Le Vie di San Francesco (Tr) 03.10.2015
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La sezione "News" confluisce in "Gare Trail", che raccoglierà sia le anteprime sia le cronache
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Michele Subiaco
- Messaggi: 98
- Iscritto il: 13/04/2015, 11:07
Le Vie di San Francesco (Tr) 03.10.2015
Mi sono iscritto alla gara lunga e mi piacerebbe conoscere che mi accompagnerà in questa lunga avventura.
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fedroillupo
- Messaggi: 282
- Iscritto il: 30/07/2014, 17:32
Re: Le Vie di San Francesco (Tr) 03.10.2015
Io mi sto per iscrivere alla media.
Primo ultra, molto emozionato.
Sapete dove si possono trovare le tracce gpx con i ristori?
Io ho trovato solo un'immagine dell'altimetria e una del percorso.
Primo ultra, molto emozionato.
Sapete dove si possono trovare le tracce gpx con i ristori?
Io ho trovato solo un'immagine dell'altimetria e una del percorso.
Re: Le Vie di San Francesco (Tr) 03.10.2015
Io lunga!!! (Speriamo in bene
))
La traccia gpx non l'ho trovata neanch'io, ma gli organizzatori sono super disponibili, prova a scrivergli per mail
La traccia gpx non l'ho trovata neanch'io, ma gli organizzatori sono super disponibili, prova a scrivergli per mail
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transiberiana
- Messaggi: 104
- Iscritto il: 19/10/2013, 16:59
Re: Le Vie di San Francesco (Tr) 03.10.2015
salve, il sito non sarà il massimo ma una cosa è certa... il calore e l'organizzazione di questa gara sono unici, ristori "come se nn ci fosse un domani" e pasta party finale uguale... una gara che merita!
se posso tornero da raffaello e la lilia con molto piacere!
se posso tornero da raffaello e la lilia con molto piacere!
Re: Le Vie di San Francesco (Tr) 03.10.2015
Questa é la corsa ideale per chi vuole provare ad arrivare ai 100! L'organizzazione é fantastica.
Re: Le Vie di San Francesco (Tr) 03.10.2015
Ciao a tutti,
mi permetto anche io di scrivere relativamente a questo trail, che mi vedrà partecipare per
la terza volta consecutiva sulla lunga distanza.
Gli scorsi anni mi sono cimentato sulla distanza dei 130 km e poi dei 175 km.
È una gara che per me merita tantissimo, in primo luogo perché chi la organizza ci mette davvero
Il cuore e si vede, in secondo luogo perché il “viaggio” merita davvero e non solo per la bellezza naturalistica,
ma anche per i paesini che si attraversano che conservano ancora un fascino d’altri tempi.
Rimane una delle mie gare preferite che secondo me non viene considerata nella dovuta maniera,
a chi è titubante dico di provarla perché non si pentirà della scelta.
Divertitevi!
mi permetto anche io di scrivere relativamente a questo trail, che mi vedrà partecipare per
la terza volta consecutiva sulla lunga distanza.
Gli scorsi anni mi sono cimentato sulla distanza dei 130 km e poi dei 175 km.
È una gara che per me merita tantissimo, in primo luogo perché chi la organizza ci mette davvero
Il cuore e si vede, in secondo luogo perché il “viaggio” merita davvero e non solo per la bellezza naturalistica,
ma anche per i paesini che si attraversano che conservano ancora un fascino d’altri tempi.
Rimane una delle mie gare preferite che secondo me non viene considerata nella dovuta maniera,
a chi è titubante dico di provarla perché non si pentirà della scelta.
Divertitevi!
Re: Le Vie di San Francesco (Tr) 03.10.2015
Quest'anno sono stato in vacanza in Umbria e mi sono innamorato di quelle terre.
Prima o poi mi piacerebbe fare questo trail ma non essendo appassionato di montagna chiedo a chi l'ha fatta com' è il percorso, se cioè è montano con salite sassose e discese tecniche oppure se è soprattutto sterrato. Com'è il dislivello?
Grazie per le informazioni.
Prima o poi mi piacerebbe fare questo trail ma non essendo appassionato di montagna chiedo a chi l'ha fatta com' è il percorso, se cioè è montano con salite sassose e discese tecniche oppure se è soprattutto sterrato. Com'è il dislivello?
Grazie per le informazioni.
