Vie di San Francesco - Attigliano (TR) - 27-29.10.2017

Anteprime e cronache

Moderatore: maudellevette

Regole del forum
Questa sezione è dedicata alle anteprime e ai racconti delle gare.
Nel titolo scrivete il nome della gara, la provincia e la data di svolgimento.
Avatar utente
thp
Messaggi: 1597
Iscritto il: 23/10/2014, 11:27
Località: Siena
Contatta:

Vie di San Francesco - Attigliano (TR) - 27-29.10.2017

Messaggio da thp »

Venerdì arrivo ad Attigliano poco dopo pranzo. La giornata è ibrida, non sole e neppure nuvole. Temperatura gradevole e paese in silenzio.
In piazza è già tutto pronto perché dopo poche ore partiranno quelli tenaci e testardi, quelli che faranno 200 km.
Ritiro il pettorale davanti i sorrisi accoglienti e caldi di raffaello e dei suoi collaboratori. Vado al centro polivalente per montare la brandina e rilassarmi un po', ci sono già alcuni duecentisti che cercano di dormire-dormivegliare. Nel dormiveglia scherzano tra loro come amici di lunga data, incuranti dello sforzo che sosterranno.
Verso le 17.30 mi avvio verso la piazza, la gente pian piano arriva.
Il briefing per i 200 è sincero, spiegando le difficoltà che i partecipanti incontreranno. Soprattutto, anzi più di tutto, la questione balise: pare che qualche "simpaticone" si diverta a farne sparire alcune e la notte non è gradevole.
Raffaello & co. ce la mettono tutta e, onestamente, si vede.
Il lavoro di balisaggio di 200 km, più le deviazioni delle gare "minori", non deve essere una passeggiata.
Altro punto d'attenzione è la corribilità: si passa da lunghi tratti corribili a impennate improvvise, discese non tecniche che ti portano a spingere e a sfarti i quadricipiti.
Partenza della 200 tra sorrisi, scherzi e tante tante risate. Tutti con una gran fiducia... qualcuno il sole se l'è portato da casa...
Cena alle 20 per tutti gli altri, con un briefing rapido che non fa una piega.
La notte scorre veloce e ristoratrice nonostante qualche motosega a 200 decibel.
La mattina mi preparo in un'oretta, con la solita colazione pre-gara (un tir di gallette di riso e un litro d'acqua). Partenza e via.
I primi sono già lontani dopo 500 metri, io mi accodo e poi passo due terribili ghibellini (so chi sono, so la tenacia che hanno e le loro capacità... li ritroverò davanti a me a breve).
I primi km sono piacevoli e corribili, qualche salita non impegnativa. Mi ristoro rapidamente e con costanza, voglio evitare la cocacola almeno fino a pranzo. Bevo piccoli sorsi d'acqua ogni 10 minuti e ai ristori un po' di te.
Attraversiamo colline gradevoli, dai caldi colori autunnuali. Al ristoro del km 27 riparto mentre stanno arrivando i due ghibellini...
La discesa prima e salita poi verso Amelia sono ripide e impegnative. È il mio ultimo tratto alle calcagna di Frontini e Canocchi (il e la ghibellini) che da lì prenderanno il via.
Pranzo ad Amelia: pasta al pomodoro buonissima, seduto su all'aria aperta e con un bel sole caldo. Mi godo, letteralmente, i venti minuti di pausa, cambiandomi anche la maglia e incremandomi daccapo con la santa fissan.
Riparto gonfio di acqua, pasta e caffè. Carico di una gran voglia di godermi il resto del viaggio.
E me lo godo (a parte una lunghissima e ripidissima salita che però ho ringraziato perché tutto fa parte dell'esperienza).
La parte sassi e sassoni è quella che odio. Perdo moltissimo tempo ma ho paura di rovinarmi le caviglie (cosa ahimè frequente per me). La visuale dalla croce merita un paio di minuti di sosta: 360 gradi liberi alla luce del tardo pomeriggio che volge al tramonto. Impagabile. Da sola vale tutta la fatica di oltre 60 km fatta fin lì.
Faccio la discesa col primo buio, frontale in testa. Attento a dove appoggio ogni singolo piede e mai ringrazierò abbastanza i bastoncini per tutte le volte che mi hanno salvato le caviglie.
Ancora bosco e pista scorrevole. Al ristoro successivo super pastina in brodo e verdure crude: la prima volta che le trovo in un trail e le apprezzo a mille. Scorpacciata di carote e finocchiella, bicchiere di cocacola e via.
Le gambe iniziano ad irrigidirsi, ma il tratto fino ad Alviano è buona parte in compagnia. Ci sorpassiamo e ci risorpassiamo.
Il castello di Alviano, che meraviglia! Un ristoro dentro il castello è un lusso per pochi fortunati.
Riparto velocemente, ormai voglio solo arrivare perché le gambe improvvisamente si stanno bloccando. Stringo i denti e penso alla bellezza di quanto visto.
Vado, mi distraggo e perdo una balisa. Mi fermo dopo circa duecento metri. Mi accorgo dell'errore e mi incazzo. Di brutto. Con me stesso. Torno indietro.
Adrenalina e paura di mandare tutto in rovina.
Le gambe si sbloccano, il corpo torna fresco.
Corro come se fossero i primi km della mattina.
Arrivo. Stanco.
Medaglia e bastone. Il grande sorriso dei pochi presenti.
Un senso di godimento assoluto. Un grande ringraziamento a Raffaello, a tutti quanti, per lo sforzo profuso per far sì che noi dilettanti potessimo divertirci e soffrire col sorriso. Con la consapevolezza di non essere mai davvero soli e di avere sempre sorrisi (vecchi e giovani) e uma battuta scherzosa e leggera ad ogni ristoro.

