JULES-HENRI GABIOUD E LUCA PAPI: LA COPPIA VINCENTE

Intervista di Maurizio Scilla

 

TOR 450 - Tor des Glaciers, 450 km 32000 m+, già solo questi numeri fanno venire i brividi, se poi pensiamo che gli atleti percorrono sentieri tecnici con  innumerevoli i passaggi in quota, senza tracciatura, l’impresa diventa veramente epica.

 

Photo Troise Carmine Washi, Day 7, Tor des Glaciers, MR 6 TOR2021 MR 2

© Carmine Troise

 

Quest’anno i protagonisti assoluti di questo TOR 450 sono stati lo svizzero Jules-Henry Gabioud (vincitore del Tor nel 2011) e l’italiano, francese di adozione Luca Papi (vincitore del Tor 450 due anni fa). I due, che non hanno mai perso il sorriso e la voglia di condividere la loro impresa, sono giunti mano nella mano a Courmayeur in 138 ore 18 minuti.

Grandissima prova tra le donne per  la canadese Stephanie Case, protagonista di una incredibile gara in solitaria, giunta terza assoluta, bella prova anche per la nostra Marina Plavan, seconda donna. Jules-Henri Gabioud e Luca Papi li abbiamo voluti ancora avere insieme per questa intervista doppia.

 

Se un marziano ti chiedesse cos’è il Tor des Glaciers, cosa risponderesti?

Jules-Henri: Per me resta la più bella avventura umana e sportiva che esista, senza dubbio!
Luca: Beh gli direi che è una bella passeggiata di gruppo in  posti stupendi  e molto accoglienti della valle d'Aosta.

Credo che si possa dire che le foto emblematiche di questa settimana, sono quella di Franco Collé e Jonas Russi che dormono con la testa sul tavolo al Rifugio Grand Tournalin e quella del vostro arrivo. Cosa dicono quegli sguardi?

Jules-Henri: Grazie Luca! Che avventura e che momenti di vita vissuti intensamente, troppo bello!
Luca: Ci siamo riusciti davvero!Ce l'abbiamo fatta insieme, quanta gioia e quanta soddisfazione! Quanti momenti simbolici negli occhi! E poi per entrambi si tratta di una seconda volta, per me al Tor 450, per Jules Henri per il Tor 330.

È stata un’avventura bellissima e indi dimenticabile e un lungo e magnifico viaggio!

450 km / 32000 m + 138 ore 7 giorni/6 notti, una curiosità, quante ore avete dormito?

Jules-Henri: Credo 6/7 ore circa, il sonno più lungo di1h30’ di notte, poi alcune “ siesta” di 15/20 minuti e qualche micro sonno di 2-3 minuti sui sentieri.
Luca: Non saprei di preciso, ma direi fra le sei e le otto ore al massimo.

350 km insieme, non so dire quante ore insieme, ma di sicuro son veramente tante, ora direi che vi conoscete bene e quindi eccovi qualche domanda sull’altro. Il più grande merito dell’altro?

Jules-Henri: La sua capacità di passare da uno stato di estrema fatica a un ritmo rapido nel giro di qualche minuto. Senza dimenticare la sua forza mentale.
Luca: Devo ringraziare JH per avermi sopportato tutto il viaggio, io anche senza voce riesco a parlare, è impossibile farmi stare zitto. Senza dimenticare che mi ha spesso svegliato e tenuto sveglio.

 

TOR330 GLACIERS 21 Day7 Courmayeur PH Roberto Roux 10

© Roberto Roux

 

Il più grande difetto dell’altro?

Jules-Henri: Mangia troppi mirtilli e fragole sul percorso e questo a volte causa dei bei cambi di ritmo.
Luca: Sinceramente i difetti non li cerco mai, però uno forse l’ho trovato, forse è troppo forte.

Chi parla di più?

Jules-Henri: Nessun dubbio, Luca!
Luca: Decisamente non c’e’ storia, qui vinco alla grande!