- BARTOLINI ENRICO
- Messaggi: 111
- Iscritto il: 11/11/2010, 20:43
- Località: Capraia e Limite
Re: Le Vie di San Francesco (Tr) 03.10.2015
Ciao a tutti, rispondo a Dodo1988.
Il tracciato dell'anno scorso non era particolarmente difficile, molte strade bianche, un po' di asfalto che credo quest'anno sia stato diminuito. Non mi ricordo di salite impossibili, il dislivello che era spalmato sui 175km ne è la prova.
Come dice Spenk ritengo questa l'occasione ideale per provarsi su una distanza lunga beneficiando del "clima" rilassato che si respira e della bellezza dei luoghi attraversati.
Giusta anche l'osservazione di Transiberiana: la passione di chi organizza non traspare dal sito, ma sarà evidente già all'arrivo ad Attigliano.
L'anno scorso è andata così (è un resoconto fatto per un giornale locale, ho dovuto anche spiegare un po' cosa è un trail, spiegazione che qui non è certo necessaria...)
Il 10/11 Ottobre ho partecipato all'Ultra Trail Le Vie di San Francesco ad Attigliano (TR).
Si tratta di una corsa su sentieri di 174Km con un dislivello da affrontare di 7100 metri. E' obbligatorio che ognuno abbia nello zaino un litro di acqua, qualcosa da mangiare, una giacca in caso di brutto tempo, la lampada frontale perché la strada è lunga e ci sarà da affrontare anche la notte.
Siamo in 150, partiamo alle 10 del mattino.
I sentieri sono belli, non particolarmente difficili, seguiamo le frecce che l'organizzazione ha lasciato lungo il percorso.
Ogni tanto troviamo dei ristori dove mi fermo per mangiare qualcosa e per bere visto che fa molto caldo. Noto che a tutti i ristori c'è un signore gentilissimo che mi aiuta sempre a riempire le borracce, lo ringrazio, saluto e riparto.
La gara prosegue tranquilla fino al km 80, dove è previsto un ristoro più corposo: un ristorante ha preparato per noi una bella cenetta. Sono le 19,00 i passaggi continueranno per tutta la notte e tutti troveranno la stessa magnifica ospitalità.
Seduto ad un tavolo, intento a mangiare il mio piatto di pasta, mi dicono che prima di me è passato un solo concorrente.
Sono secondo! Sentivo di andare bene, ma non immaginavo così tanto.
Quando riparto si è fatto buio, accendo la frontale e riprendo il sentiero scomparendo nel bosco. Una volta trovarsi solo di notte su una stradina alla sola luce della lampada che mi metto sulla testa mi dava un po' di angoscia, ora quella sensazione di pace la cerco.
Dopo qualche chilometro vedo davanti a me la fioca luce di chi mi precede. Ecco, mi dico, quello è il "primo posto", se lo vuoi, devi andare a prenderlo. Mi rendo conto che quella luce rimane lontana quando c'è salita, ma riesco ad avvicinarla quando la strada è più facile.
Ce la faccio, lo raggiungo ad un ristoro. Lo guardo in faccia... accidenti è solo un ragazzo (scoprirò poi che ha 29 anni) e invece la mia barba bianca non nasconde certo i miei 51 anni. Peggio ancora! Ha un accento del Nord. Ecco perché in salita va come un treno, è abituato alle Alpi e le mie colline niente possono al loro confronto. Profitto di nuovo del signore che mi riempie le borracce e riparto con la ferrea intenzione di vendere cara la pelle. Continuiamo a superarci: lui in salita e quando il sentiero si fa più tecnico, io passo avanti quando la strada spiana.
Succede che mi prende qualche centinaio di metri, nella boscaglia non vedo più la luce della sua frontale, arrivo al ristoro successivo e... quel gentilissimo signore mi si avvicina e mi chiede «Dov'è Alessandro?». Scopro che si chiama Alessandro, ma soprattutto scopro che quel signore è il padre. Mi sto battendo con suo figlio e lui mi aiuta a tutti i ristori, a tutti!!
Crolla in me ogni spirito agonistico, gli dico che era davanti a me e, se non è passato, probabilmente si è perso. Gli dico che lo rintracci col telefono e che gli dica che lo aspetterò. E' notte fonda, fa freddo, corriamo da 15 ore, non posso fermarmi rischio di non riuscire più a ripartire, ma andrò piano piano aspettando che mi raggiunga. Non intendo vincere perché l'altro si è perso. Gli dico che lo aspetterò a costo di fermarmi ad un metro dal traguardo.
