Cervino Matterhorn Ultra Race (Ao) 27.06.2026
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Questa sezione è dedicata alle anteprime e ai racconti delle gare.
Nel titolo scrivete il nome della gara, la provincia e la data di svolgimento.
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Re: Cervino Matterhorn Ultra Race (Ao) 27.06.2026
Vedendo cosa sta succedendo sul Cervino in questi giorni (si sta sciogliendo la neve in alto con cascate gigantesche che scendono dai vari versanti…) mi chiedo cosa avrete trovato sul ghiacciaio…
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Re: Cervino Matterhorn Ultra Race (Ao) 27.06.2026
Ramponcini inutilizzati: all'andata neve mollissima (in alcuni punti ci andavi dentro fino a mezzo stinco), al ritorno stranamente già meglio.
Nonostante questo sono riuscito lo stesso a battezzarmi un braccio nel, forse, unico pezzo di ghiaccio vero dove siamo passati
Nonostante questo sono riuscito lo stesso a battezzarmi un braccio nel, forse, unico pezzo di ghiaccio vero dove siamo passati
Re: Cervino Matterhorn Ultra Race (Ao) 27.06.2026
Io li ho usati perché per esperienza ho visto che anche se la neve è molle a volte aiutano. Al ritorno in tanti hanno deviato completamente dal tracciato per, appunto, trovare ghiaccio e/o neve dura ma era un terno al lotto.
Domenica sono andato a visitare il museo delle guide e ho notato che in alcune mappe storiche il ghiacciaio arrivava praticamente a Zermatt. Sabato invece guardandolo dall’alto pensavo che ci sarebbe stato bene un bel parco acquatico
Domenica sono andato a visitare il museo delle guide e ho notato che in alcune mappe storiche il ghiacciaio arrivava praticamente a Zermatt. Sabato invece guardandolo dall’alto pensavo che ci sarebbe stato bene un bel parco acquatico
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Re: Cervino Matterhorn Ultra Race (Ao) 27.06.2026
Preciso che io sono rimasto in tracciato, infatti sono scivolato proprio sull'ultima rivetta all'andata.
Re: Cervino Matterhorn Ultra Race (Ao) 27.06.2026
Eccomi di ritorno dal weekend di Cervinia, dove ho goduto delle fatiche della 70K che a mio avviso è una Signora gara. Credo che i cancelli iniziali stretti, contribuiscano a rendere questo trail piuttosto difficile, assieme a quota, salite assassine e nella giornata di venerdì, un caldo pazzesco appena si è scesi sotto i 3000m. Di contro, il percorso, ad esclusione della discesa finale sulle piste da sci (sempre sia lodata, brutta ma facile) è di una bellezza assurda.
Organizzazione a mio avviso senza sbavature, tutti i ristori quando sono passato io (circa a metà) avevano abbondantemente di tutto (so che lo scorso anno in Svizzera furono sparagnini ma quest'anno alla Schönbielhütte c'era pasta, riso, brodo e torte fatte in casa). La salita onirica finale al Teodulo ti trascina in un universo parallelo, che in Veneto descriviamo mettendo il nome del creatore accostato a tanti inquilini delle fattorie di campagna, ma l'arrivo tra numerose persone che ti salutano e si alzano dai tavolini del bar per applaudirti ti ricompensa della fatica
Ho avuto il piacere di vederre Franco lungo il percorso, e Corry all'arrivo, e mi piace constatare che non siamo solo un forum di nomi ma dietro ad ogni nick c'è un runner appassionato
Spero di aver voglia nei prossimi giorni di buttare giù due righe di racconto, magari quando passa il caldo

Organizzazione a mio avviso senza sbavature, tutti i ristori quando sono passato io (circa a metà) avevano abbondantemente di tutto (so che lo scorso anno in Svizzera furono sparagnini ma quest'anno alla Schönbielhütte c'era pasta, riso, brodo e torte fatte in casa). La salita onirica finale al Teodulo ti trascina in un universo parallelo, che in Veneto descriviamo mettendo il nome del creatore accostato a tanti inquilini delle fattorie di campagna, ma l'arrivo tra numerose persone che ti salutano e si alzano dai tavolini del bar per applaudirti ti ricompensa della fatica
Ho avuto il piacere di vederre Franco lungo il percorso, e Corry all'arrivo, e mi piace constatare che non siamo solo un forum di nomi ma dietro ad ogni nick c'è un runner appassionato
Spero di aver voglia nei prossimi giorni di buttare giù due righe di racconto, magari quando passa il caldo
Re: Cervino Matterhorn Ultra Race (Ao) 27.06.2026
Posso certificare che era fresco come dopo un allenamento in scarico di 10 chilometri.
