Ultra Trail Vipava Valley (Slovenia) 05-07.5.2023

Anteprime e cronache

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Questa sezione è dedicata alle anteprime e ai racconti delle gare.
Nel titolo scrivete il nome della gara, la provincia e la data di svolgimento.
cianix
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Ultra Trail Vipava Valley (Slovenia) 05-07.5.2023

Messaggio da cianix »

Nuova location per questa festa del trail, che da quest'anno si svolge con base a Ajdovščina, qualche chilometro più verso l'Italia rispetto a Vipava. Come sempre organizzazione al top, percorso preparato alla perfezione, ristori non eccezionali ma c'era il giusto. Molto bello il percorso della 30, gara alla quale fortunatamente ero iscritto (fortuna a posteriori, nel senso che 40 giorni fa mi sono strappato un polpaccio arrampicando e praticamente ho corso senza allenamento, per altre lunghezze non sarei nemmeno partito). Dopo un discreto tratto di riscaldamento, una salita non troppo ripida porta sul panoramico altopiano. Da qui 15 km di saliscendi, con tipico fondo carsico con molti spuntoni affioranti, con transito vicino all'Otliško okno, bella finestra naturale della quale probabilmente si sono accorti solo pochi concorrenti, portano all'ultima salita.
Qui sono giunto piuttosto esausto e ho faticato parecchio, vedendomi sfilare molti runner che salivano a velocità doppia. Usciti dal bosco al termine della salita, in un tratto panoramicissimo sulla valle del Vipacco, appare in lontananza e molto più in basso Ajdovščina, ma il trail imbocca la direzione opposta. Ancora con qualche panoramico saliscendi e la musica anticipa l'arrivo all'ultimo ristoro. Me la prendo con comodo e mi reidrato per bene, anche perchè in fondovalle fa molto caldo. La discesa mi restituisce un pò di dignita nella corsa, dopo la sosta mi sono ripreso un pò e infatti recupero alcune posizioni. Gli ultimi 3 km, che sul prospetto altimetrico sembrano essere in discesa regalandoti false illusioni, sono in realtà piatti, ma ormai si sente lo speaker e dò tutto quello che mi rimane nell'ultimo tratto che porta all'arrivo. Scoprirò dopo la 5^ buonissima e fresca birra, leggendo i risultati sul sito, che gli ultimi 200 mt. di sprint finale (che vengono rilevati) li ho corsi a 2'58''/km! :o ma tranquilli, solo quelli! Scoprirò ancora più tardi, leggendo i volantini pubblicitari che ti piazzano nel pacco gara, che la birra era alcool free :lol: :lol: :lol:
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Krapotkin
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Re: Ultra Trail Vipava Valley 5-7.5.2023

Messaggio da Krapotkin »

cianix "li ho corsi a 2'58''/km!"

Hanno introdotto gli orsi nel tratto finale? :P :mrgreen:
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Boborosso
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Re: Ultra Trail Vipava Valley 5-7.5.2023

Messaggio da Boborosso »

Quest'anno ho fatto anche io la UTVV, nella versione da 60 km.
Come dice Cianix, l'organizzazione è fantastica.
Gare da 170, 100, 60, 30, 15 e 11 (con degustazione vini), partenze calcolate in modo che nel pomeriggio arrivi la maggior parte dei corridori.
I percorsi erano segnati molto bene, nei punti cruciali c'erano volontari che indicavano la strada corretta.

