In effetti l'unica volta che ho rischiato un dnf era alla Utlac e alla partenza c'eravate voi due
Gran Trail Courmayeur (Ao) 10-12.07.2026
Moderatore: maudellevette
Regole del forum
Questa sezione è dedicata alle anteprime e ai racconti delle gare.
Nel titolo scrivete il nome della gara, la provincia e la data di svolgimento.
Questa sezione è dedicata alle anteprime e ai racconti delle gare.
Nel titolo scrivete il nome della gara, la provincia e la data di svolgimento.
Re: Gran Trail Courmayeur (Ao) 10-12.07.2026
...smaltisco l'alcol, capisco dove son girato e vi scrivo...
...prima di tutto complimenti a Pietro, ha fatto una gran gara, gestita bene, in progressione; mi spiace molto per Augusto, ti auguro di trovare il rimedio al tuo problema.
Mi ha fatto piacere aver conosciuto Baidus, purtroppo non ho sono riuscito a stare al suo passo ma quello lo immaginavo fin dall'inizio.
Peccato non aver visto Boborosso, almeno per un saluto.
Anche la mia GTC è stata altalenante, ma tutto sommato son contento di averla portata a casa, il ritiro sarebbe stato uno spreco.
Re: Gran Trail Courmayeur (Ao) 10-12.07.2026
Gran Trail Courmayeur Mont-Blanc 2026
Mi sono iscritto a questa gara per avere il pass per il TOR 2027.
Come almeno più di metà degli iscritti…
Se un esperto di statistica facesse due conti, mi direbbe che sono un deficiente:
- Valutiamo la probabilità di finire la gara (80%)
- La moltiplico per la probabilità di essere tra quei 100 che riescono a cliccare per primi nell’iscrizione con prelazione (40%)
Ottengo una probabilità del 32%, inferiore a quella per cui passerei con la pre-iscrizione (35-40%). E a questo risultato devo comunque sottrarre il gusto e tempo perso per fare una gara che “faccio perché devo”.
Per fortuna io come lavoro faccio il falegname, cerco di ignorare il calcolo delle probabilità, ci credo di brutto e decido di mettere il dentino sotto il cuscino. Sperando passi la fatina dei denti.
Di recente sto cercando di prendere meno sul serio le gare. Non nel senso che mi presento impreparato, ma evito di preoccuparmi troppo e troppo presto. In fondo non sto andando in guerra, non sto per morire di fame. Sarà solo un po’ di fatica autoinflitta.
Quindi la sera prima inizio a fare lo zaino, poi preferisco dedicare un po’ di tempo ad una sessione di massaggi con i rulli per sistemare le gambe, troppo sollecitate per gli allenamenti degli ultimi due mesi. L’indomani vado a lavoro 4 ore, ritorno a casa, finisco lo zaino, mi faccio 6 ore di macchina e alle 19:15 sono a Courmayeur a ritirare il pettorale. Ovviamente, a quell’ora, la tipica coda per il ritiro pettorali non c’è più e mi fanno passare davanti ai runner della 55 e della 30 km. Mi sento un VIP.
Pasta nel Tupperware, mezz’ora di sonno e vado a consegnare la borsa del cambio, dopo finirò di cremarmi.
Invece alla consegna della borsa incontro Augusto e Pietro, conosco Baidus: “ma non lo vuoi un gelato?” no. “un caffè?” no…
Vabbè un caffè sì… Vado con loro al bar… non hanno capito che volevo che mi chiedessero se volevo una birra… mannaggia…
Gelatino al caffè in piazza, siamo seduti come se fosse la domenica mattina e avessimo deciso di fare una fiasp di paese da 10 km. Se non fosse che abbiamo un pettorale, siamo sovrastati dal Monte Bianco e ci sono lampi e tuoni che si stanno scatenando in cielo potremmo rimanere qui in eterno.
21:30 piove, Augusto va alla partenza.
Io convinco Baidus che è meglio che stiamo all’asciutto ancora per un po’ e che il Friûl è meglio di Trieste. Lo sento molto convinto.
Saluto Offriends, che passa modalità civile, senza pettorale.
Vado alla partenza. Mi sono cremato? No…
Perlomeno per ora io sono asciutto e con la maglietta, gli altri sono tutti zuppi e vestiti troppo.
Partiti! Tifo stupendo per 2-3 km e mi sento gasatissimo! Quasi tutti gli altri devono fermarsi per togliere l’impermeabile, me la rido. Affianco Baidus e ci confrontiamo un po’, da quel che ho capito sarà più veloce di me, a meno di problemi al ginocchio. C’è ancora gente con l’impermeabile, anche se fa caldissimo e non piove… bho…
Dopo 6 km finalmente si sale, perdo Baidus e non lo vedrò più. Mi concentro sulle mie sensazioni, i polpacci mi dicono che un po’ di crema l’avrebbero voluta.
Ricomincia a piovere e non smetterà per almeno 4 ore.
