a fatica dalla mia borsa con l’incubo di depositarla nel posto sbagliato e magari non più ritrovarla alla prossima base vita e riparto a notte fonda.
La concentrazione è al massimo e affronto subito la salita, è buio e anche se la luna piena mi fa compagnia inizio a rendermi conto che tutti i sentieri sono impegnativi e che le discese sono tecniche oltre misura. La nottata è da urlo anche se la luna piena ruba la scena alle stelle, ma non riesco a godere lo spettacolo per l’impegno che devo tenere sul percorso, la testa è sempre china.
Raggiungo con facilità la Fenetre Torrent 2840 ma mi inchiodo sulla discesa verso Notre Dame 1723, anche la salita verso il Col De Entrelor , che mi porta per la prima volta oltre i 3000 metri , mi conferma le buone sensazioni e come d’incanto arrivare per l’alba al Colle mi regala una fantastica emozione. Ma la discesa… è un vero calvario e … bisogna scendere fino a 1680 metri . Ormai è mattina, non c’è tempo per lamentarsi bisogna già pensare al Col du Loson 3298, il punto più alto del TOR.
La salita è lunghissima e il caldo si fa sentire per la prima volta. In molti rimangono senza acqua, tanti si fermano stremati sulla salita. Per fortuna energie e acqua non mancano, anzi riesco ad aiutare un concorrente disidratato. Finalmente raggiungo il colle, lo spettacolo è incantevole, ma il pensiero della discesa mi cattura ancora una volta tutti i pensieri e dopo aver scattato una foto dalla cima più alta della gara, riparto felice per aver messo un importante tassello nel mio viaggio.
Sono le 17.25 e sono finalmente a Cogne, fine della seconda tappa. Il magister intanto da casa mi aggiorna sulla gara degli altri e mi suona la carica, lui sarà la mia spalla per tutta la gara.
Urge dormire e fare una doccia. Riesco forse a dormire un’ora, le gambe sembrano impazzite una volta stese nella branda e così decido di fare un massaggio ai muscoli provati. Decisione azzeccata, 10 minuti e sembro rinato. Ritrovo anche i fratelli Teo e Fer , sono felice e decido di ripartire con loro per la terza tappa, la più corta e la più facile. Sono le 21.30, programmi rispettati!!
Io sto bene anche da solo ma devo dire che ritrovare i ragazzi mi tranquillizza soprattutto perché ci aspetta una nuova notte. Le prime due tappe sono state molto dure, direi al di sopra di qualsiasi previsione. Sono incazzato perché pensavo di trovare dei sentieri meno tecnici, ma qui siamo nel cuore delle montagne, siamo spesso sopra i 2800 …. Ambiente selvaggio, Corrado forza e coraggio mancano ancora 220 km, ricordati che sei fortunato ad essere qui ..
Fer E Teo in salita sono davvero impressionanti e francamente mi domando come faccio ad essere ancora con loro… mahhhhh mistero, la Baci da casa mi cinguetta “Trattorino”.
Comunque partono subito a manetta spingendo sui bastoni e saggiamente decido di salutarli anche se loro si fermano spesso ad aspettarmi. Passata la Fenetre de Champorcher 2826 inizia la lunghissima discesa e purtroppo arriva anche un temporale e quindi un pit stop volante x impermeabilizzarsi ..
Con il bagnato le mie difficoltà in discesa amplificano e l’equilibrio diventa difficile. Mi rendo conto di scendere con il freno a mano tirato, ho una paura folle per la mia caviglia ma per fortuna sono partito con i bastoncini. Arrivo finalmente solitario a Donnas di primo mattino sollevato di aver superato indenne la discesa, nel punto più basso del TOR 316 m. Vedo ancora i ragazzi e anche le loro facce sono molto preoccupate , siamo tutti sulla stessa barca … qui la montagna ti da tanto ma non ti regala niente, sempre occhi aperti, massimo rispetto …
Decido di fare una doccia mangiare riposare, fare il solito massaggio e leggere i tanti messaggi che arrivano. Mi ero imposto prima di partire di non leggere durante la gara e di rispondere solo al Magister, Totti e Lilla. Troppo alto il rischio di finire fuori strada in un burrone x leggere un messaggio.