Last but not least: doccia bollente!!! Non sarà il massimo per il recovery, ma vuoi mettere anche qui che godimento.

Ora, a mente fredda, consiglio a tutti di provarla almeno una volta nella vita. L'Umbria d'autunno merita, e lo dice un toscano del Chianti che di bei paesaggi collinari ne sa qualcosa.
Diciamo che l'accoppiata da pittori paesaggisti può essere la 100 km Valdorcia ad Aprile e San Francesco a Ottobre.
Avatar utente
iozzo
Messaggi: 564
Iscritto il: 28/04/2014, 10:53
Località: Castelli Romani

Re: Vie di San Francesco - Attigliano (TR) - 27-29.10.2017

Messaggio da iozzo »

Bel resoconto. Sono contento che ti sia piaciuta.

Chissà quante volte avremo corso insieme durante i 105 km. Anche io sono arrivato alla croce all'imbrunire ... una volta arrivato alle antenne era buio pesto. L'ho chiusa in 16h e 55. Stavo sempre in compagnia di un'altro Romano come me. Sicuramente ci siamo incontrati.
Avatar utente
thp
Messaggi: 1597
Iscritto il: 23/10/2014, 11:27
Località: Siena
Contatta:

Re: Vie di San Francesco - Attigliano (TR) - 27-29.10.2017

Messaggio da thp »

Io l'ho chiusa in 16h 30. Le ntenne l'ho fatte on a penombra.
Allora mi sa che ci siamo trovati alle docce. Io sono il toscano che aveva appena finito di fare la doccia e voi eravate in due ed un vostro amico, che aveva fatto la doccia poco prima di me, se n'è andato (credo direttamente a Roma) un paio di.minuti dopo il vostro.ingresso negli spogliatoi.
E se non ricordo male vi siete salutati con un "martedì si vanno a fare le salite?"
La gara merita. La rifarei volentieri
Avatar utente
iozzo
Messaggi: 564
Iscritto il: 28/04/2014, 10:53
Località: Castelli Romani

Re: Vie di San Francesco - Attigliano (TR) - 27-29.10.2017

Messaggio da iozzo »

Si bravo, eravamo noi alle docce. L'amico nostro era Manuel, un ragazzo di Ferrara che abita dalle mie parti. E' anche un assiduo frequentatore di questo forum.
fdotti
Messaggi: 12
Iscritto il: 06/04/2014, 14:54

Re: Vie di San Francesco - Attigliano (TR) - 27-29.10.2017

Messaggio da fdotti »

31/10/2017



Se andate di fretta, lasciate perdere, è un Post lunghetto. Ma, mediamente molto più divertente di quanto potete trovare in giro.
DELLA SERIE......NON TUTTO IL MALE VIEN PER NUOCERE.