Arrivo al primo ristoro con la sola maglietta, mi fiondo dentro e mi copro con l’impermeabile. Per ora sono velocissimo! Incontro Augusto e Pietro, belli feroci e pimpanti.
Il sentiero continua a salire, mai troppo cattivo ma sempre in salita fino ai 2400 mslm.
Ore 2:00 del mattino, la frontale comincia a fare la birichina fino a spegnersi completamente… ha 4 mesi di vita, la batteria è piena. Provo a cambiare la batteria ma non va… Prendo la frontale di riserva mooolto preoccupato. Sarà 4 anni che non la uso per un ultra, non ricordo l’autonomia. Dovrà durarmi 2 notti.
La metto modalità lumino per sicurezza. In salita tutto bene, in piano sbaglio strada più volte perché non ci vedo abbastanza, in discesa è un casino perché non ho il senso della tridimensionalità dei sassi o radici, rallento tantissimo.
Incontro ripetutamente Augusto, che mi dice che si ritira. Poi mi accodo ad una ragazza e la tallono per sfruttare la sua luce: “vuoi passare?”, no guarda, ho problemi alla frontale, sfrutto la tua luce.
Ci scambiamo due frasi, mi dice di conoscere la zona, viene in Valle d’Aosta da 30 anni, non l’ho vista in faccia ma dai polpacci la facevo più giovane, glielo dico e lei va in difesa anti-molesto: “ho 54 anni e sono in menopausa!”. Resto un po’ spiazzato, non so se stare zitto o dirle “guarda, dai polpacci no, ma dalla faccia te li do tutti!”. Prevale, per fortuna, il bon ton
.
Schiarisce, mollo la “vecchia” e aumento il passo.
Entro al ristoro di La Tuille, saranno le 6, vedo facce stralunate e questo mi mette di buonumore: pensavo di essere sfinito solo io! Mangio l’ultimo bicchiere di brodo che hanno a disposizione, quelli dopo di me si arrangeranno… Comincio a sentire lo stomaco chiuso e così rimarrà fino a fine gara, mangerò porzioni piccole e spesso, diluite con tanta acqua. Qui annaffio con aranciata Sprizzolona.
Riparto, mi si affianca uno che comincia a spiegarmi che si ritira al prossimo ristoro, che è l’ultimo punto in cui ci si può ritirare, sennò è obbligatorio arrivare a Courmayeur. Cerco di spiegargli che non è così ma inizia a intaccarmi con la sua negatività, modalità Dissennatore, vuole assorbire la mia gioia di vivere e portarmi a dargli ragione. Faccio finta che ho bisogno di cercare qualcosa nello zaino e me lo scucio di dosso. Di positivo c’è che ho tolto lo zaino e mi ricordo finalmente che dovevo cremarmi, a 35 km dalla partenza. Lo faccio. Grazie, mio piccolo amico dissennatore! Piccoli danni da abrasioni già presenti, purtroppo.
Il cielo è terso, ho paura che moriremo di caldo. Per fortuna poi si rannuvolerà a breve.
Patisco prima la salita a Youlaz e poi la salita al Col d’Arp. Saluto per l’ultima volta la “vecchia” che, nonostante i suoi “anni” mi lascia indietro e non vedrò più.
Nella seconda parte di salita conosco Marco, con cui scambiamo qualche sensazione, poi al Col d’Arp sono cotto e lo lascio andare. Cominciano a sfrecciare i GIALLI, quelli che stanno facendo la gara da 55km con il pettorale giallo. Inizialmente ne passa uno ogni tanto e non danno fastidio, dopo cominciano proprio a rompere il c… a dare fastidio. Ognuno pretende ed esige che gli lasci il passo, devi metterti in parte al sentiero e farlo superare…
Fino al Monte Fortin sarò abbastanza in crisi e farò 3 pause-cibo per riprendermi. Inoltre penso di essere quello che ha fatto più foto al monte bianco in assoluto in tutta la storia: così giustifico ulteriori micro-pause furbe.
Arrivo al ristoro del Monte Fortin alle 12 circa, naturalmente ho lo stomaco chiuso. Non ho voglia di niente, dopo 15 minuti che mi muovo nel ristoro senza meta raccolgo una scatoletta di Simmenthal dal tavolo e, incredibilmente, la mangio volentieri stando seduto a terra.
Parto in discesa, si sta alzando un bel vento e poi, immancabilmente, riinizia a piovere. Ho caldo e aspetto troppo a mettermi l’impermeabile. Ricomincio a divertirmi e inizia la fase caccia-al-GIALLO, mi faccio superare da uno della 55 e lo tallono finché mi si lascia sorpassare, poi collasso e aspetto quello successivo.
Anche con l’impermeabile fa ben freddo, cerco di non rallentare per non raffreddarmi. Sento la schiena congelata.
