augusto losio ha scritto:innanzi tutto un saluto a LaFra, con cui ho fatto un po' di elastico nella seconda metà: ero quello con la giacca rossa al ristoro del 38k, quello che hai smontato dicendo "ma sì, ancora 12 e ci siamo".
ora, noi COMUNI MORTALI se sono 49k e siamo al 38 diciamo 11k, centellinando anche sul decametro.
tu invece (con la calma della top model e la perfidia di una crudelia demon dei flutti) hai arrotondato per eccesso come se nulla fosse.

Augusto, ma quale perfidia e quale top model? Al 38k avevo rinunciato anche ad asciugarmi il naso se mi colava, e arrotondare per eccesso è una mia autodifesa: così sono sicura di non ritrovarmi a dover fare ancora strada quando penso di aver finito!!
augusto losio ha scritto:poi sono arrivato appena dietro di te, grazie della polvere.
Ma non vale!! Avevi sbagliato strada... altrimenti saresti arrivato davanti!
Mi dispiace davvero non averti riconosciuto, ti avrei salutato volentieri!
La mia Maremontana, comunque, è stata falsata dal doping. Quindi non faccio testo.
E' noto il mio sdoppiamento di personalità durante le gare: normalmente un piccolo demone nero nei tratti più duri si impossessa di me e devo combattere per non cedere, mentre mi suggerisce di darmi alla Zumba nella prossima vita e mi pronostica un ritiro al 10° Km per sopravvenuta morte apparente. Stavolta, invece, mi sono fatta assistenza sul percorso da sola.
Una Francesca bambina, piena della gioia e dell'entusiasmo incosciente che appunto solo i bambini possono avere, mi ha accompagnata per tutta la gara, permettendomi non solo di chiuderla, ma di godermela.
Ovvio che c'entra parecchio il fatto di aver corso sui sentieri che amo da morire, in cui andavo a camminare fin da piccolissima, e su cui non riesco, non riesco proprio a non essere felice.
Mi ha fatto da doping? Valutate voi:
- Sveglia alle 4.50, piove a dirotto, il cane portato a pisciare mi guarda prima con odio (mentre è fuori) e poi con dileggio (quando risale sul divano e si acciambella al caldo): ma io mangio mezza colomba e all'idea che possano annullare la gara mi sento perfino un po' dispiaciuta.
- Per la prima volta nella vita seguo Michal e parto dalle primissime file: gesto di inaudito coraggio da parte mia, e per giunta lancio ululati di incoraggiamento ed entusiasmo allo start, invece di farmi blasfemi segni di croce e pronunciare surreali voti di castità in cambio della sopravvivenza...
- Nonostante sia la mia prima gara sotto la pioggia, nonché quella - finora - con più fango della mia vita, salgo senza bacchette le salite coperte di fango, con lo stile e la tenacia di Mr Bean, trovando il tutto faticosissimo, certo, pericolosetto in discesa, è vero, ma anche maledettamente divertente. Nelle discese di fango arrivo a sciarci sopra con i piedi, sentendomi molto Kilian sulla neve, indifferente o quasi al pensiero di quanto si arricchirebbe il mio dentista con un semplice piede in fallo.
- Salendo sul Sebanco, la pioggia inizia a cadere con una lentezza sospetta e si trasforma in nevicata, giusto corollario alle pozze ghiacciate in cui metto i piedi: la Francesca bambina si entusiasma invece di piangere, e dice: "Dalla sabbia alla neve!". Il fatto che le labiali escano smozzicate per via delle labbra congelate non la turba minimamente.
- Alla notizia del ritiro di Michal, a metà gara, pur sapendo che mi aspetta la salita più stronza (poi l'hanno tagliata, ma io lì non lo sapevo) - non ho pensieri vigliacchi tipo "mi ritiro anch'io con la scusa che povero amore ero preoccupata per lui..."
- I ruoli si invertono: mi ritrovo ad incoraggiare i volontari sul percorso. (Santi Subito tutti, per quanto mi riguarda: loro sì che hanno fatto un'impresa, a restare lì fermi al gelo per ore e ore, riuscendo pure a sorriderci invece di maledirci!)
- Sprint finale sul traguardo, come non riesco a fare nemmeno alla fine delle 10 km. Decisamente, ero in uno stato di grazia. Peccato solo che non ci fosse nessuno a immortalare il gesto!

Ma dopo 9 ore capisco che anche i fotografi fossero abbastanza imbaccaliti dal freddo...
Detto questo, me la sono goduta e sono stata felicissima di passare nei "miei" sentieri (la discesa da Pian delle Bosse alla Castagna potrei farla praticamente bendata) e di aver chiuso la gara senza le crisi e le rovinose cadute che temevo: ma concordo con chi dice che sarebbe una buona cosa riflettere sull'idea di spostare la gara. E' vero che qui in Liguria ci sono giornate tra febbraio e marzo che sembrano Maggio, ma è altrettanto vero che l'inizio della primavera, da qualche anno, ci regala sistematicamente pioggia e neve. Sicuramente è molto più epico così, ma i rischi salgono e sarebbe bello poter fare il percorso intero senza tagli e senza troppi ritiri, l'anno prossimo... vedremo!