Butto anche un occhio a facebook e rimango sorpreso dal seguito che stiamo avendo tra i nostri amici.
I ragazzi della clinica del CNR mi cercano nel salone per ricordarmi che devo sottopormi al test e quindi dedico un po’ di tempo anche a loro. Mi trovano bene e questo carica il morale.
Arriva anche Riky, anche lui visibilmente contrariato, ma un abbraccio tra di noi vale molto più di una carica di dinamite.
La quarta tappa viene descritta come la più dura… Mi concentro sulla tappa e decido di dividerla in due. Prima tappa fino al Rifugio Coda 2250 e poi giù fino a Gressoney, convinto che superato il Coda i giochi siano fatti.
La mia testa ormai è come quei vecchi calcolatori a schede che si usavano 30 anni fa quando ho iniziato a lavorare. Continuo a inserire nuove schede di nuovi programmi e far lavorare il cervellone che fa’ un baccano infernale…
Parto da solo, attraverso Pont Sant Martin e mi ritrovo sul ponte Romano. Non sono un fanatico di storia, ma dopo aver percorso 150 km, rimango colpito da quest’opera. Da qui passava la Via Francigena dal 800. E’ impressionante pensare a quante persone devono essere passate, sin dal tempo dei Romani per un lungo viaggio, questo ponte era il punto di passaggio tra la Francia e Roma. Quindi avanti senza lamentarsi !!!
Tra le vigne arroccate sui pendi, mi dirigo a Perloz, dove mi fanno una festa eccezionale (vorrei tornarci, gente stupenda) e passo spedito prima verso la Sassa e poi il Rifugio Coda. Devo dire che in salita “Sto proprio bene”…
Arrivo al rifugio sotto un temporale e decido di dormire due ore e mangiare “alla carta”, me lo merito, sono arrivato a metà percorso e poi nella mia testa … il più della tappa è fatto…
Mi svegliano, vorrei dormire ancora ma non si può, bisogna lasciare il posto ad altri concorrenti esausti e allora mi sistemo per ripartire e sorpreso trovo prima Fabrizio e poi il Riky.
Vedere Fabrizio è una grande gioia. L’anno scorso ci aveva aspettato a Courma con una birra e ci aveva portato bene, Talismano…
Ma quando cala la tensione ….
La seconda parte si rivela uno strazio. Una discesa durissima di quasi 20 km completamente nel fango. Per almeno tre ore non trovo nessuno, mi domando se la strada sia giusta, come sia possibile, non capisco. Non riesco a stare in piedi, cado e scivolo per oltre due metri un incubo e lo strapiombo è sempre al mio lato… Sono le 6 di mattina e sento partire l’elicottero due volte. Brutto segno, va a recuperare all’alba chi non è stato bene durante la notte. Mi vola sopra la testa, non ho voglia di salutare e i pensieri peggiorano. Trabucchi li chiama i sabotatori interni … ha ragione, bisogna scacciarli subito ..
All’improvviso, quando meno me l’aspetto sento una voce amica:il mio compagno Riky, l’ha portato un angelo, ci voleva. L’umore migliora subito. Ci guardiamo negli occhi e da questo momento saremo inseparabili…
Da Niel a Gressoney la strada è lunga ma con la compagnia di Riccardo sembra di volare e poi incontriamo Davide che è in cerca di Hana. Bello incontare gli amici in culo ai lupi …
Arriviamo a Gressoney molto stanchi, solito programma senza rinunciare al massaggio.
Vedo Fer e Teo stesi su una branda, mi avvicino ma dormono di brutto, stanno bene, mi viene spontaneo dare una carezza a Teino.
Ci fermiamo quasi 7 ore, ma sono ben spese e poi riusciamo ad evitare due forti temporali.
Usciamo dalla base vita che è buio pesto, Gressoney è bellissima, peccato non potersi fermare, anche qui voglio tornare presto.