Arrivo alla Casermetta, dove c’è un rilevatore chip automatico, non capisco molto cosa succeda (riguardandomi dopo i video della webcam nessuno ci capiva nulla… scene veramente comiche!) e vado via mal appagato. Lo stomaco continua a darmi noia, mi siedo, mangio 2 datteri con tanta acqua in 5 minuti e riparto. Sono un po’ in sbattimento adesso. Dopo 10 minuti entra in circolo lo zucchero dei datteri e mi ripiglio. Dovrei mangiare un po’ più spesso, forse. Faccio tutta la gara mangiando troppo poco e patendo.
Ristoro di Lac Combal, vedo un volontario con un mazzo di braccialetti rossi dei ritirati impressionante. Mi sembra assurdo che si siano ritirate così tante persone fino ad ora, scoprirò dopo che quelli erano solo i braccialetti di quelli che aspettavano la navetta in quel momento…
Riesco ad alimentarmi a sufficienza e parto con brio, prima sul piano e poi salgo veloce. Qui ci sono vari “civili”, turisti senza pettorale. Una inizia ad inseguirmi, mi giro, la guardo, lei dissimula guardando per aria. Riparto, mi tallona. Le chiedo se vuole passare ma mi dice “perfect pacer” e mi sta attaccata al cu… mi sta attaccata e basta. Ogni 10-15 minuti le parlo, cercando di accertarmi se la sto portando a perdersi per i boschi o se sa dove stiamo andando. Dopo più di 1 ora ed almeno 1 altro km di discesa mi dice di andare, di non preoccuparmi, che sa la strada. E io parto.
Qualcuno ha letto i giornali locali? Qualche persona scomparsa? Ho la coscienza pulita?
Arrivo al rifugio Maison Vielle, reincontro Marco, mangio.
Torno a cremarmi, Marco mi vede: “OhmmmioddiohailaVasellinaaa!! Me ne dai un po’???”
Tieni pure!
“mi serve per metterla…”
Mettila dove vuoi, finché non mi chiedi di spalmartela va tutto bene
Ripartiamo assieme e iniziamo a chiacchierare del più e del meno, così non si fa nemmeno fatica. Continuano a sfrecciare i GIALLI, Marco mi dice di non spostarmi, che se vogliono sorpassare devono andare loro sui rovi… effettivamente è più efficiente così.
Finalmente smette di piovere, esce il sole e comincia a scaldare, togliamo i troppi strati a disposizione, sono le 6 del pomeriggio ma farò tempo a scottarmi la faccia con il sole tiepido della sera.
Base della salita al Pavillon, ci sono dei volontari che ci dividono, i GIALLI vanno a Courma a bere la birra, i fighissimi invece si possono divertire ancora e si spupperanno 1000 D+ da fare in 3 km. Per fortuna che sono uno dei fighissimi!
Partiamo ben determinati pensando siano solo 600 D+. C’è un bel tratto con una pendenza assurda che non molla un attimo, superiamo alcuni zombie e siamo sereni. Mentre avanzo guardo l’altimetria, l’orologio, il punto d’arrivo e capisco che non saranno solo 600 D+. Ad un certo punto non ce la faccio più e prima di cedere alla nausea mi fermo per i miei 2 datteri di vita. Lascio sfilare via Marco, poi riparto e lo prenderò solo al ristoro.
Pavillon skyline Monte Bianco! Prima base vita, dopo 80 km…
Ma anche l’ultima, via. Ottimismo.
Cambio maglietta e calzini, mangio spezzatino, lascio il riso e non oso toccare la pasta. E’ la prima volta che trovo qualcosa di caldo da mangiare che non fosse buillon (brodo) senza pastina.
Ripartiamo ancora assieme, io ormai ho deciso che finisco la gara con Marco, rischierei di andare in pappa e non arrivare a Courma. Lui mi invita ad accelerare, se voglio. Ha comunque un bel passo in discesa e non mi rallenta, non vale la pena lasciarlo. Ci confrontiamo sui tempi che mancano, lui ipotizza 6-7 ore, gli dico che ce ne vorranno almeno 8. Superiamo varia gente sul tratto molto pendente che scende dal Monte Bianco. Sento molte imprecazioni di altri runner, noi invece ci stiamo divertendo tantissimo in questa discesa spaccagambe!
Spinto dal desiderio di imparare le lingue, chiedo ad un francese come si dica insalata russa in francese, non lo sa… so che nei vari paesi ha nomi diversi (in Germania si chiama insalata italiana). A sto punto non vale la pena che gli chieda come si dica “spagnola”, che a Cuba chiamano “russa”. Tornato a casa me lo sono cercato su google. A posto.
Riparte la salita, sta venendo buio, si accoda prima un concorrente, poi altri due. Durante il pomeriggio ho provato a sistemare la frontale ma non va. Vado in salita con la luce modalità lumino, dopo 1 ora sbaglio strada e gli altri mi richiamano indietro, guiderà qualcun altro d’ora in poi, per fortuna.