Il mio percorso: partiamo quasi in 400, sono le 7 di mattina, lo speaker e la musica incalzano e infondono adrenalina. Tanto che parto a 1000 anche se volevo partire piano... mi ritrovo nella pancia del gruppo entro i primi 500 metri.
La pancia del gruppo, si sa, parte sempre troppo veloce, azzanna le salitine e le affronta come se stesse facendo una garetta da 3 km invece che una da 60. E così faccio io, fino ai 22 km, da gran incosciente. D+ 900 metri fatti, ma è sempre un po' troppo facile spingere e mi faccio coinvolgere nella "corsa in salita" :?
Mi accorgo che fa troppo caldo, ho sudato anche i sovrapantaloncini, che gocciolano il succo e polpa del mio corpo sotto forma di sudore. Cerco di bere, ma sarebbe stato meglio non sudare così tanto e prenderla un po' più lenta.
Dai 22km si sale finalmente al Nanos, salita non troppo verticale ma ci sono 1100 D+ da fare con continuità in 9 km.
Metto la marcia ridotta e parto. All'inizio qualcuno mi sorpassa pensando che la salita duri poco, negli ultimi 300 D+ la maggior parte della gente è in difficoltà, io invece balzello gioioso in salita godendo del panorama fantastico su questa montagna che si affaccia su tutta la valle di Vipava. Supero almeno 40 persone in 15 minuti. E arrivo in cima a 1300 mslm: un bel set di antenne di varia dimensione e bruttezza che fanno da ciliegina su questa bella montagna...
Sto bene, anche se sono accaldato. 3° ristoro, mangio e bevo bene (nel senso che non ho toccato la birra analcolica che hanno a disposizione).

In discesa c'è vento e fa freddino, smette il vento e fa caldo. Un po' di sali-scendi e poi si parte in discesa, alcuni tratti veramente tecnici. Su tutta la discesa la gente non corre... ma come... avete corso in salita e adesso?... sorpasso qua e là, con educazione, tutti quelli che nella solita corribile mi hanno dato del filo da torcere.
Arrivato a 600 mslm sembra di tuffarsi in un forno, l'aria è caldissima e ferma, annaspo, bevo e rallento.
Ristoro dei 45 km, mi accorgo che sono più sfinito del previsto, sarà il caldo, il sudore, il fatto che sono in periodo di carico ma le cose non girano molto bene.
Bevo molto, riparto con calma, alterno la camminata alla corsa anche se il percorso è semplice e piatto, ormai mancano 350 m D+ da fare su 15 km, ma non sono in formissima. Mi siedo/distendo 3 volte per riposare in 10 km, ciò nonostante non molte persone mi superano. Hanno caldo anche gli altri.
Chiacchiero un po', con un finlandese prima e con uno sloveno poi. A 53 km ormai c'è solo D- e mi rincuoro accelerando un po', non da persona atletica ma si fa quello che si riesce.
Chiudo in 10 ore e 5 minuti, non sono molto soddisfatto del risultato ma va bene così.

Mi siedo, mi danno una birra in mano. Sono felice.
Ehi... ma è Alcoholfreie... la bevo malvolentieri, anche se la mia gola dice che è buona (non giudicatemi... faceva caldo). Neanche il tempo di finire la birra che una ragazza me ne piazza un'altra in mano dicendomi "refill" e bevo anche quella, mi alzo prima di finirla per non rischiare di doverne bere una terza... sono non-ubriaco tantissimo :lol:

Bello il percorso, sufficientemente montano per i miei gusti anche se con poco dislivello.
Organizzazione impeccabile, i ristori li ho trovati sufficienti e abbondanti, nonostante io tenda a non accontentarmi facilmente. Ogni ristoro era una mezza festa per chi arrivava e chi andava, con schiamazzi, gente che ti incitava e una mezza sagra improvvisata.

Consiglio.
enzo baggio
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Re: Ultra Trail Vipava Valley 5-7.5.2023

Messaggio da enzo baggio »

Prima volta in questi luoghi,sono rimasto particolarmente colpito
dal territorio,mi sono chiesto come mai non ci fossi mai venuto prima.Partiti in 84 per la lunga arrivati in 54,spettacolare tutto il giro,in particolare le creste,ma così pure le zone collinari,il tutto condito da una luna rossa piena extralarge,assolutamente da fare almeno una volta.
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baidus
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Re: Ultra Trail Vipava Valley 5-7.5.2023

Messaggio da baidus »

Bravi ragazzi, la zona é bella e il trail é ben organizzato!