Come al solito le salite scorrono come l’olio, e direi che l’ottima compagnia di Riky mitiga la fatica. Arriviamo a tarda notte al Rifugio Grand Tournalin, accompagnati da una splendida luna, che ci sembra quasi di poter accarezzare tanto quanto sembri vicina. La vista è da paura e il rifugio è veramente accogliente. Riky mangia mentre io mi sdraio su una panca a dormire. Tempo 30 minuti e sono pronto per ripartire. Ahhh i microsonni della Baci, che goduria !!! e io che non ci credevo …
Usciamo all’albeggiare e il panorama è splendido. Abbiamo la fortuna di vedere l’alba dal Col di Nannaz 2772. Incontriamo 2 ragazzi Gepy e Jean Claude con parapendio. Vogliono fare il TOR salendo le montagne a piedi e scendendo con il loro parapendio. Che invidia … il prossimo anno ne sentiremo sicuramente parlare, altri due amici più pazzi di noi..
Da qui lunghissima discesa fino a VALTOURNENCHE termine della tappa, sono le 10.01 e siamo di ottimo umore. Mangiamo senza neanche aprire la borsa e decidiamo di fare una doccia e un massaggio. Questa volta non dormiamo ma disperdiamo un sacco di tempo e sarà un errore che pagheremo caro nella tappa successiva.
Arriva Hana e capiamo subito che è messa male. Il ginocchio la tormenta dall’inizio ma lei non vuol mollare. Soffre terribilmente, cerco di convincerla ad abbandonare la gara, ma lei è una dura e non mi ascolterà… ma come posso criticarla per una scelta sbagliata di questo tipo??
Ripartiamo verso le 14 , sappiamo che ci aspetta una tappa selvaggia e che è fondamentale avanzare il più possibile verso Cuney prima che faccia buio.
Passiamo il le FENETRE DE TSAN 2738 e da qui inizia un percorso duro, immerso nella montagna dove non puoi distrarti un attimo. Le sensazioni sono buone, il ritmo è sostenuto e l’ambiente è magico. Come all’UTMB sono convinto di essere passato da qui, conosco i colori del cielo, i sassi e le cime, non è possibile ma mi piace terribilmente ..
Arriva il buio e ci troviamo ancora impegnati in quota in sentieri molto esposti. Si procede con la frontale in fila indiana a piccoli gruppetti in rigoroso silenzio e con la massima attenzione avvolti da un vento gelido. Ci sorpassa il mitico Gigi Riz,, ci saluta e si raccomanda di prestare molta attenzione a questo tratto di gara, impossibile seguire il suo passo, in pochi minuti diventa un puntino lontano. Una bella persona, mi faceva sorridere la sua storia ma qui mi incute un gran rispetto, SENATORE a vita!!
Arriviamo a Cuney 2652 stravolti e decidiamo di dormire un paio di ore e mangiare qualche cosa di caldo. La luna sta sorgendo come una palla infuocata dietro le cime e in lontananza si vede lampeggiare un temporale… Mi fermo e mi rendo conto di quanto sono fortunato ad assistere ad un simile spettacolo.
Il rifugio è gelido, ma sotto le coperte riusciamo a scaldarci. Tempo di addormentarci ed è già ora di svegliarsi nel cuore della notte, siamo ancora stanchi ma dobbiamo liberare le brande agli altri concorrenti.
Riprendiamo il nostro ritmo, siamo in quota e la fatica si moltiplica. Peccato passare da qui con il buio perché ho la sensazione di passare in un Paradiso. Arriviamo al Bivacco Clermont 2688. Un buco dove è in corso una festa. Siamo in tanti e non capisco come facciamo a starci tutti, l’euforia è a 1000 ed è un peccato dover ripartire.