Il Bonatti non arriva più, pensavamo fosse più vicino ma arriviamo ad un cartello che segna 2 ore e 15 di camminata (ma noi corriamo!), dopo 1 ora e mezza ne troviamo un altro che segna 40 minuti e capiamo che siamo delle cacchine. Comincio ad usare la frontale con il secondo livello di luce, per fortuna durerà fino alla fine.
Comincio a ciondolare, mi si chiudono gli occhi e comincio a sognare, gratto a terra le piante dei piedi e mi risveglio per qualche minuto. Conto le volte. Dico a Marco che mi sono già addormentato 8 volte, non se ne era accorto… gli dico che al Bonatti mi fermerò 15 minuti a dormire, “ma non puoi bere un caffè e basta?”… vabbè… solo caffè.
Arriviamo al Bonatti e, per fortuna, mi sono convinto a non dormire: il ristoro è in un gazebo, aperto su due lati e c’è un freddo becco. Se arrivavo ciondolante sarei morto per la sorpresa di non poter dormire. Avrebbero dovuto riempirmi di sberle per farmi procedere.
Mangio due cose in croce, qui fa freddo e sollecito Marco a partire prima possibile per non ghiacciarci.
Salita, discesa, salita, i tempi sono dilatati o siamo noi a non ricordarci che in un’ora ci sono 60 minuti. Arriviamo sul Col Sapin, dove dovrebbe esserci il checkpoint, ma il volontario è chiuso nel rifugio e ha messo un cartello “no check-point” (sottotitolo: “lasciatemi dormire al caldo”).
Finalmente discesona! Momenti di discesa molto tecnica, ma non la temiamo. Temiamo invece questi strappetti improponibili in salita… ma perché…
Ultimo ristoro, mangiamo poco o nulla e salutiamo, ci dicono che ci saranno ancora 3 strappetti ma nulla di che. Invece queste salitine sono troppe e troppo noiose… siamo veramente sfiniti, non riusciamo a tenere un passo decente.
Discesa finale su sentiero di radici, io sto ormai dormendo e Marco ogni tanto mi sveglia chiedendomi se va tutto bene… non va tutto bene. Veramente un tratto terribile, non riesco a rimanere sveglio. Brutto brutto.
Asfalto. Marco mi chiede dov’è l’arco dell’arrivo, gli dico che mancheranno ancora almeno un paio di km, ci resta male ma comincia a correre dietro di me, che finalmente mi sono tolto un po’ dell’intorpidimento che avevo addosso. Corriamo, finalmente, dopo più di 100 km c’è un tratto corribile! Superiamo 3 runners, che avevano provato ad accelerare il passo vedendoci e poi si sono adeguati camminando e gettando la spugna, gli daremo 15 minuti di distacco.
E arriviamo al parco bollino dopo 31 ore e 13 minuti di divertimento, con i primi 6 km e gli ultimi 2 di percorso corribile!
Mai avrei pensato di arrivare con un principio di alba in cielo…
236 ritirati…
Un piatto caldo
Offro una birra a Marco, tanto la si può prendere gratis!
PS: martedì, la frontale ricomincia a funzionare...
Mi sono iscritto a questa gara per avere il pass per il TOR 2027.
Come almeno più di metà degli iscritti…
Se un esperto di statistica facesse due conti, mi direbbe che sono un deficiente:
- Valutiamo la probabilità di finire la gara (80%)
- La moltiplico per la probabilità di essere tra quei 100 che riescono a cliccare per primi nell’iscrizione con prelazione (40%)
Ottengo una probabilità del 32%, inferiore a quella per cui passerei con la pre-iscrizione (35-40%). E a questo risultato devo comunque sottrarre il gusto e tempo perso per fare una gara che “faccio perché devo”.
Per fortuna io come lavoro faccio il falegname, cerco di ignorare il calcolo delle probabilità, ci credo di brutto e decido di mettere il dentino sotto il cuscino. Sperando passi la fatina dei denti.
Di recente sto cercando di prendere meno sul serio le gare. Non nel senso che mi presento impreparato, ma evito di preoccuparmi troppo e troppo presto. In fondo non sto andando in guerra, non sto per morire di fame. Sarà solo un po’ di fatica autoinflitta.
Quindi la sera prima inizio a fare lo zaino, poi preferisco dedicare un po’ di tempo ad una sessione di massaggi con i rulli per sistemare le gambe, troppo sollecitate per gli allenamenti degli ultimi due mesi. L’indomani vado a lavoro 4 ore, ritorno a casa, finisco lo zaino, mi faccio 6 ore di macchina e alle 19:15 sono a Courmayeur a ritirare il pettorale. Ovviamente, a quell’ora, la tipica coda per il ritiro pettorali non c’è più e mi fanno passare davanti ai runner della 55 e della 30 km. Mi sento un VIP.
Pasta nel Tupperware, mezz’ora di sonno e vado a consegnare la borsa del cambio, dopo finirò di cremarmi.