Unica pecca la birra alcoolfree... :shock: :shock: :lol: :lol:
cianix
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Re: Ultra Trail Vipava Valley 5-7.5.2023

Messaggio da cianix »

Visto che si parla di fantatrail e di marziani, ho dato un'occhiata alle classifiche e ai tempi parziali, per rendermi conto una volta di più che "questi" fanno un altro sport (a parziale giustificazione, il fatto che quest'anno non ero allenato per tenere un ritmo dignitoso).
Sul tratto che nella mia gara era tra il km 13 e il 23, che corrispondeva al 59-69 della lunga (170 km) il mio parziale è stato di 2h 01', quello del vincitore della 170 mezz'ora di meno :lol: quello del vincitore della 30 un'ora di meno (esattamente la metà) :lol: :lol: :lol:
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Boborosso
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Ultra Trail Vipava Valley (Slovenia) 24-26.05.2026

Messaggio da Boborosso »

Visto che non vedete l'ora di leggere i miei papponi, ecco il racconto della mia ultima garetta



UTVV 2026 - 100 miglia
Breve storia triste: quest’anno volevo rifare il TOR. Non mi hanno preso.
Fine.



Peccato che, mentre aspettavo le estrazioni del TOR, ho pensato di iscrivermi ad una serie di gare in preparazione… e quelle devo farle comunque, anche se non sono stato preso al TOR.
Smonato dalla mancata estrazione, gli allenamenti non sono aumentati come avrebbero dovuto…
E così…. prima gara lunghetta, Ultrabericus, 65km e 2500 d+… l’ho fatta di esperienza, rasentando la crisi senza sbragare. Anche se quello che ho fatto in gara non era correre…
Provo a mettermi un po’ d’impegno, allungo un po’ e aumento gli allenamenti, un mese dopo ho la seconda gara “lunghetta”, UTVV Emperor, 160 km e 6400d+.

Ma come? Una 100 miglia senza adeguato allenamento?
Chi pensa da subito “kekko, glione” ha tutta la mia stima… ma tant’è: sono qui, ho una tastiera e sto narrando le mie gesta.

In realtà non la prendo tanto sottogamba, ma sono sicuro di essere troppo poco preparato. Quindi mi faccio le mie considerazioni:
- Correrò solo negli ultimi 60 km
- In salita andrò piano
- Faccio un programma di gara, che mi impegnerà 4 ore in più rispetto all’ISTRIA160-2024 e 7 ore e mezza in più rispetto alla Tuscany Crossing-2023
- Sono sicuro che patirò il sonno, visto che sono 2 mesi che dormo 5-6 ore a notte

23/04/2026
Preso dalle ansie della preparazione, la sera prima della gara disfo lo zaino usato al TOR 2025 e lo preparo per la UTVV. Sono sufficientemente sereno, in fondo sto andando a fare qualcosa che mi piace.
Preparo i vari borsoni dei cambi e vado a nanna, con poca ansia pre-gara. Se penso che la settimana prima ho fatto una staffetta di 10 km e mi stavo cagando sotto… invece stasera sono tutt’uno con la mia pace interiore.