Re: Cervino Matterhorn Ultra Race (Ao) 27.06.2026
Bravissimi! complimenti a tutti per aver completato la gara!
Peccato per la situazione meteo... io un paio di settimane fa ho fatto un giro in Valsesia sono arrivato fino a punta Indren ma rispetto a un paio di anni fa c'erano pochissimi nevai, la situazione è cambiata notevolmente
Peccato per la situazione meteo... io un paio di settimane fa ho fatto un giro in Valsesia sono arrivato fino a punta Indren ma rispetto a un paio di anni fa c'erano pochissimi nevai, la situazione è cambiata notevolmente
Re: Cervino Matterhorn Ultra Race (Ao) 27.06.2026
Mi ritrovo in quasi tutto nella tua descrizione. Anche per noi, gara dei 70k portata a casa. Percorso davvero bello trane per me la risalita del ghiacciaio del Teodulo che è veramente brutta (ma anche perché il ghiacciaio sta morendo e gli impianti in quota sono davvero brutti). Gara davvero tecnica, si usano tanto le mani sulla roccia e sulle catene. Ristori super. Organizzazione super gentile e tutto era ben organizzato. Un po di coda alla partenza. Per il resto davvero una signor Gara !motosega ha scritto: ↑29/06/2026, 16:40 Eccomi di ritorno dal weekend di Cervinia, dove ho goduto delle fatiche della 70K che a mio avviso è una Signora gara. Credo che i cancelli iniziali stretti, contribuiscano a rendere questo trail piuttosto difficile, assieme a quota, salite assassine e nella giornata di venerdì, un caldo pazzesco appena si è scesi sotto i 3000m. Di contro, il percorso, ad esclusione della discesa finale sulle piste da sci (sempre sia lodata, brutta ma facile) è di una bellezza assurda.
Organizzazione a mio avviso senza sbavature, tutti i ristori quando sono passato io (circa a metà) avevano abbondantemente di tutto (so che lo scorso anno in Svizzera furono sparagnini ma quest'anno alla Schönbielhütte c'era pasta, riso, brodo e torte fatte in casa). La salita onirica finale al Teodulo ti trascina in un universo parallelo, che in Veneto descriviamo mettendo il nome del creatore accostato a tanti inquilini delle fattorie di campagna, ma l'arrivo tra numerose persone che ti salutano e si alzano dai tavolini del bar per applaudirti ti ricompensa della fatica
Ho avuto il piacere di vederre Franco lungo il percorso, e Corry all'arrivo, e mi piace constatare che non siamo solo un forum di nomi ma dietro ad ogni nick c'è un runner appassionato
Spero di aver voglia nei prossimi giorni di buttare giù due righe di racconto, magari quando passa il caldo![]()
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Re: Cervino Matterhorn Ultra Race (Ao) 27.06.2026
Sperando di non tediarvi metto il resoconto della gara. Sennò si perde la buona abitudine di raccontare le proprie esperienze
PARTE 1
Dopo la positiva esperienza dello scorso anno alla AMA, cercavo per il 2026 un’altra gara che coniugasse il trail con un mix di alpinismo (facile) e di alta montagna, così, sulla base anche dei racconti di Franco e di Lucio ho scelto la CMUR 70, con il mio solito sodale (16 anni più giovane e molto più forte di me). Anche quest’anno un’altra coppia di compagni di squadra (Fagiani Imprendibili) sarà al via con noi e partiamo a metà mattinata di giovedì 25 giugno dalla provincia di Verona verso Cervinia. Dopo una sosta tattica ad Ivrea per un pranzo in trattoria, alle 14.45 siamo a Breuil, e in modo fortunato troviamo gli ultimi due posti nella piazzetta centrale (di solito a pagamento) che fino al 30/06 è libera da pedaggio. Auto, partenza/arrivo, consegna materiale, palestra con docce e brande….tutto è nel giro di 50m. Una pacchia ! Prendiamo dall’auto il materiale gara che viene controllato (non il vestiario, a dire il vero) e ci consegnano come pacco gara una sacca piena di materiale farmaceutico di libera vendita, oltre che a una maglia tecnica della Millet e un drink analcolico. Il meteo si annuvola e iniziano a farsi sentire dei brontolii sordi provenienti dalle montagne attorno, perciò appena aprono la palestra lasciamo il giardinetto dove eravamo seduti sotto lo sguardo mite di Mike Bongiorno e giusto prima della pioggia prendiamo possesso di brandine comodissime all’interno della scuola e sfruttiamo le ore che ci separano dalla cena a predisporre il materiale. Usciamo a mangiare in pizzeria (una pizza non proprio leggerissima) e facciamo due passi in paese, meditando sulle peculiarità immobiliari della zona (appartamento bilocale 90mq in classe G a 1.000.000€) e soprattutto alziamo gli occhi al cielo per vedere se la copertura nuvolosa si aprirà. Personalmente sono un po’ inquieto, non sono carico e non capisco il perché della mia svogliatezza ma è tempo di tornare alle brande per chiudere gli occhi almeno un’oretta prima della partenza, dato che sono quasi le dieci di sera.