Invece alla consegna della borsa incontro Augusto e Pietro, conosco Baidus: “ma non lo vuoi un gelato?” no. “un caffè?” no…
Vabbè un caffè sì… Vado con loro al bar… non hanno capito che volevo che mi chiedessero se volevo una birra… mannaggia…
Gelatino al caffè in piazza, siamo seduti come se fosse la domenica mattina e avessimo deciso di fare una fiasp di paese da 10 km. Se non fosse che abbiamo un pettorale, siamo sovrastati dal Monte Bianco e ci sono lampi e tuoni che si stanno scatenando in cielo potremmo rimanere qui in eterno.
21:30 piove, Augusto va alla partenza.
Io convinco Baidus che è meglio che stiamo all’asciutto ancora per un po’ e che il Friûl è meglio di Trieste. Lo sento molto convinto.
Saluto Offriends, che passa modalità civile, senza pettorale.
Vado alla partenza. Mi sono cremato? No…
Perlomeno per ora io sono asciutto e con la maglietta, gli altri sono tutti zuppi e vestiti troppo.
Partiti! Tifo stupendo per 2-3 km e mi sento gasatissimo! Quasi tutti gli altri devono fermarsi per togliere l’impermeabile, me la rido. Affianco Baidus e ci confrontiamo un po’, da quel che ho capito sarà più veloce di me, a meno di problemi al ginocchio. C’è ancora gente con l’impermeabile, anche se fa caldissimo e non piove… bho…
Dopo 6 km finalmente si sale, perdo Baidus e non lo vedrò più. Mi concentro sulle mie sensazioni, i polpacci mi dicono che un po’ di crema l’avrebbero voluta.
Ricomincia a piovere e non smetterà per almeno 4 ore.
Arrivo al primo ristoro con la sola maglietta, mi fiondo dentro e mi copro con l’impermeabile. Per ora sono velocissimo! Incontro Augusto e Pietro, belli feroci e pimpanti.
Il sentiero continua a salire, mai troppo cattivo ma sempre in salita fino ai 2400 mslm.
Ore 2:00 del mattino, la frontale comincia a fare la birichina fino a spegnersi completamente… ha 4 mesi di vita, la batteria è piena. Provo a cambiare la batteria ma non va… Prendo la frontale di riserva mooolto preoccupato. Sarà 4 anni che non la uso per un ultra, non ricordo l’autonomia. Dovrà durarmi 2 notti.
La metto modalità lumino per sicurezza. In salita tutto bene, in piano sbaglio strada più volte perché non ci vedo abbastanza, in discesa è un casino perché non ho il senso della tridimensionalità dei sassi o radici, rallento tantissimo.
Incontro ripetutamente Augusto, che mi dice che si ritira. Poi mi accodo ad una ragazza e la tallono per sfruttare la sua luce: “vuoi passare?”, no guarda, ho problemi alla frontale, sfrutto la tua luce.
Ci scambiamo due frasi, mi dice di conoscere la zona, viene in Valle d’Aosta da 30 anni, non l’ho vista in faccia ma dai polpacci la facevo più giovane, glielo dico e lei va in difesa anti-molesto: “ho 54 anni e sono in menopausa!”. Resto un po’ spiazzato, non so se stare zitto o dirle “guarda, dai polpacci no, ma dalla faccia te li do tutti!”. Prevale, per fortuna, il bon ton
Schiarisce, mollo la “vecchia” e aumento il passo.
Entro al ristoro di La Tuille, saranno le 6, vedo facce stralunate e questo mi mette di buonumore: pensavo di essere sfinito solo io! Mangio l’ultimo bicchiere di brodo che hanno a disposizione, quelli dopo di me si arrangeranno… Comincio a sentire lo stomaco chiuso e così rimarrà fino a fine gara, mangerò porzioni piccole e spesso, diluite con tanta acqua. Qui annaffio con aranciata Sprizzolona.
Riparto, mi si affianca uno che comincia a spiegarmi che si ritira al prossimo ristoro, che è l’ultimo punto in cui ci si può ritirare, sennò è obbligatorio arrivare a Courmayeur. Cerco di spiegargli che non è così ma inizia a intaccarmi con la sua negatività, modalità Dissennatore, vuole assorbire la mia gioia di vivere e portarmi a dargli ragione. Faccio finta che ho bisogno di cercare qualcosa nello zaino e me lo scucio di dosso. Di positivo c’è che ho tolto lo zaino e mi ricordo finalmente che dovevo cremarmi, a 35 km dalla partenza. Lo faccio. Grazie, mio piccolo amico dissennatore! Piccoli danni da abrasioni già presenti, purtroppo.
Il cielo è terso, ho paura che moriremo di caldo. Per fortuna poi si rannuvolerà a breve.
Patisco prima la salita a Youlaz e poi la salita al Col d’Arp. Saluto per l’ultima volta la “vecchia” che, nonostante i suoi “anni” mi lascia indietro e non vedrò più.