ANTEFATTO
---------
E' il 9 giugno 2017. Sono in ufficio e mi alzo dalla sedia, non ricordo per fare cosa.
Il ginocchio destro fatica a distendersi completamente, come se fosse un po' arrugginito.
Però, fatti due passi, la camminata appare fluida e non mi preoccupo troppo.
L'unica cosa che mi viene in mente è che ho raccontato in ufficio che vado a correre la LUT (Lavaredo Ultra Trail - 120 Km x 5800 m dislivello), penseranno che sono il solito fanfarone....
La LUT è il 23 giugno, partenza ore 23.00, arrivo (il mio arrivo) il 25 giugno alle 02.30. Durante la corsa, il ginocchio protesta vivacemente da metà gara, e viene calmato con un OKI solo negli ultimi 20 km. Ad un certo punto, tra il dolore al ginocchio ed il possibile temporale, ho pensato al ritiro.
Ma il ricordo del racconto di come Stefano (Rossi) ha portato a casa la LUT, mi fa vergognare dell'idea....il temporale è solo una pioggerellina e tiro dritto.
Al ritorno dalla Lavaredo, la situazione non pare drammatica: le dita dei piedi sono mediamente malconce, soliti dolorini vari, sparsi in particolare nel 50% inferiore del corpo.
Così, quando la mamma chiede una mano per spostare alcune piante, accetto (pur con scarso entusiasmo).
E qui accade il patatrac: sollevando il vaso di una Dieffenbachia da due metri e mezzo, proprio all'apice del sollevamento, il vaso di terracotta cede improvvisamente, scaricando terra e cocci sull'unghia del pollicione, ancora sanguinante dalla LUT.
Un discreto dolore. Tolti i Santi, ma compresa la mamma, lascio partire epiteti per tutti.
L'alluce ora galleggia in un lago di sangue e ci vorranno tre mesi per guarire.
Ma non è l'unico problema; il ginochio destro, forse sentendosi trascurato, non si apre più come dovrebbe ed alzarsi dalla sedia riserva sempre una fitta.
Pazienza.
Intanto, arriva la sua stagione ed il windsurf non può più attendere: alluce masarato e ginocchio geloso: un dolore sommato all'altro. Ma non ci formalizziamo troppo !
Nelle prime uscite, devo fasciare l'alluce sinistro ed ogni planata mi ricorda che ancora non ci siamo ed, al momento di togliere le scarpine da Windsurf,
l'alluce è ben tinto di rosso.
Per non parlare del ginocchio, che rammenta, con fitte poderose, di non apprezzare l'estensione completa o il piegamento completo.
Tuttavia, la stagione va avanti, anche senza grandi progressi dal punto di vista della tecnica, ma con qualche soddisfazione.
Intanto, riprendo a correre perchè in programma il Trail per le vie di San Francesco, a fine ottobre.
Allungo progressivamente la durata degli allenamenti, fino ad arrivare, all'inizio di agosto, ad 1h 50': in giro per le colline di Usmate, per salite e discese,
con saltelli, scalci, corse sul tallone ed il metatarso. Ma, questo allenamento è prematuro ed accade il secondo patatrac: il legamento collaterale interno torna a fare male.
Alzandomi dalla posizione seduta, vedo le stelle alla massima luminosità ed alla massima estensione del ginocchio.