Mi giro continuamente per vedere se scorgo la sua luce, ma niente. Poi, forse proprio a causa di questo continuo voltarsi, non vedo una freccia e sbaglio strada anche io. Dopo qualche minuto il sentiero che sto percorrendo termina su una strada asfaltata, ma non c'è nessuna indicazione su quale direzione devo prendere: chiaro segnale che ho sbagliato. Torno indietro per trovare dove c'è stato l'errore e dopo qualche centinaio di metri vedo il fascio luminoso di Alessandro. Lo chiamo, mi sente e mi raggiunge. Mi dice che suo padre gli ha detto tutto, per quanto lo riguarda la gara fra noi finisce lì, arriveremo insieme, dovremo solo stare attenti a non essere raggiunti dal terzo.
Mi fa strada in salita, io passo avanti nei tratti pianeggianti e cerco di "disegnare" le traiettorie migliori. Lo so fare, ho un passato da stradista. Passano gli ultimi chilometri, le ultime ore, condividiamo la fatica, incassiamo i complimenti degli atleti che stanno portando a termine la corta ("solo" 100Km). Intanto è arrivata l'alba, arriviamo mano nella mano alle 7,31: 21 ore e 31 per fare il nostro giro di 174km. Ci mettiamo seduti su una sedia ad aspettare il terzo, arriverà dopo 4 ore. Chi lo ha detto che correre è uno sport individuale? A volte "fare squadra" dà i suoi frutti.
Il tracciato dell'anno scorso non era particolarmente difficile, molte strade bianche, un po' di asfalto che credo quest'anno sia stato diminuito. Non mi ricordo di salite impossibili, il dislivello che era spalmato sui 175km ne è la prova.
Come dice Spenk ritengo questa l'occasione ideale per provarsi su una distanza lunga beneficiando del "clima" rilassato che si respira e della bellezza dei luoghi attraversati.
Giusta anche l'osservazione di Transiberiana: la passione di chi organizza non traspare dal sito, ma sarà evidente già all'arrivo ad Attigliano.
L'anno scorso è andata così (è un resoconto fatto per un giornale locale, ho dovuto anche spiegare un po' cosa è un trail, spiegazione che qui non è certo necessaria...)
Il 10/11 Ottobre ho partecipato all'Ultra Trail Le Vie di San Francesco ad Attigliano (TR).
Si tratta di una corsa su sentieri di 174Km con un dislivello da affrontare di 7100 metri. E' obbligatorio che ognuno abbia nello zaino un litro di acqua, qualcosa da mangiare, una giacca in caso di brutto tempo, la lampada frontale perché la strada è lunga e ci sarà da affrontare anche la notte.
Siamo in 150, partiamo alle 10 del mattino.
I sentieri sono belli, non particolarmente difficili, seguiamo le frecce che l'organizzazione ha lasciato lungo il percorso.
Ogni tanto troviamo dei ristori dove mi fermo per mangiare qualcosa e per bere visto che fa molto caldo. Noto che a tutti i ristori c'è un signore gentilissimo che mi aiuta sempre a riempire le borracce, lo ringrazio, saluto e riparto.
La gara prosegue tranquilla fino al km 80, dove è previsto un ristoro più corposo: un ristorante ha preparato per noi una bella cenetta. Sono le 19,00 i passaggi continueranno per tutta la notte e tutti troveranno la stessa magnifica ospitalità.
Seduto ad un tavolo, intento a mangiare il mio piatto di pasta, mi dicono che prima di me è passato un solo concorrente.
Sono secondo! Sentivo di andare bene, ma non immaginavo così tanto.
Quando riparto si è fatto buio, accendo la frontale e riprendo il sentiero scomparendo nel bosco. Una volta trovarsi solo di notte su una stradina alla sola luce della lampada che mi metto sulla testa mi dava un po' di angoscia, ora quella sensazione di pace la cerco.
Dopo qualche chilometro vedo davanti a me la fioca luce di chi mi precede. Ecco, mi dico, quello è il "primo posto", se lo vuoi, devi andare a prenderlo. Mi rendo conto che quella luce rimane lontana quando c'è salita, ma riesco ad avvicinarla quando la strada è più facile.