24/04/2026
Vado ad Ajdovscina nel pomeriggio, ad 1 ora e mezza di strada da casa, ritiro tutto, mi butto in macchina per un momento di condivisione social e per riposare un po’. Mi mangio la pasta fredda che mi sono portato dietro.
Alle 18:30 sono in piazza, saluto persone conosciute, mi godo lo spettacolo pregara fatto di danzatrici volanti e romani in costume storico (uno era visibilmente cinese: plobabilmente un Lomano).
Conosco un certo Daniele, che poi tornerò ad incontrare durante la gara. L’ennesimo Daniele che diventerà mio amico… se non sono Danieli io non li voglio… in ogni gara ho almeno un Daniele che mi ronza attorno (scherzo, Daniele, per me sei il più speciale di tutti).
(ovviamente sto parlando con quel Daniele che sta leggendo adesso, non degli altri ❤️).
19:00 puntuali si parte. Sono un po’ in ansia. Cerco di tenermi indietro… la strada inizialmente è facile, vari amici stanno commentandomi su whatsapp sparando minchiate… nella prima ora non riesco a non godere degli sfottò di chi mi segue da casa e resto con il telefono in mano. Poi finalmente mi concentro e non tocco più il cellulare.
Mi concentro sulle sensazioni, i muscoli dei polpacci sembrano rispondano bene, ho messo le polpaccere per evitare che mi partano crampi. Ho nastrato 3 dita per piede per salvare le unghie già nere. Sto bene, l’importante è che non spinga troppo all’inizio.
Gente che mi sorpassa un po’, e un po’ sorpasso io. Come normale che sia, ci stiamo conoscendo. Nel senso che ognuno sta cercando di conoscere sé stesso. Il sé di questo giorno (cacchio… che profondità…).
Ci avviciniamo ad una chiesa, stanno suonando le campane… suonano un po’ irregolari. Passo davanti e vedo la corda! Il suono era irregolare perché quello che stava passando tirava la corda! E giù un bel din-don-dan! Gratifica.
Primo “su” finito, il sole sta tramontando, la skyline è bellissima, stiamo attraversando campi e campi di ciliegi. Parto scendendo e pettinando gli avversari, in discesa mi piace lasciarmi andare.
Primo ristoro: pizza al forno, chevapcici caldi… oltre a tutto il bendidio tipico dei ristori sloveni… se cominciamo così mangerò come un bue! (peccato che dopo non continuava così… mannaggia…).
Riparto a bocca piena, non ho intenzione di perdere troppo tempo.
Ho una frontale nuova, con 3 livelli di luce. Il primo livello lo dichiarano che dura 8-12 ore, quindi mi fermo lì. Se punto vicino a me faccio poca luce, se alzo la testa la luce aumenta. Poi se un corridore fa più luce, si abbassa l’intensità. Poi si alza se… no, niente non ho capito come funziona questa frontale … forse funziona solo a caso: caso con la “s” che suona come due “z”, funziona. Ho un po’ di nervoso a riguardo, ma la luce deve durarmi tutta la notte e non perdo troppo tempo a ragionarci. Viaggio in modalità semibuio (la sera dopo avrò ancora 4 tacche di batteria su 5…).
Ad ogni paesino c’è un capannello di gente che ci fa festa: vedo due bambini di 4 e 6 anni che stanno saltellando, battendo le mani e urlando “Demo!” (che vuol dire forza! Andiamo!), mi immagino che cambino i bambini ogni 5 minuti, da quando è passato il primo sarà passata già un’ora… sarebbero sfiniti!
Si arriva subito al ristoro di Podnanos, dove il ristoro è ricco ma non ha chevapcici… che mondo triste… Il ristoro è pieno di gente e nessuno ha fretta, a parte io. Riparto.
Attraversamento in campagna di un incrocio, dei volontari hanno messo dei fari per illuminare il terreno, peccato che puntino all’altezza della mia faccia e accechino… attraverso la strada e patapam! Mi ritrovo per terra, ginocchio e palmo cambiano colore e diventano rosso/marrone … continuo a correre e mi lavo con la borraccia. Pace.