La vacanza con la famiglia è un tormento (per colpa del ginocchio, non della famiglia !!!): alzarsi dal sedile dopo un'ora e mezza di guida, vuol dire andare incontro ad inevitabili fitte e le lunghe camminate a spasso per NY sono una pena (abbastanza ben mascherate). La notte dormo con un cuscino tra le gambe perchè il sollievo del ghiaccio serale non è sufficiente.
Arriviamo a settembre e, pian piano, dopo un po' di bicicletta, riprendo a corricchiare. Finalmente, una domenica pomeriggio, il 10 settembre, mi concedo un Cornizzolo da Civate: un "round-trip" da 2h40'. Elefante in salita e Robocop in discesa.
Riprendono le frequentazioni montane del Beppe, con altri due Cornizzoli da Suello (il programma avrebbe previsto un bel Pizzo dei 3 Signori da Barzio, ma non è ancora il caso). E siamo al 16 ed al 23 settembre.
Arriviamo al 7 ottobre, 3 settimane prima dell'Ultra Trail di San Francesco (Long Way - 102 Km X 4100 m dislivello).
Terza uscita con il Beppe, sto riprendendo smalto nel salire ma, in discesa ed im piano, corricchio sempre zoppicando. Patetico. Dopo aver attraversato Suello, Beppe si lancia di corsa verso la macchina. Non riesco a lasciarlo andare via e lo rincorro da zoppo, in una manovra suicida. Ennesima ricaduta. Forse fatale.
La settimana seguente, il rientro in ufficio è accompagnato da una sequenza "Ma tu zoppichi !" o "Fai un po' come credi, ma non sembri esattamente in grado di fare un corsa". Fino al giorno in cui chiedo ferie per il 27 pomeriggio e mi viene risposto con un domanda "Vai a farti vedere?". "No, vado fare la gara....". Praticamente, sinonimi.
La settimana seguente, fino a giovedi faccio solo esercizi per i collaterali ed il "plank workout"; venerdi, finalmente, riesco a fare almeno un giro in bici di 53' minuti all'intervallo del pranzo; e mi ripeto la mattina seguente. E siamo al 13 ed al 14 ottobre.
La settimana dopo, programmo di riprendere a correre: ci provo lunedi 16, ma dopo 5' mi fermo, troppo male. Il giorno dopo, martedi 17,, cambio schema e vado al giardinetto della piscina di via Zanoia: dopo 10' di riscaldamento, alterno camminata (molta) e corsa (poca - in totale 15'). Il giorno dopo stesso schema, però più corsa (in totale, circa mezz'ora di corsa). Mercoledi mi fermo e giovedi si aumenta ancora (45' di corsa). Camminare fa sempre male. a meno di non accorciare la falcata, corricchiare non dà problemi. Venerdi ancora fermo e sabato corricchio col Beppe per 1h10' circa al Parco Lambro.
La settimana di scarico (ma cosa c'è qui da scaricare?) corre via nel riposo quasi assoluto.
Finalmente è il 27: sono arrivato in ufficio in macchina, il bagagliaio è pieno di scarpe da trail, indumenti, accessori, ma, soprattutto, antinfiammatori.
Mi carico di carboidrati in maniera scandalosa e .... via in macchina verso Attigliano (TN), destinazione Trail sulle vie di San Francesco !!