La discesa è una “NEVER ENDING STORY” di brutto brutto brutto… Non aver dormito a Valtournenche è stato un errore, siamo cotti e ogni sasso diventa un’asperità. Il rumore del fiume in sottofondo è ormai un invito al sonno, la rugiada sull’erba viene illuminata dalla frontale e ti dà riflessi che ti abbagliano ti inebriano e ti confondono, le ombre delle piante proiettate dalle nostre frontali sembrano animarsi. Non parliamo, capiamo entrambi che è terribilmente dura e il viaggio sembra senza fine. Faccio una fatica terribile a mantenere la concentrazione e a controllare i sabotatori. Mi domando 1000 volte se la strada sia quella giusta e poi… mai ascoltare chi ti dice “manca poco”, “massimo 2km”, “ancora mezz’ora”…
Sono le 5.44, arriviamo a Oyace 1350 distrutti. Chiedo a Riky quanto vuol dormire, non mi risponde, insisto niente da fare è stralunato si addormenta direttamente su un panò di legno sotto la luce. Io lo seguo a ruota, decido che dormiremo per il tempo necessario, inutile discutere in queste condizioni, tutte le spie della zona comandi sono accese rosso fuoco.
Ma il nostro fisico ci stupisce ancora una volta. Abbiamo bisogno di almeno 24 ore di sonno , ma dopo meno di due ore scatta per entrambi la sveglia automatica. Forza ragazzi ci stanno aspettando.
Ripartiamo verso le 8.00 per Ollomont e subito affrontiamo COL BREUSON 2521. Per fortuna non fa caldo e la salita anche se dura la affrontiamo senza fatica. Ci fermiamo a brindare con i volontari del soccorso Alpino. Incredibile l’energia che ti trasmettono.
Sulla discesa verso Ollomont iniziamo a ridere come dei matti e dire un sacco di stupidate, ma ci facciamo anche tante confidenze.
Siamo ormai in vista della base quando ci troviamo di fronte Muscolo Walter.
Un amico che ti viene a trovare qui è una goduria, un emozione fantastica, una condivisione di fatica e di gioia, la testimonianza che per lui tu sei importante. Grande Walter, grandi Muscoli.
Lui conosce tutta la gara sulla carta, sa i tempi di passaggio, le quote delle montagne, i dislivelli + e quelli -, i nomi dei rifugi. C’è l’ha raccontata mille volte durante i nostri duri allenamenti.
Walter cazzo … è tutto molto di più di quello che ci hai raccontato, il prossimo anno tocca a te … I Suoi occhi brillano … anche lui ora aspetterà il suo turno..
Prima di salutarci ci aggiorna sulle condizioni dei ragazzi, Ivano ormai vede il traguardo e FERTEO avanzano con qualche ora di vantaggio su di noi. MAGNIFICO !!!
Entriamo a Ollomont 1361 alle 12.30, la giornata è splendida. La base vita non è un granché ma i volontari sono veramente SUPER.
Sul programma siamo concordi al 100%. Mangiare, massaggio e ripartire a razzo verso Courma, dormiremo quando farà buio., ci aspettano gli ultimi 50 km e D+ 3203. Una passeggiata….
Si parte subito in salita, questa volta la fatica si fa sentire e puntiamo diritti verso Col Champillon 2709. C’è il sole, ma l’aria è cambiata e per la prima volta dobbiamo coprirci bene.
Scendiamo fino a quando troviamo un rifugio gestito da una simpatica famiglia, ma prima i volontari cantando ci offrono del GNPY, loro sono l’anima del TOR ed è bello vedere quanto sono stanchi e quanto riescono a divertirsi.
Sembra di essere ad un banchetto reale, ci viene offerta carne alla griglia, polenta, polenta concia, mocetta, formaggio, salumi tipici, ravioli, birra e vino.
Si sta da Dio, fatico a schiodare Riky dalla tavola, ma si sta facendo buio e ci aspettano 11 km pianeggianti fino a Saint Rhemy 1616. Ma Riky… quanto mangi????
Il sentiero è veramente lungo e noioso, quando finalmente entriamo nel silenzio nel paese.
Sorpresa delle sorprese ci accolgono dei bambini che corrono verso di noi. Ne individuiamo 2 e li chiamiamo Colle e Perez… Sono orgogliosi, miglior complimento non potevamo fare e si vantano con gli altri. Altro che Totti e Del Piero, qui i valori sono altri e questa testimonianza dei bambini, spiega molto sui valori di questa terra.