Si sale bene, ora. La salita è di 1100 d+, me la ricordo dalla volta prima (avevo fatto la gara di 60 km) abbastanza infima e lunga. Invece, a parte qualche strappetto con pendenze sopra il 30%, me la godo. Sarà che non c’è il sole che picchia sulla testa, questa volta.
Tra un ristoro e l’altro incontro sì e no 5 persone, siamo partiti in poco più di 200 e siamo già belli sgranati.
Arrivo in cima al Nanos, 30 km e 2000 d+ fatti. Al ristoro i volontari sono splendidi, musica a palla, ti fanno sedere e ti servono. Una ragazza si propone di medicarmi il ginocchio, le dico che non serve e mi porta almeno acqua e scottex, con gli occhi mi giudica ma sta zitta.
Dai che si scende! Non vorrei strafare, ma strafaccio. Scendo correndo, sto guadagnando tempo sul programma e questo mi gasa, anche se dovrei più preoccuparmi che sto esagerando che esultare.
La discesa è veramente lunghissima, dura fino ai 50 km.
A 42 mi fermo un attimo per comunicare a casa che la prima maratona è andata e mi raggiunge Daniele, chiacchieriamo un po’ camminando, poi acceleriamo. Facciamo 4-5 km assieme, poi mi lascia andare. Sta pensando di ritirarsi, cerco di aiutarlo a tener duro.
Giù.
E adesso su.
Quel su che mi avevano detto che era difficile e impestato. Ma in fondo cosa vuoi che sia un dislivello da 750 D+, con poi altri 400 D+ distribuiti.
Inizialmente è godibile, dopo diventa difficile, per poi diventare veramente pesante. Vorrei finire i primi 750 ma, dopo aver superato un ragazzo in panne, mi fermo a mia volta per calmare l’animo. Mi siedo, cerco di masticare uno snack, avverto un po’ di nausea. Il ragazzo in panne mi supera, assieme ad almeno altre 20 persone. Riparto, il cielo sta schiarendo. Supero di nuovo il ragazzo, un'altra volta in panne, scollino, e godo di un cielo azzurro/rosa. Respiro, la nausea sta rientrando. Avanzo in piano di 200 metri, mi fermo assieme ad altri a fare la foto all’alba, il ragazzo ha appena scollinato e fa un verso simile al ruglio di un orso, chino in avanti, una ragazza dice “probabilmente non gli piace l’alba!”, ridere… ma è quel ridere stanco di gente che ha appena superato un momento difficile e gode di avercela fatta.
7 km in semipiano, per niente corribile, con la vallata che si apre a sinistra e sotto al sentiero, spesso siamo a bordo burrone. Panorama stupendo, ma sono le 6 e mezza di mattina e mi parte un abbiocco pazzesco. Per fortuna sento qualcosa che armeggia nel bosco, troppo grosso e operoso per essere un capriolo o un cervo. Il pensiero di avere la compagnia degli orsi, questa volta veri, fa in modo che mi mantenga vispo e vivace e mi fa accelerare fino alla base vita.
Volevo dormire una mezz’ora, ma la base vita è uno stanzone unico, con una cagnara degna di un mercato rionale. Hanno due piatti caldi, ma il mio corpo adesso non ce la fa. Mi faccio 3 caffelatte con pane e nutella. Poi chiedo un po’ di spezzatino+ riso, chiedo mezza porzione, me ne danno una palata… grazie. Mangio malvolentieri. Pit-stop bagno, cambio maglietta e riparto.
Dopo un km mi parte un attacco convulso di tosse, sento qualcosa piantato in gola… dopo 30 secondi il corpo prende le redini della situazione, sbrocco… bene, e adesso? Stranamente mi sento bene, anzi: meglio. Sono un po’ preoccupato ma riparto di slancio e comincio a superare persone. Magari un reflusso, magari lo stomaco non accettava lo spezzatino. Ma adesso si va veloci!
Ci sono vari cartelli messi dall’organizzazione, che ci prendono bellamente per il culo. Ne leggo uno, rido, corro 3-4 km per leggere quello dopo… un toccasana! (tipo “remember: you paid for this”). Arrivo al ristoro, trovo di nuovo Daniele e partiamo assieme.
Ai ristori non riesco a mangiare come dovrei, tra un ristoro e l’altro sento lo stomaco che protesta se passa più di 1 ora e mezza, cerco di accontentarlo.