Ce la faccio, lo raggiungo ad un ristoro. Lo guardo in faccia... accidenti è solo un ragazzo (scoprirò poi che ha 29 anni) e invece la mia barba bianca non nasconde certo i miei 51 anni. Peggio ancora! Ha un accento del Nord. Ecco perché in salita va come un treno, è abituato alle Alpi e le mie colline niente possono al loro confronto. Profitto di nuovo del signore che mi riempie le borracce e riparto con la ferrea intenzione di vendere cara la pelle. Continuiamo a superarci: lui in salita e quando il sentiero si fa più tecnico, io passo avanti quando la strada spiana.
Succede che mi prende qualche centinaio di metri, nella boscaglia non vedo più la luce della sua frontale, arrivo al ristoro successivo e... quel gentilissimo signore mi si avvicina e mi chiede «Dov'è Alessandro?». Scopro che si chiama Alessandro, ma soprattutto scopro che quel signore è il padre. Mi sto battendo con suo figlio e lui mi aiuta a tutti i ristori, a tutti!!
Crolla in me ogni spirito agonistico, gli dico che era davanti a me e, se non è passato, probabilmente si è perso. Gli dico che lo rintracci col telefono e che gli dica che lo aspetterò. E' notte fonda, fa freddo, corriamo da 15 ore, non posso fermarmi rischio di non riuscire più a ripartire, ma andrò piano piano aspettando che mi raggiunga. Non intendo vincere perché l'altro si è perso. Gli dico che lo aspetterò a costo di fermarmi ad un metro dal traguardo.
Mi giro continuamente per vedere se scorgo la sua luce, ma niente. Poi, forse proprio a causa di questo continuo voltarsi, non vedo una freccia e sbaglio strada anche io. Dopo qualche minuto il sentiero che sto percorrendo termina su una strada asfaltata, ma non c'è nessuna indicazione su quale direzione devo prendere: chiaro segnale che ho sbagliato. Torno indietro per trovare dove c'è stato l'errore e dopo qualche centinaio di metri vedo il fascio luminoso di Alessandro. Lo chiamo, mi sente e mi raggiunge. Mi dice che suo padre gli ha detto tutto, per quanto lo riguarda la gara fra noi finisce lì, arriveremo insieme, dovremo solo stare attenti a non essere raggiunti dal terzo.
Mi fa strada in salita, io passo avanti nei tratti pianeggianti e cerco di "disegnare" le traiettorie migliori. Lo so fare, ho un passato da stradista. Passano gli ultimi chilometri, le ultime ore, condividiamo la fatica, incassiamo i complimenti degli atleti che stanno portando a termine la corta ("solo" 100Km). Intanto è arrivata l'alba, arriviamo mano nella mano alle 7,31: 21 ore e 31 per fare il nostro giro di 174km. Ci mettiamo seduti su una sedia ad aspettare il terzo, arriverà dopo 4 ore. Chi lo ha detto che correre è uno sport individuale? A volte "fare squadra" dà i suoi frutti.
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fedroillupo
- Messaggi: 282
- Iscritto il: 30/07/2014, 17:32
Re: Le Vie di San Francesco (Tr) 03.10.2015
Che dite vale la pena di portarsi la gopro?
E le bacchette?
Io ancora non ho trovato l'altimetria da gpx per rendermi conto che tipo di salite ci troveremo davanti (comunque, dal 40° a me le bacchette fanno comodo anche in pianura... se sono magiche meglio ancora
)
E le bacchette?
Io ancora non ho trovato l'altimetria da gpx per rendermi conto che tipo di salite ci troveremo davanti (comunque, dal 40° a me le bacchette fanno comodo anche in pianura... se sono magiche meglio ancora
Re: Le Vie di San Francesco (Tr) 03.10.2015
Gara da non perdere, quale che sia la distanza.
L'anno scorso ho fatto la 100 ed è stata un'esperienza eccezionale: organizzazione, luoghi, sorrisi dei volontari, cibo ai ristori... Tutto perfetto.
Quest'anno provo ad allungare con la 125. Non vedo l'ora!
L'anno scorso ho fatto la 100 ed è stata un'esperienza eccezionale: organizzazione, luoghi, sorrisi dei volontari, cibo ai ristori... Tutto perfetto.
Quest'anno provo ad allungare con la 125. Non vedo l'ora!