Arriviamo nella base vita in un tripudio di gente che ci accoglie come eroi. Qui le batterie si ricaricano, l’autostima sale a 1000 e questa volta siamo noi gasati. Avere il rispetto dei Valdostani è tanta roba, Lo percepisci dagli sguardi, non serve dire niente. Inizio a percepire il vero valore di questo viaggio.
Ci portano di tutto ma il nostro desiderio è quello di dormire ancora prima di affrontare il Malatrà.
Ci concediamo due ore di sonno profondo finalmente al caldo.
Sveglia e via verso il rifugio Frassati 2540 base intermedia prima di arrivare al Malatrà.
Come sempre il nostro ritmo è buono e arriviamo senza difficoltà al rifugio, ma è notte fonda e ripartire subito per arrivare all’alba a Courma non è saggio. Decidiamo di dormire altre due ore. Perfetto ci alziamo veramente euforici e possiamo ripartire per l’ultimo sforzo verso il Malatrà 2934 per gli ultimi 400 metri di dislivello. La pendenza è tosta e le emozioni iniziano a scorrere impetuose. Riky mi chiama per gioire, ma non riesco a rispondere, sto piangendo…
Raggiungiamo il colle e ci uniamo in un abbraccio che non dimenticherò mai. Ci aspettano ancora Bertone e Bonatti ma me li ricordo bene dallo scorso anno all’UTMB, mangia e bevi bastardo. Albeggia e sua maestà il Bianco, illuminato dal sorgere del sole, ci regala altre emozioni.
Scorgiamo da lontano la classica andatura della Baci, appena siamo sicuri che sia lei, via di corsa e giù altro pianto. Sorella Baci è unica, le montagne se le è fatte tutte e averla qui è un'altra testimonianza di affetto. Sempre Muscoli siamo…
Come da programma studiato a tavolino con il Magister, io e Riky ci presentiamo a Courma verso le 10.
Il viaggio è ormai finito ma questo momento lo vogliamo gustare fino in fondo.
Arriva un messaggio che mi mette i brividi da Flavio Rock “Il Paradiso può attendere … perché non siete mai stati così vicini al cielo. Immensi”
Mi trovo davanti Sergio, Cristina e Martina, sono frastornato, li abbraccio non me lo aspettavo, appare poi Teo con Il Fede che mi corre in contro con la maglia dei Muscoli. Si Teo i Muscoli sono arrivati tutti, 5 su 5… siamo forti, il nostro capitano Dario e i nostri compagni saranno tutti orgogliosi e i nostri amici hanno tutti vinto la loro scommessa, felici di pagare per una causa giusta.
Entriamo a testa alta, fieri della nostra impresa, nella via principale e trovo anche il Fer, lo stringo e appena mi giro vedo la Cami. Ci speravo sul Malatrà ma mi sembrava uno di quei sogni impossibili avere al traguardo le mie figlie. La Totti è a scuola, ma avere la Cami è come averle tutte e due. Le lacrime non si fermano più, sono momenti che rimarranno impressi indelebilmente tutta la vita …
E per finire trovo anche la Cri, la mia super amica che vive per le montagne e che mi ha portato su tante cime, non poteva mancare, e poi Silvia e Franca. C’è anche Gigante Massimo, Lariano DOC, lui è arrivato da quasi 3 giorni, ottavo assoluto è li ad applaudire gli ultimi, quelli più felici. Mi piace questo mondo…
Piango, sono orgoglioso di avere degli amici così e posso tagliare il traguardo con orgoglio con la bandiera dei Muscoli e il mio amico Riky.
Missione compiuta, 144 ore di adrenalina pura.
Fatica, panorami, sguardi, amicizia, lacrime, condivisione, paura, amicizia, gioia… questo è il TOR, una centrifuga di emozioni che in una settimana ti lascia un segno indelebile nella tua vita.
SCIADAAAA
Re: Tor des Geants (AO) 07-14.09.2014
Complimenti.....GRANDE....
stupendo........mi hai fatto emozionare.!!
stupendo........mi hai fatto emozionare.!!