Alle 23.30, senza bisogno di sveglia tutta la palestra prende vita e noi ci prendiamo tutto il tempo necessario per vestirci, metterci crema per il sole, fare gli ultimi spostamenti di materiale nello zaino, ricordarci vicendevolmente questa o quella cosa da non scordare e finalmente, alle 00.30 scendiamo alla partenza sotto una bella stellata e con le voci di speaker ed organizzatori a darci il countdown. Il mio stato d’animo è cambiato notevolmente dopo il riposino, e mi sento finalmente pronto a vendere cara la pelle. Sotto il gonfiabile della partenza noi 4 ci auguriamo buona gara e dopo il via puntuale ogni equipaggio si concentra su di sé e sul compagno. Per cercare di avere un riferimento, ho messo a punto una tabella e mi sono creato un piano gara di 19h15’. Tutto ciò ben consapevole che comunque per passare lo stretto cancello al Rifugio Aosta (30 km e 2600D+ in 7h45 con la necessità di imbragarsi) non avrei potuto tergiversare troppo. Come al solito la partenza è caotica, e continuo a buttare l’occhio dove sia il mio socio (ad ogni check point il tempo viene preso sulla coppia, una volta sola, non sulle due persone). Veniamo affiancati da altri due amici con cui avevamo condiviso le fatiche della AMA lo scorso anno, e proprio mentre li saluto e scambio due impressioni, ad un tratto non vedo più il mio sodale. Inizio a rallentare e a farmi sfilare, tanto da pensare di fermarmi fino a quando non fosse arrivato, ma poi mi viene il dubbio che nella confusione possa essere davanti, e a quel punto fermarsi sarebbe un errore madornale, perciò rallentando sempre più inizio ogni 2 minuti a urlare “ NANE !!!” senza sortire alcun effetto se non quello di sembrare un totale imbecille agli occhi di chi mi sta vicino. Finalmente, dopo quattro-cinque richiami da dietro arriva la risposta “son qua, arrivo” e mi metto tranquillo dietro a due ragazze (che scoprirò poi essere la coppia femminile vincente) finchè Giovanni mi raggiunge, ormai dopo una decina di km dal via. Mi racconta che di punto in bianco gli si è aperto lo zaino, con fuoriscita del contenuto, tra il quale il sacchetto col cellulare che nel buio della notte non è più riuscito a trovare. Dopo aver commentato la peculiarità dell’accaduto utilizzando un gergo veneto colorito, riprendiamo a muoverci assieme, ad un passo robusto ma sostenibile grazie al quale arriviamo al primo ristoro posto dopo 15 km e 1500D+ in 3h08’ senza essere andati fuorigiri. Va bene stare nei tempi, ma i km mancanti sono 55 ed essere al gancio qui significa rischiare di compromettere la seconda parte di corsa. Tempo di mangiare un po’ di frittata e un po’ di crostata, ricaricare le flask e bere un po’ di coca e siamo pronti a partire, assieme alle altre due coppie di amici coi quali senza accordarci ci troviamo. Fino a questo punto ci siamo spostati lungo la vallata di Cervinia, in direzione sud verso Valtournenche che è sotto di noi, ora dobbiamo svalicare il Col de Valcorniere, a 3150m e passare nel vallone parallelo, tornando a puntare verso la Svizzera. Il fondo è tecnico ma la temperatura è perfetta, tanto che in discesa recuperiamo posizioni ed in poco tempo ci troviamo al ristoro successivo, al Rifugio Prarayer