Incontriamo altri due friulani. Discesone a zig-zag su una poderale, saluto Daniele e parto veloce. Vedo un ragazzo tedesco zoppicare, parte la “Dolce Candy” che è in me, parliamo inglese:
“tutto bene?”
“Mi fa male il ginocchio”
“Hai creme, tape, antidolorifici?”
“No”
Ma… è possibile che uno parta per una 100 miglia mettendo solo lo smalto per unghie blu elettrico nello zaino?
“se vuoi ti do un po’ di crema all’arnica, è miracolosa”
Se la mette, senza spalmarla, ne ha più sui peli che sulla pelle… perle ai porci, vado via seccato e gli auguro in bocca al lupo.
3 tornanti in bomba.
Sento una vocina che dice “Lei!”. Non so perché ma mi giro, dubito che qualcuno dall’ufficio mi stia chiamando… e invece parlava con me… la friulana di prima mi sta chiamando in maniera formale dandomi del lei: “…sta sbagliando strada”.
Porto i miei omaggi, contessa!
Torno indietro, ringraziandola. Sarei arrivato fino a Santa Maria di Leuca, se non mi fermava.
Traversone noiosissimo, in piano ma impossibile da correre, molte radici, molto burrone sul lato. Sono di nuovo con Daniele. Mi dice che vorrebbe ritirarsi, che si sarebbe ritirato a 42 km se non mi incontrava. Gli dico che siamo quasi a 80 km, ormai siamo a metà, non ha senso mollare. Dopo 2-3 km il sentiero finalmente si trasforma e torna ad essere discesa, questa volta tecnica. Schizzo via fino al ristoro.
Comincia a fare caldo. Bevo, riparto, abbiamo ancora una quintalata di discesa da fare. Daniele insiste che sta valutando di fermarsi, gli dico che deve fare quello che vuole e, dopo esserci cotti sotto il sole e aver fatto l’ennesima collinetta, si ritira al ristoro dei 93 km e 4500 D+.
Povero gabbiano, ha perduto la sua compagna…, mangio bene e decido di mettermi a dormire un 20 minuti sull’erba per ricaricarmi. Ma siamo in basso e la natura pullula di vita, in meno di 2 minuti mi passano sopra 2 formiche, una larva, una forbicetta, un moscone. Devo essere particolarmente appetitoso, mi alzo incavolato. Saluto Daniele e riparto, dopo aver perso troppo tempo.
Ultima salita con una pendenza del 30%, ma è corta. Nell’ultimo tratto si attraversa una galleria di 250 metri, con la volta bassa entrando, uscendo e in vari altri punti. Mi parte l’estro social e faccio un video per chi mi segue, per fare il mona prendo una capocciata sulla volta. Riderissimo. Poi si scende. Sono sereno, ormai mancano solo 60 km! Potrei accelerare! Affianco un kossovaro, chiacchieriamo un po’, ha dolori alle gambe, è celiaco e non è abituato a fare tanti km. Dopo 1km di affiancamento e chiacchiere lo saluto dicendogli che ci rivedremo. Scoprirò dopo che si è ritirato a 120 km.
Arrivo di lato all’Isonzo, la strada è facile, bella e in piano. Peccato che quando arrivo sull’asfalto mi renda conto che ho i piedi sfasciati. Sapevo di avere delle vesciche sotto i piedi, trattate alla bell’e meglio 50 km prima. Ma fanno molto più male. Inoltre ho pensato di alzarmi un’unghia dando un calcio ad una pietra, così per ammazzare il tempo. Ho come l’impressione di essere a sangue… rimando il problema al prossimo ristoro con l’idea che se sono a sangue non potrò stare in piedi per altre 12 ore… Dopo un po’ di camminata modello Celentano-molleggiato, per evitare di pensarci, comincio a correre alternando piccoli tratti di camminata.
Ristoro: tolgo i calzini, ho due vesciche larghe tutta la pianta, ho delle vesciche a bolla sotto le vesciche grandi (vescice su vesciche, ma si può???). Ma è tutto chiuso, ottimo. Mi spalmo di abbondante crema allo zinco, mi nastro l’unghia del mellino e la relativa vescica laterale. Le polpaccere mi danno un po’ di noie, schiacciando su un calzino mi si è gonfiata una caviglia, sulla parte alta mi tagliano i tendini dietro le ginocchia, a partire da qui le sposterò di posizione più volte fino alla fine per ridurre i danni.
