Sono contrastato: so di essermi preparato bene, ho fatto il record di dislivello prima della gara, oltre 79000m da gennaio però nelle ultime 2 settimane ho fastidio alle ginocchia (probabilmente a causa del carico), oltre a questo ho il solito dolore all'inserzione del tendine d'achille sinistro.
Pacco gara ritirato in poco più di un ora, purtroppo ho scelto il momento di punta, poco male. Passo il resto del pomeriggio alla scuola elementare in cui è stato allestito un dormitorio, mi rilasso e cerco di riposare il più possibile.
Ceniamo con una pizza io, Pietro, Augusto e Baidus, poi subito per gli ultimi preparativi. Partenza conservativa, rispetto il percorso, so che è lungo e difficile, c’è eventualmente tutto il tempo per spingere un pò di più.
Giungo al primo ristoro, prendo solo un pò di acqua ai tavoli allestiti all’esterno e riparto, ma subito realizzo che ho saltato il check point, chiedo a conferma a chi ho vicino ed entro nel rifugio.
Fino al rifugio Deffeyes è come partecipare ad una lunga fiaccolata poi dopo ci si dirada un pò. Discesa verso la Thuile recupero qualche posizione e arrivo al ristoro, come avevo letto anche nelle edizioni passate i concorrenti che si trovano al ristoro sembrano già stanchi.
Mi rifocillo abbastanza bene in vista di una delle salite più lunghe riparto con Baidus, ormai è arrivata anche l’alba. Salgo regolare, non voglio bruciarmi, scambio qualche parola con il mio compagno, noto che lui sta usando un vest da 5 litri mentre io sono in modalità mulo con zaino da 12 litri e marsupio… forse uno dei 2 ha esagerato!??!?!!
A circa ¾ di salita per arrivare a Youlaz Baidus mi stacca.
Proseguo in questa vallata il cui paesaggio mi piace molto valorizzato dalle prime luci del mattino. Continuo l’ascesa e inizio a sentire un pò di stanchezza oltre che la quota intorno a me il panorama è spettacolare, sicuramente è il tratto che ho apprezzato maggiormente durante tutto il percorso, faccio il tratto di cresta e intorno alle 10 arrivo al ristoro del Mont Fortin, mi fermo per qualche minuto, metto la crema solare e cerco di ritrovare un pò di brillantezza. Dopo poco arriva Pietro, ci scambiamo 2 parole poi lui riparte e non lo vedrò più.
Passato non molto tempo dal ristoro prosegue il declino del mio stato, sarà il peggior momento della gara fino a Maison Vielle: circa 15Km in cui la mia mente vuole sabotare la gara, in più inizia a piovere. Trovo questo tratto noioso, mi sembra che sia passata un eternità, mi sento bene, addirittura i fastidi che avevo alle gambe sono spariti, ma medito il ritiro, mi manca la voglia di proseguire. Applico una delle poche cose che ho imparato: aspetto il ristoro prima di decidere il ritiro. Giunto a Maison Vielle cerco di alimentarmi bene, dopo poco decido di proseguire tanto anche se mi fossi ritirato avrei dovuto scendere ugualmente a piedi perchè chi non ha problemi particolari non viene trasportato a valle. Ora la voglia mi è tornata, probabilmente ho fatto l’errore di mangiare pochi alimenti solidi e quindi il mio stato era causato dall’essere scarico.
La pioggia termina, Incontro una ragazza di nome Erika, scambiamo 2 parole e anche lei ha meditato il ritiro contanto che è la sua prima 100 e come ultimo lungo aveva fatto 2 settimane prima 70km, capisco che difficilmente può essere in forma smagliante… ci accordiamo nel farci forza a vicenda per salire al Pavillion però appena iniziamo l’ascesa si attacca al telefono, io intanto salgo regolare e la stacco. Raggiungo la base vita, mi alimento e ne approfitto per alleggerirmi il mio zaino. Nel frattempo arriva anche Erika che decide di ritirarsi.
Percorro la criticata discesa dal Pavillion non proprio a mio agio e affronto il lungo tratto della balconata, ormai, al tramonto raggiungo il Bonatti da qui inizio una progressione, che mi porta a superare qualche concorrente, ho voglia di finire e trovo la discesa fino a Currù congeniale, in questo tratto e nel successivo mangia e bevi (interminabile e quasi insopportabile) recupero circa una trentina di posizioni. L’ultima discesa nel bosco l’affronto con cautela, ormai è tornata fuori la stanchezza oltre ad essere molto insidiosa tra sassi e radici.
Finalmente chiudo l’anello con in 27 ore e 8 minuti, avevo altre previsioni anche se la quota media, il dislivello e lo stato delle mie gambe erano grandi incognite da calcolare.
Tutti i forumisti sono stati bravi a superare e proprie difficoltà, situazioni non facili da gestire come la lampada di Bobo.