Nella seconda parte di salita conosco Marco, con cui scambiamo qualche sensazione, poi al Col d’Arp sono cotto e lo lascio andare. Cominciano a sfrecciare i GIALLI, quelli che stanno facendo la gara da 55km con il pettorale giallo. Inizialmente ne passa uno ogni tanto e non danno fastidio, dopo cominciano proprio a rompere il c… a dare fastidio. Ognuno pretende ed esige che gli lasci il passo, devi metterti in parte al sentiero e farlo superare…
Fino al Monte Fortin sarò abbastanza in crisi e farò 3 pause-cibo per riprendermi. Inoltre penso di essere quello che ha fatto più foto al monte bianco in assoluto in tutta la storia: così giustifico ulteriori micro-pause furbe.
Arrivo al ristoro del Monte Fortin alle 12 circa, naturalmente ho lo stomaco chiuso. Non ho voglia di niente, dopo 15 minuti che mi muovo nel ristoro senza meta raccolgo una scatoletta di Simmenthal dal tavolo e, incredibilmente, la mangio volentieri stando seduto a terra.
Parto in discesa, si sta alzando un bel vento e poi, immancabilmente, riinizia a piovere. Ho caldo e aspetto troppo a mettermi l’impermeabile. Ricomincio a divertirmi e inizia la fase caccia-al-GIALLO, mi faccio superare da uno della 55 e lo tallono finché mi si lascia sorpassare, poi collasso e aspetto quello successivo.
Anche con l’impermeabile fa ben freddo, cerco di non rallentare per non raffreddarmi. Sento la schiena congelata.
Arrivo alla Casermetta, dove c’è un rilevatore chip automatico, non capisco molto cosa succeda (riguardandomi dopo i video della webcam nessuno ci capiva nulla… scene veramente comiche!) e vado via mal appagato. Lo stomaco continua a darmi noia, mi siedo, mangio 2 datteri con tanta acqua in 5 minuti e riparto. Sono un po’ in sbattimento adesso. Dopo 10 minuti entra in circolo lo zucchero dei datteri e mi ripiglio. Dovrei mangiare un po’ più spesso, forse. Faccio tutta la gara mangiando troppo poco e patendo.
Ristoro di Lac Combal, vedo un volontario con un mazzo di braccialetti rossi dei ritirati impressionante. Mi sembra assurdo che si siano ritirate così tante persone fino ad ora, scoprirò dopo che quelli erano solo i braccialetti di quelli che aspettavano la navetta in quel momento…
Riesco ad alimentarmi a sufficienza e parto con brio, prima sul piano e poi salgo veloce. Qui ci sono vari “civili”, turisti senza pettorale. Una inizia ad inseguirmi, mi giro, la guardo, lei dissimula guardando per aria. Riparto, mi tallona. Le chiedo se vuole passare ma mi dice “perfect pacer” e mi sta attaccata al cu… mi sta attaccata e basta. Ogni 10-15 minuti le parlo, cercando di accertarmi se la sto portando a perdersi per i boschi o se sa dove stiamo andando. Dopo più di 1 ora ed almeno 1 altro km di discesa mi dice di andare, di non preoccuparmi, che sa la strada. E io parto.
Qualcuno ha letto i giornali locali? Qualche persona scomparsa? Ho la coscienza pulita?
Arrivo al rifugio Maison Vielle, reincontro Marco, mangio.
Torno a cremarmi, Marco mi vede: “OhmmmioddiohailaVasellinaaa!! Me ne dai un po’???”
Tieni pure!
“mi serve per metterla…”
Mettila dove vuoi, finché non mi chiedi di spalmartela va tutto bene
Ripartiamo assieme e iniziamo a chiacchierare del più e del meno, così non si fa nemmeno fatica. Continuano a sfrecciare i GIALLI, Marco mi dice di non spostarmi, che se vogliono sorpassare devono andare loro sui rovi… effettivamente è più efficiente così.
Finalmente smette di piovere, esce il sole e comincia a scaldare, togliamo i troppi strati a disposizione, sono le 6 del pomeriggio ma farò tempo a scottarmi la faccia con il sole tiepido della sera.
Base della salita al Pavillon, ci sono dei volontari che ci dividono, i GIALLI vanno a Courma a bere la birra, i fighissimi invece si possono divertire ancora e si spupperanno 1000 D+ da fare in 3 km. Per fortuna che sono uno dei fighissimi!
Partiamo ben determinati pensando siano solo 600 D+. C’è un bel tratto con una pendenza assurda che non molla un attimo, superiamo alcuni zombie e siamo sereni. Mentre avanzo guardo l’altimetria, l’orologio, il punto d’arrivo e capisco che non saranno solo 600 D+. Ad un certo punto non ce la faccio più e prima di cedere alla nausea mi fermo per i miei 2 datteri di vita. Lascio sfilare via Marco, poi riparto e lo prenderò solo al ristoro.