mantenendo sempre un po’ di anticipo sulla tabella di marcia. Qui incontro franco, mio sodale a due Echappee Belle ed è incredibile il sincronismo col quale senza darci appuntamento ci becchiamo. Dopo i saluti e gli incoraggiamenti di circostanza però ci separiamo e inizio la risalita del lungo vallone glaciale che porta al prossimo checkpoint. Si cammina in fondovalle con pendenze dolci, costeggiando il torrente che si forma dallo scioglimento del ghiacciaio di Tsa de Tsan fino ad arrivare ad una bastionata che sale ripida verso il rifugio sovrastante. Ai piedi della parete una Guida ci fa indossare imbrago, casco e kit ferrata dopodiché invero senza particolari problemi (le difficoltà tecniche sono pochissime) arriviamo all’Aosta dopo aver percorso 30km con 2500 D+ in 7 ore esatte. Questa prima parte veloce è finalmente conclusa, ora ci aspetta il tratto tecnico e in alta quota, e francamente per le mie caratteristiche lo temo meno di quello appena finito. Il tempo di mangiare qualcosa al Rifugio, coccolati da un branco di giovanetti gentili e allegri che cantano a squarciagola le canzoni di Bad Bunny e siamo pronti, sempre tutti e 6 assieme, a rimetterci in azione.
PARTE 1
Dopo la positiva esperienza dello scorso anno alla AMA, cercavo per il 2026 un’altra gara che coniugasse il trail con un mix di alpinismo (facile) e di alta montagna, così, sulla base anche dei racconti di Franco e di Lucio ho scelto la CMUR 70, con il mio solito sodale (16 anni più giovane e molto più forte di me). Anche quest’anno un’altra coppia di compagni di squadra (Fagiani Imprendibili) sarà al via con noi e partiamo a metà mattinata di giovedì 25 giugno dalla provincia di Verona verso Cervinia. Dopo una sosta tattica ad Ivrea per un pranzo in trattoria, alle 14.45 siamo a Breuil, e in modo fortunato troviamo gli ultimi due posti nella piazzetta centrale (di solito a pagamento) che fino al 30/06 è libera da pedaggio. Auto, partenza/arrivo, consegna materiale, palestra con docce e brande….tutto è nel giro di 50m. Una pacchia ! Prendiamo dall’auto il materiale gara che viene controllato (non il vestiario, a dire il vero) e ci consegnano come pacco gara una sacca piena di materiale farmaceutico di libera vendita, oltre che a una maglia tecnica della Millet e un drink analcolico. Il meteo si annuvola e iniziano a farsi sentire dei brontolii sordi provenienti dalle montagne attorno, perciò appena aprono la palestra lasciamo il giardinetto dove eravamo seduti sotto lo sguardo mite di Mike Bongiorno e giusto prima della pioggia prendiamo possesso di brandine comodissime all’interno della scuola e sfruttiamo le ore che ci separano dalla cena a predisporre il materiale. Usciamo a mangiare in pizzeria (una pizza non proprio leggerissima) e facciamo due passi in paese, meditando sulle peculiarità immobiliari della zona (appartamento bilocale 90mq in classe G a 1.000.000€) e soprattutto alziamo gli occhi al cielo per vedere se la copertura nuvolosa si aprirà. Personalmente sono un po’ inquieto, non sono carico e non capisco il perché della mia svogliatezza ma è tempo di tornare alle brande per chiudere gli occhi almeno un’oretta prima della partenza, dato che sono quasi le dieci di sera.