TRAIL "SULLE VIE DI SAN FRANCESCO" (LONG WAY). Valida 5 punti per il circuito ITRA
----------------------------------------------------------------------------------
Arrivo ad Attigliano, parcheggio "nell'Hinterland" e vado a piedi verso la sede dell'organizzazione per recuperare il pettorale e cenare, non prima di avere visto la partenza degli Eroi della 200 km.
A cena conosco Christian di Cuneo che mi spiega dove si trova la palestra del paese, dove l'organizzazione permette di dormire.
Alla fine, decido di dormire in palestra anche io, un passo verso la civiltà rispetto all'abituale notte nel bagagliaio.
Ho portato la mascherina per non essere disturbato dalla luce, ma non ho i tappi per le orecchie !! Non avevo considerato il rumore causato dai russatori e dai chiacchieroni tardivi. Rimpiango il bagagliaio. Sono il solito asociale.
la mattina, con Christian, ci avviamo insieme alla partenza.
Stanno per fare l'appello (una punzonatura alla buona, al posto del Chip, qui si usano carta e penna per registrare i passaggi) e Christian si accorge di avere dimenticato qualcosa in macchina. Ad un primo momento, propongo di accompagnarlo, ma poi penso che mi da fastidio camminare (fa un po' male) e preferisco rimanere al punto della partenza e poter rispondere all'appello, anche per Christian.
Fin dalla partenza la mia andatura è molto timida, corricchio piano. Supero Filippo (di Treviso (?), classe '75) che fa una camminata veloce per tutta la corsa: io correndo "da zoppo" lo supero con difficoltà. Mi supererà facilmente al termine delle prime salite.
Tornano le salite, recupero qualcosa e supero anche Natalina (di Padova, classe '52) ma, appena si scollina, mi semina e la perdo di vista.
Prego che dopo le salite non ci siano le discese o i falsopiani, ma la mia Fede non è sufficiente.
E così, alla salita dopo Lugnano, supero il nonno della corsa Luciano (di Siena, classe '45), appaiato a Ivano (di Varese, classe '61) e poi recupero Natalina (sempre classe '52). Che mi riprende e mi stacca quando comincia la discesa.
La cosa divertente è che il ristoro di Macchie (km 27,9) sembra una farmacia: io tiro fuori il mio OKI e Luciano la Cardiospirina (per poi seminarmi definitivamente alla seguente discesa).
Ci avviciniamo al Punto Vita di Amelia (km 41,7), nella salita riprendo Ivano e Filippo. Filippo è velocissimo nella "doppia pasta" e nell'"operazione unguento su parti intime", io me la prendo più comoda per le stesse operazioni, mi cambio anche le calze (due volte, perchè cerco quelle più compatibili con le salamelle che ho al posto delle dita dei piedi). Mi raggiunge Ivano e ripartiamo insieme.
Questa strana coppia vede il sottoscritto più veloce in salita, mentre Ivano recupera nel resto. Facciamo così l'elastico fino al sopraggiungere della notte.
Squilla il cellulare, in fondo allo zaino. Faccio finta di niente perchè non voglio sbattermi a smontare tutto (si può essere pigri anche facendo una corsa di più di 100 km !). Il disturbatore non demorde e cedo. E' mastro Mecio. Mi fa un riepilogo con tutte le statistiche dei miei tempi, lo rassicuro sull'alimentazione e la condotta (prudente) di gara. In fin dei conti, è colpa sua se mi sono ficcato in questa storia del Trail.
Ci sono 4 tipi di "amici" del trai runner:
1) I motivatori (sono altri trail runner, che conoscono le tue sofferenze e, poco convinti, ti invitano alla prudenza). I motivatori non sono necessariamente viventi, anzi, alcuni non hanno bisogno del cellulare per contattarti (e tu non devi ribaltare lo zaino per rispondere). Tra tutti i motivatori, poi, c'è un solo motivatore mastro, l'Origine
2) I tifosi (amici e parenti strettissimi, non capiscono cosa tu possa trovare nello sfinirti nei sentieri, ma ti accompagnano con l'affetto e l'incoraggiamento)
3) La mamma, che non ha capito bene dove sei finito (non è così importante), ma deve raccontare la tua impresa ai parenti (quelli non "tifosi")
4) La moglie, che ti conviene trattare bene per qualche giorno dopo il ritorno, per espiare il fatto di aver fatto i "cavoli" tuoi per 2-3 giorni. E' un problema che chi corre la DeeJay 10 non conosce !!!