Mangio e dopo 15 minuti riparto sereno. Mi sembra di aver perso molte posizioni, nelle ultime 6-8 ore. Pace.
Adesso però sono determinato, gioco con gli alberi e le balise improvvisando un fartleck che mi permette di mantenere un ritmo elevato. Ciò nonostante dopo un’ora non ho ancora superato nessuno, a parte i due a 200 metri dal ristoro. Accendo la frontale e la metto sul secondo livello di luminosità (la mattina successiva avrò ancora 3 tacche di batteria… dura tantissimo) finalmente vedendo dove metto i piedi.
Passiamo vicino ad alcune case in campagna, in cui l’odore di grigliata e il rumore di bagordi solletica la voglia di fermarmi a far festa. Una compagnia si trova in un giardino a 100 metri dalla strada, vede la mia frontale e sbraita, mi chiamano per nome: probabilmente hanno l’applicazione aperta e leggono i nomi di quelli che passano! Mi gasa tantissimo e accelero senza accorgermene. Ormai manca “pochissimo” e non vedo l’ora di arrivare.
3 persone al buio, nei campi, mi parlano prima in sloveno, poi in italiano tirato:
“Quanto manca, arrivare?”
“52 chilometri”
“Ma va in mona!!!”
Grazie! Vado allegro, ormai sono arrivato, sento la spinta di questi “fans”.
Nell’ora successiva supero 3 persone, sono veramente in modalità agonistica. Parte la salita su una collina, non mollo, ho 2 persone che mi stanno alle calcagna. A metà salita penso che sto per scoppiare, mi supereranno e amen, guardo dietro ma li ho distanziati. Rallento anche io, va.
Ristoro-base vita, sono quasi le 23 e il mio unico pensiero è: “dove posso dormire?”.
Mi butto su una branda, ma dopo 15 minuti che mi giro dolente, capisco che i dolori alle anche e alle giunture non mi faranno chiudere occhio. Rincoglionito, rovisto nello zaino e prendo un okitask. Dopo altri 5 minuti in cui cambio posizione mi do del deficiente: tempo che farà effetto l’okitask sarò di nuovo sul sentiero, prendo la crema all’arnica che avevo offerto al tedesco, mi spalmo e mi addormento subito (altro che smalto per unghie).
10 minuti, suona la sveglia di uno che aveva piazzato il cellulare in carica a 20 cm dal mio naso.
Altri 5 minuti, un tipo nella branda in parte scambia il dormitorio per una cabina telefonica, nel sonno gli faccio motto con le mani di smetterla ma non capisce, poi esordisco con un “SSSHH!” e finalmente abbassa la voce.
10 minuti, sono troppo sveglio e mi alzo, dopo 50 minuti di “sonno”.
Mangio cose indescrivibili, mi riattivo, sistemo i piedi, cambio scarpe, parto nel buio. E’ mezzanotte, ancora una maratona e 1500 D+ da fare.
Riesco a rimanere vispo sul sentiero per 3 ore, pensando a rogne di lavoro, anche quelle aiutano, se si ha bisogno di rimanere svegli! Sono in ritardo di 2 ore sulla tabella di marcia, non avevo programmato di dormire e comunque sono già bravo ad essere in piedi sulle mie gambe, vista la preparazione che avevo.
La notte prima avevo mia moglie e mia mamma che mi smessaggiavano ogni mezz’ora, sta notte dormono, per fortuna.
Arrivo al ristoro di Tabor, ormai incontro corridori solo ai ristori, ogni tanto nemmeno in queste occasioni. Mi cremo nuovamente i piedi, sono in uno stato pessimo. Le prime scarpe avevano la suola in Vibram, ma non hanno fatto il loro lavoro. Riparto nella notte, poi comincio ad avere sonno e ciondolo sulla strada carrabile. Provo a smessaggiare a mia moglie, ma non legge. Provo a chiamarla (oggi è il giorno del 18° anniversario di matrimonio, colgo l’occasione per farle gli auguri alle 4:30 e resto sveglio!) ma non risponde, la bella addormentata…
Raggiungo per miracolo 2 concorrenti, parlano poco inglese ma mi attacco a loro per rimanere sveglio. Sta schiarendo. Vanno lentissimi… mancano 2 km al ristoro… saluto, schizzo via, corro dormendo e arrivo al castello di Branik, sede del ristoro. Chiedo la sveglia dopo 30 minuti, tempo che mi organizzo e mi addormento, mi svegliano dopo 30 minuti ma ne ho ovviamente dormiti solo 20… vabbè. Frittatona fredda e riparto.