Alle 23.30, senza bisogno di sveglia tutta la palestra prende vita e noi ci prendiamo tutto il tempo necessario per vestirci, metterci crema per il sole, fare gli ultimi spostamenti di materiale nello zaino, ricordarci vicendevolmente questa o quella cosa da non scordare e finalmente, alle 00.30 scendiamo alla partenza sotto una bella stellata e con le voci di speaker ed organizzatori a darci il countdown. Il mio stato d’animo è cambiato notevolmente dopo il riposino, e mi sento finalmente pronto a vendere cara la pelle. Sotto il gonfiabile della partenza noi 4 ci auguriamo buona gara e dopo il via puntuale ogni equipaggio si concentra su di sé e sul compagno. Per cercare di avere un riferimento, ho messo a punto una tabella e mi sono creato un piano gara di 19h15’. Tutto ciò ben consapevole che comunque per passare lo stretto cancello al Rifugio Aosta (30 km e 2600D+ in 7h45 con la necessità di imbragarsi) non avrei potuto tergiversare troppo. Come al solito la partenza è caotica, e continuo a buttare l’occhio dove sia il mio socio (ad ogni check point il tempo viene preso sulla coppia, una volta sola, non sulle due persone). Veniamo affiancati da altri due amici con cui avevamo condiviso le fatiche della AMA lo scorso anno, e proprio mentre li saluto e scambio due impressioni, ad un tratto non vedo più il mio sodale. Inizio a rallentare e a farmi sfilare, tanto da pensare di fermarmi fino a quando non fosse arrivato, ma poi mi viene il dubbio che nella confusione possa essere davanti, e a quel punto fermarsi sarebbe un errore madornale, perciò rallentando sempre più inizio ogni 2 minuti a urlare “ NANE !!!” senza sortire alcun effetto se non quello di sembrare un totale imbecille agli occhi di chi mi sta vicino. Finalmente, dopo quattro-cinque richiami da dietro arriva la risposta “son qua, arrivo” e mi metto tranquillo dietro a due ragazze (che scoprirò poi essere la coppia femminile vincente) finchè Giovanni mi raggiunge, ormai dopo una decina di km dal via. Mi racconta che di punto in bianco gli si è aperto lo zaino, con fuoriscita del contenuto, tra il quale il sacchetto col cellulare che nel buio della notte non è più riuscito a trovare. Dopo aver commentato la peculiarità dell’accaduto utilizzando un gergo veneto colorito, riprendiamo a muoverci assieme, ad un passo robusto ma sostenibile grazie al quale arriviamo al primo ristoro posto dopo 15 km e 1500D+ in 3h08’ senza essere andati fuorigiri. Va bene stare nei tempi, ma i km mancanti sono 55 ed essere al gancio qui significa rischiare di compromettere la seconda parte di corsa. Tempo di mangiare un po’ di frittata e un po’ di crostata, ricaricare le flask e bere un po’ di coca e siamo pronti a partire, assieme alle altre due coppie di amici coi quali senza accordarci ci troviamo. Fino a questo punto ci siamo spostati lungo la vallata di Cervinia, in direzione sud verso Valtournenche che è sotto di noi, ora dobbiamo svalicare il Col de Valcorniere, a 3150m e passare nel vallone parallelo, tornando a puntare verso la Svizzera. Il fondo è tecnico ma la temperatura è perfetta, tanto che in discesa recuperiamo posizioni ed in poco tempo ci troviamo al ristoro successivo, al Rifugio Prarayer mantenendo sempre un po’ di anticipo sulla tabella di marcia. Qui incontro franco, mio sodale a due Echappee Belle ed è incredibile il sincronismo col quale senza darci appuntamento ci becchiamo. Dopo i saluti e gli incoraggiamenti di circostanza però ci separiamo e inizio la risalita del lungo vallone glaciale che porta al prossimo checkpoint. Si cammina in fondovalle con pendenze dolci, costeggiando il torrente che si forma dallo scioglimento del ghiacciaio di Tsa de Tsan fino ad arrivare ad una bastionata che sale ripida verso il rifugio sovrastante. Ai piedi della parete una Guida ci fa indossare imbrago, casco e kit ferrata dopodiché invero senza particolari problemi (le difficoltà tecniche sono pochissime) arriviamo all’Aosta dopo aver percorso 30km con 2500 D+ in 7 ore esatte. Questa prima parte veloce è finalmente conclusa, ora ci aspetta il tratto tecnico e in alta quota, e francamente per le mie caratteristiche lo temo meno di quello appena finito. Il tempo di mangiare qualcosa al Rifugio, coccolati da un branco di giovanetti gentili e allegri che cantano a squarciagola le canzoni di Bad Bunny e siamo pronti, sempre tutti e 6 assieme, a rimetterci in azione.
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Re: Cervino Matterhorn Ultra Race (Ao) 27.06.2026
Bel racconto dettagliato motosega! Dai vai avanti e non tenerci sulle spine 