Cala la notte e cambiamo strategia: niente elastico per non perdersi, andiamo come il più lento, sia in salita, sia in discesa. Strategia inefficiente, ma efficace !
Infatti, oltre a non essere due fenomeni da Orienteering, siamo penalizzati dal fatto che il Trail di San Francesco è ferocemente contrastato dai cacciatori della zona, i quali, coperti dalle tenebre, boicottano la corsa, facendo sparire le "balise", i segnavia di plastica, con tanto di catarinfrangenti.
L'organizzazione ha aggiunto dei sassi colorati di bianco e azzurro per limitare i danni ma, quando, nel buio più completo, dobbiamo attraversare una pietraia travestita da altopiano, cercare sassi leggermente colorati di azzurro in mezzo a tanti sassi che, illuminati dalle frontali, sembrano tutti bianchi....non è il massimo !
E troviamo anche il tempo per una buona azione: uscendo da un bosco, ritroviamo Pietro (di Roma, classe '62) che sta provenendo esattamente dalla direzione opposta al nostro senso di marcia. Sostiene che, seguendo il nostro percorso, non troveremo più balise.
Molto attrezzato, Ivano estrae la sua mappa con le altimetrie, consulta il Garmin per controllare la quota. Io, da milanese stressato, mi innervosisco nella pausa ed insisto nel proseguire nella nostra direzione. Li convinco, mi seguono e dopo poco ricompaiono le balise. Per festeggiare, cerco di imbastire una barzelletta "Ci sono un milanese, un bresciano ed un romano...". E, superandomi in "Padanità", Ivano chiosa "....e come, al solito, il milanese ed il bresciano salvano il ..... romano").
Pietro non si offende (o non sente la battuta) e ci segue pazientemente e con fiducia, talvolta mal riposta. Infatti, poco dopo, scambiando i catarinfrangenti di un vialetto privato per quelli della corsa, guido il gruppo all'uscio di una bella villetta. E qui, ho veramente temuto che il mio appoggio morale alla legittima difesa dei proprietari di casa si traformasse in un boomerang ferale.
Ripresa la via verso Santa Restituita, il Garmin di Ivano ci conferma che l'organizzazione ha "barato" sulle distanze, aggiungendo 5 km. Nel dubbio, chiamo il numero in sovra-impressione, che mi conferma che il nostro percorso è corretto e che manca più strada di quanto immaginiamo. Devo trovare le parole giusto per dirlo ad Ivano e, siccome è più indietro, urlarlo a Pietro.
La tappa del castello di Alviano è uno psico-dramma: ad un certo punto, sono scomparse completamente le balise ! Richiamo l'organizzazione che ci chiede di tornare indietro a controllare dove fosse le ultime le balise trovate. Ma, siamo in due a controllare, non abbiamo sbagliato, la strada era quella giusta !! Ci hanno rubato le balise !!
A calci e pugni (ovvero con Google maps), arriviamo al ristoro del bellissimo castello di Alviano dove troviamo la "Scopa" che aspetta di partire (la "Scopa" è una ragazza dell'organizzazione che "cata su" gli ultimi concorrenti). La Scopa ci rassicura dicendo che mancano meno dei 14.4 km della mappa, in quanto verranno recuperati i km aggiunti a Santa Restituita. Il Garmin di Ivano ci dirà invece che non ci sono stati sconti, anzi solo "rincari" !!!!
Mentre Ivano ed io stiamo uscendo dal castello, arriva Filippo (si era fermato a fare un riposino) che si ferma un attimo. Noi, invece, ripartiamo, ma le indicazioni della Scopa sono imprecise e ci perdiamo ancora. Quando, dopo l'ennesimo contatto telefonico, ritroviamo la strada, ci compare davanti la sagoma di Filippo, che superiamo in salita. Soddisfazione porca :)
Ci sono ancora poche salite, inattese...Ivano impreca subito, io appena si inizia a scollinare.
E' tutto in piano o in discesa ed, oramai, io sono solo la parte lenta dell'elastico, ma Ivano non mi abbandona. Grazie, Gnaro !
Tornati ad Attigliano in paese, le balise sono "equivoche" ed ho ancora il dubbio di avere attraverato il traguardo nel senso sbagliato. Sono passate 24h30' dalla partenza. La fine dell'Ora legale ci ha regalato un'ora: sono "solo" le 7:30 di domenica mattina.
La gentilissima moglie di Ivano si presta a farci il filmino del traguardo: allora torniamo indietro di qualche metro per "recitare" il taglio del traguardo. Ma "la prima" non è buona, ci vuole "la seconda". Correre è una pena ma ri-taglio molto volentieri il traguardo, a favore di telecamere.
Raccogliamo il premio finisher (bastone del mio Santo - a proposito grazie ! - e cappellino commemorativo) e ci infiliamo nelle cucine dove un cuoco bravissimo ha preparato pastasciutta e salamelle gustosissime !.
Intanto, arriva Filippo, bello rivederlo...e finisce le salamelle ! Ma, chissà dov'è finito Pietro !? Verremo confortati qualche giorno dopo, trovandolo tra gli arrivati nella classifica finale.
Saluto Ivano e Signora, mi avvio dolorante alla palestra, con zaino e bastone. Chissà se il Santo è passato per la stessa strada.....
Mi sono divertito, nonostante le cattive condizioni fisiche, grazie alla compagnia ed ai bei paesaggi. In sintesi: organizzatori simpatici (soprattutto "Lei"), ottimi ristori, imprecise le distanze segnalate (ma questo è molto frequente nei trail). Da risolvere il problema delle balise "rubate", soprattutto in una gara con più chilometri che concorrenti.