Pavillon skyline Monte Bianco! Prima base vita, dopo 80 km…
Ma anche l’ultima, via. Ottimismo.
Cambio maglietta e calzini, mangio spezzatino, lascio il riso e non oso toccare la pasta. E’ la prima volta che trovo qualcosa di caldo da mangiare che non fosse buillon (brodo) senza pastina.
Ripartiamo ancora assieme, io ormai ho deciso che finisco la gara con Marco, rischierei di andare in pappa e non arrivare a Courma. Lui mi invita ad accelerare, se voglio. Ha comunque un bel passo in discesa e non mi rallenta, non vale la pena lasciarlo. Ci confrontiamo sui tempi che mancano, lui ipotizza 6-7 ore, gli dico che ce ne vorranno almeno 8. Superiamo varia gente sul tratto molto pendente che scende dal Monte Bianco. Sento molte imprecazioni di altri runner, noi invece ci stiamo divertendo tantissimo in questa discesa spaccagambe!
Spinto dal desiderio di imparare le lingue, chiedo ad un francese come si dica insalata russa in francese, non lo sa… so che nei vari paesi ha nomi diversi (in Germania si chiama insalata italiana). A sto punto non vale la pena che gli chieda come si dica “spagnola”, che a Cuba chiamano “russa”. Tornato a casa me lo sono cercato su google. A posto.
Riparte la salita, sta venendo buio, si accoda prima un concorrente, poi altri due. Durante il pomeriggio ho provato a sistemare la frontale ma non va. Vado in salita con la luce modalità lumino, dopo 1 ora sbaglio strada e gli altri mi richiamano indietro, guiderà qualcun altro d’ora in poi, per fortuna.
Il Bonatti non arriva più, pensavamo fosse più vicino ma arriviamo ad un cartello che segna 2 ore e 15 di camminata (ma noi corriamo!), dopo 1 ora e mezza ne troviamo un altro che segna 40 minuti e capiamo che siamo delle cacchine. Comincio ad usare la frontale con il secondo livello di luce, per fortuna durerà fino alla fine.
Comincio a ciondolare, mi si chiudono gli occhi e comincio a sognare, gratto a terra le piante dei piedi e mi risveglio per qualche minuto. Conto le volte. Dico a Marco che mi sono già addormentato 8 volte, non se ne era accorto… gli dico che al Bonatti mi fermerò 15 minuti a dormire, “ma non puoi bere un caffè e basta?”… vabbè… solo caffè.
Arriviamo al Bonatti e, per fortuna, mi sono convinto a non dormire: il ristoro è in un gazebo, aperto su due lati e c’è un freddo becco. Se arrivavo ciondolante sarei morto per la sorpresa di non poter dormire. Avrebbero dovuto riempirmi di sberle per farmi procedere.
Mangio due cose in croce, qui fa freddo e sollecito Marco a partire prima possibile per non ghiacciarci.
Salita, discesa, salita, i tempi sono dilatati o siamo noi a non ricordarci che in un’ora ci sono 60 minuti. Arriviamo sul Col Sapin, dove dovrebbe esserci il checkpoint, ma il volontario è chiuso nel rifugio e ha messo un cartello “no check-point” (sottotitolo: “lasciatemi dormire al caldo”).
Finalmente discesona! Momenti di discesa molto tecnica, ma non la temiamo. Temiamo invece questi strappetti improponibili in salita… ma perché…
Ultimo ristoro, mangiamo poco o nulla e salutiamo, ci dicono che ci saranno ancora 3 strappetti ma nulla di che. Invece queste salitine sono troppe e troppo noiose… siamo veramente sfiniti, non riusciamo a tenere un passo decente.
Discesa finale su sentiero di radici, io sto ormai dormendo e Marco ogni tanto mi sveglia chiedendomi se va tutto bene… non va tutto bene. Veramente un tratto terribile, non riesco a rimanere sveglio. Brutto brutto.
Asfalto. Marco mi chiede dov’è l’arco dell’arrivo, gli dico che mancheranno ancora almeno un paio di km, ci resta male ma comincia a correre dietro di me, che finalmente mi sono tolto un po’ dell’intorpidimento che avevo addosso. Corriamo, finalmente, dopo più di 100 km c’è un tratto corribile! Superiamo 3 runners, che avevano provato ad accelerare il passo vedendoci e poi si sono adeguati camminando e gettando la spugna, gli daremo 15 minuti di distacco.
E arriviamo al parco bollino dopo 31 ore e 13 minuti di divertimento, con i primi 6 km e gli ultimi 2 di percorso corribile!
Mai avrei pensato di arrivare con un principio di alba in cielo…
236 ritirati…
Un piatto caldo
Offro una birra a Marco, tanto la si può prendere gratis!
PS: martedì, la frontale ricomincia a funzionare...