Chi si lamenta di più?

Jules-Henri: Direi io, anche perché ho avuto un problema a un piede a partire da Gressoney.
Luca: E anche qui sono sempre io, semplicemente perché parlo di più.


Il luogo/momento più rappresentativo di questa lunga avventura?

Jules Henri: Il Rifugio Coda, per il posto, per la storia con il Tor e la sua accoglienza. Ho avuto le lacrime agli occhi quando ho visto Laura che gestisce il Rifugio!
Luca: Non ho dubbi, l’alba al Col Loson, bellissima e indimenticabile!

 

TOR330 GLACIERS 21 Day7 Courmayeur PH Roberto Roux 32

© Roberto Roux

 

Dopo tutto questo tempo trascorso insieme e il buon feeling che si è creato, non avete pensato che potreste inventarvi qualche progetto insieme?

Jules-Henri:Certo è possibile, abbiamo condiviso così tanti momenti! Ma devo anche dire che mio fratello Candide è sempre pronto ad accompagnarmi in nuove avventure.
Luca: Abbiamo deciso di tenerci in contatto, qualche idea è nata, vi faremo sapere.

Come hai preparato il Tor 450?

Jules-Henri: Sport tutto il tempo, dallo sci alpinismo, alla bici, al trail. Ho fatto dei mesi con circa 60000 m+ e ho anche fatto ricognizioni su tratti del percorso. Per finire ho corso la PTL con mio fratello, e proprio quest’esperienza mi ha rassicurato in vista del Tor(n.d.r. la PTL l’hanno vinta). E’ stata sicuramente la miglior preparazione possibile.
Luca: Diciamo che l’ho preparato gareggiando e inventandomi nuovi progetti.  A fine luglio ho partecipato al PT281+ in Portogallo, ad inizio agosto mi sono trasferito sull’isola di Gran Canaria per ripercorrere le diverse tracce della Transgrancanaria per un totale di 1146 km e 46000 m+ . A fine agosto è arrivato il momento della TDS con i suoi 145 km  e 9100 m+. Mi sono trasferito poi nel vicino Vallese in Svizzera per correre lo Swiss Peaks Trail (364 km 26600 m+).

Un tuo commento sull’incredibile performance di Stephanie Case che ha chiuso al terzo posto il Tor des Glaciers?

Jules-Henri: E’ stata magica, mi vengono i brividi solo a pensarci. Tutti quei kilometri sola. Nella prima parte ha rischiato come ritmi e sonno,non era lontana da noi. Che exploit magnifico!
Luca: È stata a dir poco incredibile!Secondo me non ha dormito abbastanza e per questo gli ultimi due giorni ha perso terreno nei nostri confronti. Credo che se avesse dormito 2 o 3 ore di più avrebbe certamente finito a  meno di 3 ore da noi o chissà... E’ stata fortissima, non ha mai mollato e non posso che avere che una grande ammirazione nei suoi confronti, è di sicuro una persona molto determinata
.

Quanti chili hai perso in questi giorni?

Jules-Henri: nessun kilo perso, anzi potrei averne presi. Abbiamo mangiato come dei re con Luca che degustava tutte le specialità valdostane a ogni rifugio. Senza contare le decine di cioccolate calde bevute, impossibile perdere peso.
Luca: Sinceramente non saprei, non so, penso 2 o 3 se non ne abbiamo addirittura  presi con tutti quei pasti nei rifugi!

Come pensi di gestire il recupero?

Jules-Henri: Devo dormire molto e cercare di guarire dalla tendinite al piede che mi ha dato fastidio per 200 km. Domani salgo al Rifugio che gestisce mia madre per aiutarla per la chiusura. Per quanto riguarda l’autunno farò delle uscite in montagna e in bici.
Luca: Ho già ricominciato a correre, non mi fermo mai, sicuramente la parte del mio corpo che era messa peggio erano i piedi ma  sono già quasi guariti.


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