EPILOGO
-------
Sabato 4 novembre. Con la mamma, andiamo a salutare mio papà e mio fratello e gli altri nostri cari a Piacenza e, sulla strada verso Bettola, passiamo a Gariga a comprare un po' di formaggio.
Alla cassa, ci mettono il provolone ed alcuni pezzi di grana in un classico sacchetto compostabile. Lo sollevo dal banco. Si sfonda. Mi casca sempre sullo stesso disgraziatissimo alluce e sulle salamelle che ho al posto dei ditini. Beh, grazie a Dio, rispetto al vaso della Dieffenbachia stiamo migliorando !!
fdotti
Messaggi: 12
Iscritto il: 06/04/2014, 14:54

Re: Vie di San Francesco - Attigliano (TR) - 27-29.10.2017

Messaggio da fdotti »

Errata corrige: Ivano è di Brescia, non Varese. Pardon !
Avatar utente
spenk
Messaggi: 311
Iscritto il: 23/02/2012, 12:02

Re: Vie di San Francesco - Attigliano (TR) - 27-29.10.2017

Messaggio da spenk »

Mitico Checco! Gran bella corsetta, sono stato proprio felice di finire anche le vostre salamelle!
Filippo spenk
natalina52
Messaggi: 353
Iscritto il: 06/10/2011, 13:55

Re: Vie di San Francesco - Attigliano (TR) - 27-29.10.2017

Messaggio da natalina52 »

CHE RISATE!!!!! Ricordare la mia data di nascita (1952) non mi offende assolutamente, anzi.
Sono contenta e ringrazio il Padreterno che alla vigilia dei 65 anni e con tutti i capelli grigi,mi regala l'entusiasmo per partecipare a manifestazioni come le Vie di San Francesco. Questa non e' una gara ma un viaggio meraviglioso (improperi a parte per i sassi e i capitomboli).
Un grazie ai compagni di cammino che per alcuni tratti mi hanno reso meno faticoso questo viaggio.
Avatar utente
thp
Messaggi: 1597
Iscritto il: 23/10/2014, 11:27
Località: Siena
Contatta:

Re: Vie di San Francesco - Attigliano (TR) - 27-29.10.2017

Messaggio da thp »

Gran bel racconto! Sono però curioso di sapere se il grandissimo Luciano (lo conosco extra corsa da oltre dieci anni) e chiacchierone e scanzonato come a cena oppure è più concentrato e "risparmiatore di fiato"
Avatar utente
thp
Messaggi: 1597
Iscritto il: 23/10/2014, 11:27
Località: Siena
Contatta:

Re: Vie di San Francesco - Attigliano (TR) - 27-29.10.2017

Messaggio da thp »

Comunque il problema sabotatori è assurdo. In questo trail l'ho percepito più che in altre gare. Anche come indicazione degli organizzatori... Ho fatto tutto il percorso con l'agitazione di stare attento a non sbagliare
Rispondi