Re: Gran Trail Courmayeur (Ao) 10-12.07.2026
Oh, nooo... mi dispiace non averti visto...andard ha scritto: ↑14/07/2026, 12:40...smaltisco l'alcol, capisco dove son girato e vi scrivo...![]()
...prima di tutto complimenti a Pietro, ha fatto una gran gara, gestita bene, in progressione; mi spiace molto per Augusto, ti auguro di trovare il rimedio al tuo problema.
Mi ha fatto piacere aver conosciuto Baidus, purtroppo non ho sono riuscito a stare al suo passo ma quello lo immaginavo fin dall'inizio.
Peccato non aver visto Boborosso, almeno per un saluto.
Anche la mia GTC è stata altalenante, ma tutto sommato son contento di averla portata a casa, il ritiro sarebbe stato uno spreco.
Re: Gran Trail Courmayeur (Ao) 10-12.07.2026
Io alla partenza familiarizzavo con Andard, tu eri seduto sulla panchina con Motosega... prenditela con lui.
Re: Gran Trail Courmayeur (Ao) 10-12.07.2026
Spetta che chiedo a chatgpt di farmi un riassunto del tuo racconto e poi ti rispondo

- Dariogrizzly_1981
- Messaggi: 907
- Iscritto il: 28/05/2014, 6:54
- Località: TORINO (TO) - GENOVA (GE)
Re: Gran Trail Courmayeur (Ao) 10-12.07.2026
Fantastico racconto Boborosso!
Dovresti pensare a scrivere un libro dove racconti ogni gara che hai fatto e che farai.
Complimenti a tutti i forumisti che hanno chiuso questa gara davvero tosta, io l'ho fatta nel 2018 e ricordo la durezza del percorso con pochissimi km corribili.
Fra le altre cose anche nel 2018 ci fu un temporale pauroso verso le 20-21 di sera, io ero nel pezzo tra il lago Combal e il Rifugio Maison Vieille.
Dovresti pensare a scrivere un libro dove racconti ogni gara che hai fatto e che farai.
Complimenti a tutti i forumisti che hanno chiuso questa gara davvero tosta, io l'ho fatta nel 2018 e ricordo la durezza del percorso con pochissimi km corribili.
Fra le altre cose anche nel 2018 ci fu un temporale pauroso verso le 20-21 di sera, io ero nel pezzo tra il lago Combal e il Rifugio Maison Vieille.
Re: Gran Trail Courmayeur (Ao) 10-12.07.2026
Metto sotto il sunto, per chi non ha tempo da perdere a leggere i racconti di un falegname miliardario…
Mi iscrivo al GTC per andare al TOR: la matematica dice “lascia perdere”, il falegname dice “ma sì”.
Parto da fenomeno, dimentico la crema e la frontale decide di licenziarsi alle 2 di notte.
Passo la gara tra pioggia, fame, datteri terapeutici e una Simmenthal candidata al Nobel.
Incontro dissennatori, GIALLI con la sindrome del sorpasso e una signora di 54 anni che mi stacca senza pietà.
Adotto Marco come compagno di sventura e continuiamo insieme a soffrire con grande entusiasmo.
A un certo punto dormo persino mentre corro, ma ormai è routine.
Dopo 31 ore e 13 minuti arrivo vivo, con 236 ritirati alle spalle e una birra finalmente in mano.
Due giorni dopo la frontale ricomincia a funzionare. Lei aveva semplicemente preso un giorno di ferie.
Re: Gran Trail Courmayeur (Ao) 10-12.07.2026
Meglio dell'originale! Anche se questo mi sembra un riassunto intelligentemente poco artificialeCorry ha scritto: ↑15/07/2026, 12:29Metto sotto il sunto, per chi non ha tempo da perdere a leggere i racconti di un falegname miliardario…![]()
Mi iscrivo al GTC per andare al TOR: la matematica dice “lascia perdere”, il falegname dice “ma sì”.
Parto da fenomeno, dimentico la crema e la frontale decide di licenziarsi alle 2 di notte.
Passo la gara tra pioggia, fame, datteri terapeutici e una Simmenthal candidata al Nobel.
Incontro dissennatori, GIALLI con la sindrome del sorpasso e una signora di 54 anni che mi stacca senza pietà.
Adotto Marco come compagno di sventura e continuiamo insieme a soffrire con grande entusiasmo.
A un certo punto dormo persino mentre corro, ma ormai è routine.
Dopo 31 ore e 13 minuti arrivo vivo, con 236 ritirati alle spalle e una birra finalmente in mano.
Due giorni dopo la frontale ricomincia a funzionare. Lei aveva semplicemente preso un giorno di ferie.
Re: Gran Trail Courmayeur (Ao) 10-12.07.2026
Facciamo così, tu scrivi il tuo libro.
Verranno 2800 pagine.
Io le faccio diventare 400.
Il ricavato in beneficenza ai piccoli diennieffi
Verranno 2800 pagine.
Io le faccio diventare 400.
Il ricavato in beneficenza ai piccoli diennieffi