Attraversiamo un paesino, raggiungo un concorrente, dietro ad un bar esce un invincibile della serata prima e comincia ad urlare all’altro:
Jugo!
Dementa!
Paver!
Ripetutamente, cappuccio della felpa alzato, sigaretta in mano, applaude sopra la testa. Un morto che cammina.
Non capisco cosa dica, poi ho un flash e capisco: “you go! The Man, the Power!”. A me non caga di striscio, continua ad urlare al mio collega mentre scompariamo tra i boschi sulla collina successiva.
Strada d’asfalto in leggera salita, il sole è ad altezza degli occhi, socchiudo gli occhi, poi aumento di 2 mm la chiusura e dormo senza accorgermi, seguendo il rumore dei bastoncini di quello davanti. 20-30 minuti di sonno, poi lo raggiungo, scambio due parole e mi fermo a rimedicare i piedi… cacchiarola.
Poi parto più deciso, lo supero e non lo rivedrò più. Dai che manca pochissimoooo!
Salita su sentiero, arrivo in cima, il fotografo che non capisce cosa dico (perché è rincoglionito lui, mica perché parlo male io dopo 38 ore di fatica…) e schizzo in discesa.
Su una radura giro veloce la testa e mi sembra di vedere un’ombra azzurra sul sentiero… sarà uno che vuole prendermi? Accelero! (gli darò 15 minuti all’arrivo)
La traccia per la prima volta è sbagliata ma mi fido delle balise, fortunatamente.
Ultimo ristoro, mancano 6 km in piano. Avvicino una sedia al tavolo del bere e mi siedo. Faccio motto di prendere qualcosa da mangiare dal tavolo del cibo allungando il braccio, è a 8 metri da me. I volontari mi chiedono cosa voglia, ma la risposta è “niente”, riparto che voglio arrivare!
Continuo ad alternare corsa a camminata fino ad 1 km dall’arrivo, da lì corro e basta (a 6:30-7:00/km?). Gente che mi dice “bravo”, cartelli che sfottono (Yes, not everyone looks this bad), io comincio a galvanizzarmi e piango di gioia, assaporando il momento. Strada in un parco, con gente sui lati che applaude, io piango e rido. Si passa in un corridoio tra case di pochi metri, riesco a riassettarmi ma poi esco sulla piazza e un fottio di gente (magari solo 20 persone, ma mi sembravano tantissime) mi applaude e io mi lascio andare alle emozioni.
39:42. 163 km e 6700 d+. Ben fatta.
Arriverò a casa sfinito e mi accorgerò di aver lasciato le borse del cambio in Slovenia… le ho recuperate il giorno dopo.
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gogo
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Re: Ultra Trail Vipava Valley (Slovenia) 05-07.5.2023

Messaggio da gogo »

Grande Bobo! io non come tu faccia ad affrontare kmtraggi per me impossibili con una naturalezza e disinvoltura veramente invidiabili. chapeau
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martin
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Re: Ultra Trail Vipava Valley (Slovenia) 05-07.5.2023

Messaggio da martin »

Un'altro bel racconto per gli annali (annales pontificum :lol: ).

Bravissimo
Danny74
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Re: Ultra Trail Vipava Valley (Slovenia) 05-07.5.2023

Messaggio da Danny74 »

E chi avrebbe mai immaginato che la parte più dura di questa UTVV sarebbe stata convincere Boborosso che veramente ero cotto e non c’erano santi? 😂😂😂. Il colpo di grazia è stato al 93mo vederti ingurgitare cevapcici mentre io avevo avevo ancora sullo stomaco il cetriolino mangiato 6 ore prima. Massimissima stima per averla portata a casa, è stato un grandissimo piacere conoscerti e alla prossima, anche se ho paura che se ci ribecchiamo e ho lo stomaco a posto rischiamo di finirla per frasche invece che al traguardo 😂😂
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